Doveva essere l’ennesimo giorno dedicato alla discussione del nuovo Stadio della Roma, invece in aula Giulio Cesare è andata in scena l’ennesimo “insoluto” del passato. Appena aperta la seduta dell’Assemblea capitolina, con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, gli ex dipendenti dell’azienda Multiservizi hanno occupato l’Aula e “assediato” gli scranni dove e’ seduta la presidenza e il primo cittadino. Seduta sospesa e attimi di concitazione. “Siamo qui per rivendicare un posto di lavoro – hanno gridato i lavoratori – siamo senza stipendio da settembre e tutti i nostri appalti li ha presi la ’29 giugno’. Siamo ex dipendenti e lavoravamo sul verde scolastico. Noi non siamo la cooperativa ’29 giugno’, eravamo la Multisevizi. Vogliamo risposte, siamo stanchi”.
Un ex dipendente della Multiservizi che, insieme ad altri lavoratori ha occupato l’Aula Giulio Cesare, ha minacciato di darsi fuoco. “Giuro che mi dò fuoco. Se non mi danno risposte, fra due ore mi butto una tanica di benzina e mi dò fuoco sotto il Campidoglio”, ha minacciato il dipendente. Una delegazione è stata poi ascoltata dall’assessore all’Ambiente, Estella Marino e i lavori in Aula Giulio Cesare sono ripresi. In discussione la delibera sullo stadio della Roma, con tre ore di discussione su ordini del giorno ed emendamenti rimasti – gli uffici hanno dichiarato ammissibili 87 odg su 163 presentati.
