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Roma
Raggi sfida Tod's e Della Valle, restauro del Colosseo: Comune è parte offesa

Virginia Raggi sfida la Tod's e i Della Valle, il Comune si costituisce parte offesa nel procedimento della Procura per truffa e turbata libertà degli incanti. L'inchiesta era nata dopo la denuncia del Codacons sull'affidamento della sponsorizzazione.

 

Il Sindaco di Roma Virginia Raggi si è formalmente costituito come parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura capitolina sulla sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo. Ne dà notizia il Codacons, ricordando che domani il Gip di Roma deciderà sulla richiesta di archiviazione del procedimento.

Come noto la magistratura romana, a seguito di esposto presentato dall’associazione dei consumatori, ha deciso di vederci chiaro sulla procedura che ha condotto l’Amministrazione Pubblica alla stipula del contratto di sponsorizzazione con Tod’s S.p.A. per il restauro dell’Anfiteatro Flavio e, accogliendo le richieste del Codacons, ha aperto una indagine per i reati di truffa e turbata libertà degli incanti.

Successivamente, in data 19.01.2018, il Sostituto Procuratore (Dott.ssa Laura Condemi) ha formulato al Giudice per le Indagini Preliminari richiesta di archiviazione, richiesta cui il Codacons ha presentato opposizione e che domani verrà decisa dal Gip.

A sorpresa il sindaco Virginia Raggi, per conto dell’Assemblea Capitolina, ha presentato formale costituzione di parte offesa nel procedimento, “dovendosi ritenere lesi – si legge nel testo della costituzione depositato agli atti – la sua immagine (di Roma Capitale, ndr) pregiudicata sotto il profilo dell’affidamento che i privati pongono nel normale andamento e nell’efficienza della funzione pubblica, beni giuridici dei quali Roma Capitale è titolare giuridicamente, e che legittimano anch’essi la presente costituzione di parte offesa”.

“Riteniamo saggia la decisione del sindaco di costituirsi in un procedimento così importante per la città e per il patrimonio culturale di Roma e del mondo intero – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Finalmente il Comune si rende conto dei danni all’immagine che potrebbero scaturire da eventuali illeciti nella procedura di assegnazione dei lavori, e addirittura potrebbe, in autotutela, revocare le autorizzazioni rilasciate per assegnare il Colosseo ad una società privata”.

 

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