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Roma
Primarie Pd, il teorema di Storace: “Zingaretti vale 3 punti percentuali”
Andrea Orlando

Zingaretti al fianco di Orlando, un assist a perdere alle Primarie del Pd che scatena il giornalismo goliardo-battutista di Francesco Storace a proposito della Caporetto di voti rimediata a Roma e nel Lazio dal ministro della Giustizia.

 


Scrive Storace: “Nicola Zingaretti è il Comunardo Niccolai del terzo millennio. Sì, più Comunardo che comunista, visto che il governatore (sempre più pro tempore) del Lazio sembra essersi specializzato come il famoso difensore del Cagliari in spettacolari autogol. Stare in porta a difendere la sua stessa squadra rischia di trascinare in una rovinosa sconfitta. L'ultima rovesciata nella porta sbagliata Zingaretti l'ha collezionata alle primarie del Pd, schierandosi con Andrea Orlando contro Matteo Renzi. Il candidato sbagliato ha preso pochi decimali in meno del 20 per cento in tutta Italia; nel Lazio il 23".

Zingaretti vale 3 punti percentuali
"Dunque, essendo Zingaretti l'unico, eroico governatore arrivato in soccorso del ministro della giustizia - niente malelingue per favore - vuol dire che vale appena tre punti percentuali - prosegue Storace - Nonostante una giunta schierata con poche eccezioni. Idem per la sua maggioranza. E' andata meglio persino a Michele Emiliano che almeno, in trasferta, si è beccato il suo sette per cento nonostante le stampelle...
Ci sono realtà dove Orlando si è fermato sotto il venti per cento, come Frosinone, Rieti, Velletri, e un paio di municipi di Roma. Un disastro. E se il guardasigilli ha superato quota venti nel Lazio è grazie al lavoro di tre realtà dove c'è stato un impegno evidentemente molto serio: a Latina (28%), a Guidonia (29%), e a Viterbo (36%). Zingaretti dovrebbe accendere un cero ai tre santi che lo hanno salvato da una figuraccia colossale. Rispettivamente i tre consiglieri regionali di quelle zone Enrico Forte, Marco Vincenzi ed Enrico Panunzi.

Le cambiali all'incasso
Risultato un po' penoso, che non è indicatore di una grande capacità di mobilitazione per uno che ha da poche settimane pomposamente finto di annunciare la sua ricandidatura in Regione. Per ottenerla, dovrebbe pagare troppe cambiali. Finirà che sarà indotto a scappare in direzione Parlamento. Sicuramente il ministro Orlando si batterà come un leone per fargli ottenere un collegio dopo lo straordinario risultato del Lazio...".

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