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Per l’Inps è sempre il 29 giugno. Pensioni: l’odissea nello strazio

LA STORIA. Un lettore racconta ad Affaritaliani.it la sua giornata negli uffici di via dell’Amba Aradam, sede principale dell’Istituto. Rimbalzato per ore da uno sportello all’altro solo per chiedere il numero del centralino che, a sorpresa, il 23 luglio avverte che gli uffici sono chiusi in occasione del patrono di Roma. “A seguito di vari tentativi per ottenere una spiegazione sull’omertà di tutti gli impiegati, come se ci fosse stato un ordine impartito d’ufficio, sono riuscito ad avere il tanto bramato numero del centralino…“

La svolta è la rete: pensionati, lavoratori in “odore di pensione” e pensionandi è bene che si attrezzino con un computer, perché l’Istituto di previdenza è come una multinazionale dell’informatica. Gli sportelli al pubblico, ci sono ma le informazioni che danno sono “povere”, a volte velate dal mistero e comunque rimandano alla madre di tutte le soluzioni: il telefono o, in alternativa la rete.
La storia che pubblichiamo ce l’ha spedita (ovviamente per email, ndr) il signor Marcello P, un lettori di Roma che ha deciso i recarsi negli uffici di San Giovanni per sbrogliare una pratica di un amico che non risiede a Roma. La lettera, oltre ad evidenziare “lo stile Inps” degli impiegati allo sportello, narra le peripezie di una persona che, arreso, si attacca al classico telefono e scopre che il disco ricevitore avverte che gli uffici sono chiusi per la festività del 29 giugno. Due le bizzarrie: intanto fuori dal Raccordo Anulare il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, patroni di Roma, è un giorno come un altro e poi che l’avvertenza è “vigente” nella terza settimana di luglio. Come dire: alla faccia dell’efficienza e del tempismo.
Scrive il signor Marcello P: “All’INPS di Roma in Via Amba Aradam, ho fatto la domanda che mai avrei dovuto fare…?!? Come in un film degli Anni ’60-’70 ambientato in Sicilia, le risposte che mi sono state date nel luglio del 2013 e nella città Caput Mundi, non erano a parole ma a cenni con la testa e tutti a significare che non potevo fare quella domanda! Allo sportello n° 7 mi hanno risposto con un ghigno e, facendomi capire che la mia domanda era fuori luogo, mi hanno spedito allo sportello n° 4.  Dopo aver fatto la fila anche allo sportello n° 4, la risposta è stata silenziosa e con lo scrocchio della lingua sul palato dell’impiegata che stava a significare il tipico “no” dei siciliani tanto ritratto nelle vecchie pellicole. Incredulo, ho ripetuto la domanda e la risposta verbale dell’impiegata, scrollando le spalle e scuotendo la testa, è stata “non può chiedere questa cosa, solo online”.

anziani pensionati


Caspita! Tutto ciò è assurdo, ho pensato io! Allora ho chiesto di parlare con un responsabile: “Di male in peggio, caro signore”, mi ha risposto l’impiegata! Però, dopo qualche botta e risposta, mi ha spedito dalla Guardia Giurata posta all’ingresso dell’edificio. Costui mi guardava ed impassibile non dava risposta alla mia domanda! Gli avevo ripetuto la mia semplicissima domanda e lui, anche se con il viso un po’ impacciato, continuava a non rispondermi!?!
Per un attimo ho pensato “mo je (=gli) busso su la fronte e vedo si (=se) c’è quarcuno (=qualcuno) lì dentro”. Poi ho preferito mantenere le giuste maniere ed ho estratto il mio cellulare dalla tasca, ho attivato la fotocamera, l’ho inquadrato nel display e gli ho detto in educato italiano: “Ti voglio fotografare”. Quel cellulare non è un’arma ma la Guardia, temendo chissà cosa, si era decisa a confessare: “Signore, non posso darle il numero dell’INPS”.
A seguito di vari tentativi per ottenere una spiegazione sull’omertà di tutti gli impiegati, come se ci fosse stato un ordine impartito d’ufficio, sono riuscito ad avere il tanto bramato numero del centralino!!! A questo punto, dubitando io sulla veridicità della risposta e sulla validità del numero, prima di andar via da lì ho voluto provare a chiamare il centralino dell’INPS!!! Incredibile ma vero, il disco automatico del centralino dell’INPS di Roma, della Caput Mundi, ancora recita: “(…) La sede resta chiusa per la festività patronale il 29 giugno (…)”. Provare per credere: 06.77381.
P.S.1: Ovviamente sono a disposizione anche i video degli omertosi qualora qualcuno abbia voglia di dubitare del presente racconto, realmente accaduto il 23 luglio 2013, a partire dalle ore 11:119 come segnato sul numeretto per la fila. Per coloro che volessero provvedere davvero a far funzionare un ufficio pubblico, è possibile verificare questa situazione andando lì a fare la semplicissima domanda “Mi da il numero dell’ufficio?”.
P.S.2: Il motivo della mia domanda e del mio viaggio all’INPS è stato in nome e per conto di altro soggetto a cui è stata tecnicamente sospesa l’erogazione della pensione da marzo scorso, nonostante sia indubbio il diritto di percepirla, nonostante abbia già affrontato 2000 km per sentirsi dire “solo online”, nonostante gli sia stato detto che “ora la pratica è a posto” a gennaio 2013, a marzo 2013, ad aprile 2013, a maggio 2013, ad inizio luglio 2013 e oggi… per un totale di circa 5000 km!!!
Tutto ciò è veramente indecoroso”.
Come sempre, qualora l’ìInps volesse replicare, il giornale è a disposizione: solo se però verrà modificato il risponditore che avverte che gli uffici sono chiusi il 29 giugno.