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Roma
Muratella rifiuta 8 cuccioli. Il canile li voleva sopprimere: “Troppo piccoli”

di Diana Maltagliati

 

Accalappiati per strada e poi rifiutati dal canile: nuovo scandalo alla Muratella. L'associazione che gestisce la struttura rifiuta di accogliere 8 cuccioli di 20 giorni: “Vanno soppressi”.

 

I cagnolini sono rimasti per ore all'interno del furgone del servizio Pet in Time, per poi vedersi chiudere le porte in faccia, anzi sul muso. A lanciare la denuncia è Rinaldo Sidoli, Forza Italia-Movimento Animalista: "Se non fossero intervenute delle volontarie quelle vite sarebbero finite nel dimenticatoio. C'è stato un momento in cui avevano pensato addirittura di sopprimerli, come riferito da una attivista a stretto contatto con l'Asl", spiega.
Sidoli ha scelto Affaritaliani per raccontare la scandalosa vicenda.

Ci racconti tutto dall'inizio: cos'è successo?
I cani sono arrivati a Muratella nella mattina di martedì, intorno alle 11-12, e sono rimasti all'interno del furgone Pet in Time, che è la società che si occupa di accalappiare i cani, fino alle 17. Le volontarie si sono prese cura di questi animali. Muratella non li ha fatti entrare perché volevano avere garanzie sulla loro salute: volevano sapere se avevano malattie e quindi se potevano contagiare altri cani.

Una prudenza che può salvare la vita di altri ospiti a 4 zampe: chi avrebbe dovuto effettuare i controlli? Qual è la procedura?
Muratella li deve fare entrare, poi deve fare intervenire l'Asl che sta all'interno di Muratella stessa e che deve ricoverarli. La cosa più grave è che l'Asl si è rifiutata di accogliere i cani e registrarli. I cuccioli avevano ancora il cordone ombelicale attaccato e avevano gli occhi ancora chiusi.

Come mai l'Asl si è rifiutata?
Gli operatori hanno sostenuto che gli animali fossero troppo piccoli per la struttura e hanno ricordato che Muratella non ha balie per svezzare i cagnolini. Li hanno rimandati indietro.

Se la mamma non c'è e una balia neppure, i cani dovrebbero morire?
Sì, questo è il concetto che ci è pervenuto. E non è la prima volta. Ci sono stati casi di gatti in gravi difficoltà di salute per cui l'Asl si è rifiutata di eseguire accertamenti e di curarli. Un tempo quando c'era Avcpp, che era l'ex associazione che gestiva Muratella, gli animali che per qualche ragione non potevano essere curati o ospitati venivano mandati in cliniche private a spese dell'associazione. Questa dovrebbe essere la procedura. Se l'Asl non è in grado di gestire alcuni dei casi, li dovrebbe mandare in cliniche private. Questo era previsto nel bando.

Muratella come si difende da queste accuse?
Dicono di non avere soldi. Loro sostengono che da Regione e Comune di Roma non arrivano i soldi necessari per affrontare queste spese. Loro hanno vinto un bando europeo in cui non sono previsti questi costi ulteriori.

Cosa ne è stato dei cuccioli?
I volontari di Muratella hanno contattato altri volontari e animalisti di Roma che hanno accettato di ospitare a casa propria e prendersi cura di questi animali. Sono loro che a titolo privato dovranno sostenere tutte le spese. Per noi quello che è avvenuto a Muratella è omissione di soccorso. Hanno fatto intervenire Pet In Time che ha un costo: rifiutargli le cure non ha proprio senso.

Come procederete? Vi appellerete alla Regione?
Sì, il canile di Muratella è di competenza della Regione. Noi chiediamo di rispettare gli obblighi di legge e stanziare i fondi necessari perché questi animali possano ricevere le cure di cui hanno bisogno. E dato che è già scaduto il bando europeo dei gestori attuali chiediamo al sindaco Raggi di selezionare un'altra associazione. Le adozioni sono calate, bisogna fare qualcosa.

Tempo fa i volontari avevano lanciato l'allarme dicendo che mancava personale medico per assistere gli animali malati. Può essere anche questo il motivo del rifiuto degli 8 cuccioli?
Probabilmente. La carenza di personale influisce. Stare appresso a cagnolini di quell'età significa precludere interventi su altri animali. Muratella era un tempo un'eccellenza, i tagli dei fondi l'hanno rovinata.

 

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