La storia delle fiere ambulanti in Italia è molto antica e affonda le sue radici nel lontano Medioevo. Un lungo filo che non si è mai spezzato e che ora Marina di Montalto di Castro, grazioso centro del Viterbese proprio al confine tra il Lazio e la Toscana, ripropone il 18 e 19 ottobre con una formula rinnovata. Alla prima edizione della Fiera Ambulante ogni piccolo particolare sarà frutto dell’eccellenza di questo territorio: dalla gastronomia tipica – da degustare sotto forma di irresistibili ricette – ai prodotti artigianali, con le loro storie che raccontano un passato lontano. Passeggiando fra i banchi allestiti nelle vie principali del paese, i visitatori potranno così calarsi a pieno nei colori, nei profumi e nelle tradizioni della terra dei butteri della Maremma Laziale, per scoprirne i lati più segreti attraverso tutto il meglio della produzione locale. Saranno due giorni di festa dal mattino fino a tarda notte, perché ogni serata sarà allietata da musica, dolci e giochi per bambini e adulti.
E anche chi deciderà di fermarsi qualche ora in più da queste parti potrà conoscere da vicino i resti dell’antica civiltà etrusca, che qui ha lasciato tracce indelebili di un glorioso passato, oltre alle meraviglie della natura che rendono questo tratto dell’Alto Lazio un paradiso per gli amanti delle gite all’aria aperta. Marina di Montalto di Castro rappresenta un ottimo punto di partenza per visitare Vulci, Tarquinia, Pescia Romana, Capalbio, il Monte Argentario, Sovana, le Terme di Saturnia e l’Oasi WWF di Burano.
Spostandosi un po’ più a sud nella provincia di Roma, ecco un grande classico che racchiude tutti gli aromi dei boschi nei quali cresce. E’ il tartufo, al quale Canterano, piccolo e grazioso borgo dell’Alta Valle dell’Aniene al confine con Subiaco e i Monti Simbruini, dedica una festa sabato 18 ottobre. La gioia del palato e il divertimento sono assicurati perché il tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone, tutti rigorosamente locali, esalteranno il sapore delle bruschette, dei tonnarelli e delle uova, mentre il corposo vino rosso della zona scorrerà a fiumi come a ogni festa paesana che si rispetti. La festa prenderà il via alle 15 all’interno di stand coperti in un luogo magico, abitato da meno di 400 persone, dove il tempo sembra essersi fermato. Per completare il tuffo nel passato, poi, cosa c’è di meglio del suono caldo e inconfondibile di un vecchio giradischi? Ed ecco che una collezione di ben 6mila vinili – acquistabili dagli appassionati – farà da allegro sottofondo a una giornata imperdibile. Canterano si affaccia sulla conca dell’affluente del Tevere, e lì è possibile ammirare dall’alto i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, oltre al maestoso Monte Livata; il paese è circondato inoltre da una natura incontaminata con boschi ricoperti di castagne e grandi terrazze coltivate a viti, olivi, e nocciole.
Ancora più a sud e questa volta nel frusinate, proprio al confine con la Campania, gli appassionati delle tradizioni non dovranno farsi mancare una puntata a Sant’Ambrogio sul Garigliano, dove sabato 18 ottobre andrà in scena la sesta edizione di “Dolce vin novo”. A partire dalle 19.30, nella splendida cornice del centro storico con i suoi caratteristici vicoli e le piazzette ben curate e addobbate per l’occasione, i visitatori potranno “perdersi” fra moltissime prelibatezze culinarie della tradizione locale. Dalla fragrante pizza fritta e mortadella alla capra al sugo, dalla coratella agli ziti al sugo di capra, fino a laina e ceci, maiale fritto con peperoni all’aceto, fegatini e cotica arrotolata ripiena, bruschette con pane casereccio locale, trippetta al sugo e “cacio e ova”, caldarroste preparate al momento e dolci della tradizione gastronomica del paese, ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta. E tra una portata e l’altra i visitatori potranno ammirare il panorama mozzafiato sulla Valle del Liri che si può godere dal centro del paese, che nella Seconda Guerra Mondiale faceva parte proprio di quella “Linea Gustav” lungo la quale i tedeschi cercarono di fermare l’avanzata degli Alleati verso nord. Oggi il paese fa parte della “linea della Memoria” e all’ingresso del centro storico si possono visitare le opere d’arte che ricordano i caduti di quella tragica guerra, mentre Cassino e la sua Abbazia distano solo pochi chilometri.
A cura di Fuoriporta
