Roberta Gemma è una certezza di simpatia, abbondanza delle curve e bellezza. Sorride spontanea e ride sotto gli occhi. Erano partiti in 300 al casting di aspiranti attori hard ne sono arrivati da Agrigento a Savona solo in 14. E strada facendo qualcuno si è pure perso nel pochi metri che separavano i camerini dal palco.
Davanti a una platea composta da due giudici togati e una giudice in lungo bianco e scollato da brivido (dall’alto verso il basso erano evidenti e visibili persino le caviglie, ndr), va in sena l’Italia che sogna un posto nel meraviglioso mondo della filmografia a luci rosse. Quattordici, non uno di più, che hanno lasciato fidanzate e mamme e si sono fatti schedare: obiettivo: riuscire a passare la prima prova e penetrare in un film da protragonisti.
Roberta Gemma li guarda e ammicca. Pesa, valuta simpatia, prestanza fisica, dimensioni dichiaratr e promesse, “come quella di riuscire a stare più di un’ora in tensione fisico-emotiva per regalare una gioia a tutte le donne che vorrebbero un partner di lungo-corso. Affaritaliani c’era nel club dove domenica si è svolta la kermesse che ha esaltato il desiderio della carne e umiliato quel coraggio tutto maschile che emerge al bar tra gli amici e poi scompare quando il gioco si fa duro. Al casting c’era M. da Salerno, che però molla alla fine del primo giro. C’è il pericolo che a casa lo possano riconoscere, perché se è vero che l’hard di fa nudi, prima o poi la telecamera il volto lo deve inquedrare. Fosse solo per un minuto.
Poi c’è un poliziotto, o forse carabiniere, che viene direttamente da Roma, un palestrato spaziale che ha lasciato Erice per incontrare la Gemma d’Italia e un longilineo filiforme, tutto muscoli disegnati e tiratissimi che promette proprio ore e ore di performances e cita le testimonianze delle sue ragazze a Savona. “Nessuna si è mai lamentata”, giura.
Oguno di questi ragazzi ha una storia, una fidanzata a casa e il terrore che la mamma possa vederli, quasi che le mamme d’Italia passassero il loro tempo a scovare nell’hard i volti conosciuti. E ciascuno di loro è un esperto internatuta selvaggio tra i vari siti di attrici più o meno famose e quindi innamorati di Roberta. E il segreto del suo “Piacere, sono Roberta Gemma”, è tutto nella personalità semplice. Il sorriso sempiterno e gli occhi sgranati che accompagnano un corpo che si sottrae a fatica dai carboidrati, tutto curve, seni e golfi. E’ un trionfo di bellezza italica e di linearità mentale. Sottopone gli aspiranti alla più grande umiliazione che un maschio possa subire: dichiarare misure e prestazione con l’incubo della verifica immediata. E del conseguente sputtanamento. La battuta più efficace? Chiede la giuria: “Quanto duri”? E l’homus italicus risponde: “Anche un’ora se…”. Replicano i due giurati del casting che sembra già un format nato per la televisione comico-sessuale della seconda serata: “Ma un’ora da quando posteggi?”.

