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Roma
Rabbia da lockdown, notte di guerriglia a Roma. “Esplode" piazza del Popolo

Rabbia da lockdown, dopo Napoli esplode anche Roma ma la differenza è la matrice: a piazza del Popolo e piazzale Flaminio le bombe carta le lanciano 250 facinorosi che si firmano Forza Nuova e che regalano una notte di follia con i Reparti Celere della Polizia presi letteralmente in giro. Doveva essere un sit-in per sfidare il coprifuoco nella piazza simbolo del Popolo è diventata una notte di guerriglia e di disordinata follia.

Che non sarebbe stata una manifestazione ordinaria si è capito quando all'interno del gruppone di 250 persone sono arrivati due giovani coperti con la mascherina e il cappuccio che trasportavano due batterie di fuochi d'artificio, tra il rumore di bottiglie di vetro che venivano infrante. C'era una regia quasi perfetta che impartiva ordini. Da bottiglie a cocci: pronti per essere lanciati e per far male. Tre minuti prima della mezzanotte il gruppone si è compattato intorno alla fontana dei Leoni e le batterie hanno preso fuoco. Era quello l'ordine per chi era in piazza e per chi era nascosto nel reticolo di vie piemontesi intorno a piazzale Flaminio: laddove non c'era l'ombra di un poliziotto.

 

Già, perché la Celere era schierata a protezione di via del Corso, via del Babuino e via Ripetta, il Tridente che porta dritto al Governo alla Camera e al Senato e intorno a piazza del Popolo solo tanti agenti in borghese. La porta del Popolo era deserta, vuota. Come se fosse stata lasciata una via d'uscita pacifica per i manifestanti. Al segnale delle batterie, si è scatenato l'inferno. Dalla fontana si stacca un gruppetto che attacca la Celere sul fianco di via Ripetta e la Celere risponde caricando. Il gruppone si disperde e tra bombe carta e vetri che volano e si rifugia oltre Porta del Popolo, invadendo piazzale Flaminio e lasciando dietro una scia di fumogeni, vetri, cassonetti usati come scudo per non far passare i blindati. C'è il traffico di chi torna a casa in ritardo rispetto alla mezzanotte e si trova tra due fuochi. Vola tutto, soprattutto i monopattini inutili che diventano giavellotti. E dei vigili urbani che avrebbero dovuto gestire il traffico intorno alla piazza non c'è neanche l'ombra. Non arriveranno mai.

La Celere è caduta nella trappola studiata a tavolino: del gruppone non c'è più traccia. Ormai i forzanuovisti si nascondono tra via Giovambattista Vico, via Beccaria, via Luisa di Savoia e via Domenico Romagnosi in gruppi di 3-4 e sfuggono ai Reparti in divisa. Sono imprendibili tra cassonetti rovesciati, cassonetti incendiati e ancora monopattini a terra. Riusciranno a farla franca tutti, tranne un paio fermati e portati in Questura. Hanno giocato al gatto col topo e hanno centrato l'obiettivo: dimostrare che si può andare oltre la mezzanotte e concentrare oltre 100 tra giornalisti, reporter e operatori. L'obiettivo era andare in tv e ci sono riusciti. Gli allineati le hanno chiamate tensioni: era guerriglia organizzatissima.

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