Un muro di 3000 firme su fb per evitare che un obiettore di coscienza diventi primario di ginecologia al S. Camillo Forlanini. Sarebbe una contraddizione evidente una vero e proprio sfregio per l’ospedale che è centro di riferimento regionale per la Legge 194/78. La nomina ancora non è stata fatta, si entrerà nel vivo della scelta il 16 marzo, ma solo l’ipotesi che questo possa accadere ha fatto scattare la costruzione del muro virtuale sulla pagina “No primario obiettore al S. Camillo” aperta da Lisa Canitano della Onlus “Vita di donna” ginecologo della Asl Roma e pasionaria conosciuta in tutta Roma del diritto – semplice diritto della donne a determinare come tutti il loro destino , il loro diritto alla pillola del giorno dopo, e in ultima ipotesi all’aborto. Rivendicano il diritto a veder rispettata negli ospedali pubblici una legge dello Stato la che nonostante sia in vigore da 36 anni è ancora oggi una legge mal tollerata , bistrattata anche da chi dovrebbe difenderla”.
E cosi quando i vertici S. Camillo hanno reso noti i nomi dei professionisti ammessi alla selezione per la nomina a Direttore della Divisione di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Camillo di Roma è scattata la protesta: tra quei 13 nomi c’è infatti anche quello del direttore dell’Unita operativa di ginecologia di una struttura religiosa, dove l’obiezione è la regola.
L’appello lanciato dalla Canitano è semplice: “A marzo cominciano le selezioni per il nuovo primario della ginecologia del San Camillo. Le voci di una nomina di un primario proveniente da ospedali confessionali, obbiettore di coscienza, si fanno sempre più forti. Il San Camillo è centro di riferimento regionale per la Legge 194/78, non permettiamo che il più grande Ospedale pubblico della nostra regione venga umiliato dalla nomina di un primario proveniente da un ospedale privato della Chiesa….formiamo un grande gruppo, diciamo di no!!”
Finora hanno firmato l’appello 2740 persone e il numero va crescendo di ora in ora. Negli ultimi sei giorni le adesioni hanno viaggiato alla media di circa 500 giornaliere. La singolarità della protesta è nella sua carica preventiva. Nessuno in realtà poteva e può impedire ad un professionista solo perchè obiettore di coscienza di partecipare al concorso pubblico indetto dal S. Camillo. Però, dicono le donne con la loro iniziativa, si pone un problema di opportunità che va tenuto in considerazione al pari dei titoli nel corso della procedura per arrivare alla nomina. Il 16 marzo ci saranno i colloqui da cui poi la commissione definirà una terna da sottoporre al Direttore generale a cui spetta il compito insindacabile della scelta finale.
La protesta chiede sensibilità culturale prima che politica e sociale e per questo alza il tiro: dal sito di Vita di donne stanno partendo all’indirizzo del Presidente della Regione Nicola Zingaretti una nuvola di email, tutte con lo stesso testo:
“Rumori sempre più consistenti dicono che sarà un Direttore obiettore di coscienza, confessionale. L’Ospedale è centro di riferimento per la Legge 194/78, ed uno dei più grandi Ospedali d’Europa. La presenza di un Primario obiettore di coscienza metterebbe in discussione non soltanto la possibilità di eseguire interruzioni di gravidanza nell’Ospedale, ma anche l’indispensabile rilancio e modernizzazione della diagnostica prenatale, attesa ormai da sempre in questa Regione.
Chiediamo a Zingaretti di proteggere la laicità dello Stato e i diritti delle donne nominando un Direttore che accetti di applicare le Leggi dello Stato Italiano, quello stesso Stato che lo nomina e che lo retribuisce, e al quale deve rispondere”. La partita è aperta e questa volta le donne hanno giocato d’anticipo”.
Affaritaliani.it pubblica la lista completa dei nomi dei candidati a prendere le redini del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale romano centro di riferimento regionale per l’interruzione volontaria di gravidanza.
ECCO I NOMI

