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Roma
Reddito di cittadinanza, debutto flop: nessun assalto a Poste e Caf

di Massimiliano Martinelli

Reddito di cittadinanza flop, nessun assalto a Poste e Caf. Il giorno del debutto, il flusso di persone presenti è di gran lunga inferirore a quello atteso. A caccia della rivoluzionaria mossa “anti-povertà” dell'M5S ci sono più giornalisti che cittadini in fila.

Scetticismo, dubbi e poco entusiasmo. Il reddito di cittadinanza tradisce al debutto, le lunghe file attese per mercoledì 6 marzo sono quasi fantascienza. Giornata di normale amministrazione tra gli sportelli degli uffici postale, giusto un po' di lavoro extra per i Caf. Il viaggio a caccia dal tanto ambito reddito parte dalla sede delle Poste di viale Beethoven, la più grande e importante dell'Eur, pressa d'assalto quasi quotidianamente. L'Eldorado grillino è lì, quasi nascosto nella sessione "Servizi al cittadino",  tra “Spid”, “Garazia medie per Isee” e “carta acquisti”. Nessuna guerra civile per avere il numerino però, anzi, l'unica ad uscire vittoriosa della Poste è la signora Stefania G.

Un passato nel Ministero delle Finanze, un futuro, forse, che la vedrà tra i primi beneficiari del reddito di cittadinanza: "Sono una delle poche ad averlo richiesto? Se è 'na bufala je menamo – scherza la signora, che racconta - Sono tanti anni che sono disoccupata, ma ho anche lavorato in nero. Io non voglio lavorare, mi manca poco alla pensione, voglio i miei diritti. Quanto mi danno? Non me l'hanno detto, non è di loro competenza”. 

Alla luce dell'esperienza diretta, e dai primi dati, sembra così quantomeno esagerato il dispiegamento di vigilanti a guardia delle Poste, in casi di ipotetiche scena da guerriglia urbana per accaparrarsi la testa della fila. Eventualità mai neanche lontanamente vicine dal realizzarsi a Roma.

Il viaggio prosegue, ma ancor più deserti appaiono gli uffici di viale Città d'Europa e quello di via Laurentina. Su un cartello c'è ancora la spaventosa avvertenza, presagio di file chilometriche, per il reddito di cittadinanza: mercoledì 6 marzo si inizierà a chiamare dalle iniziale del cognome A-B, si termina mercoledì 13 marzo, con da S a Z. Sette giorni a disposizione, ma la chiamata per nome non sembra ora così indispensabile. “Oggi registriamo più chiamate di giornalisti che richieste per il reddito di cittadinanza – ironizzano da poste – Dai primi riscontri, l'impressione è che sia una giornata di normale amministrazione nelle periferie così come al centro”.

Via quindi verso nuove avventura, prossima destinazione: Caf. Solo tra le struttre Uil, secondo il presidente della Uil Lazio Alberto Civita, si sarebbero registrate circa 200 domande, con sedi affollate ma gestibili come quelle di Tuscolano, Ostia, Boccea, Borgata Finocchio e Torrenova. “E' venuta poca gente, ci aspettavamo la folla e invece niente - ci rispondono dal Caf di Torrino - Decima - Una decina? Forse meno. SI trattava generalmente di persone molto preparate, in molti lo avranno richiesto online". “Oggi una decina di telefonate stamattina, tutta gente che voleva chiedere informazioni sul reddito - fa eco un secondo Caf di zona - Abbiamo anche preso un paio di appuntamenti. Forse in molti sono spaventati dalle sanzioni previste per i 'furbetti' che provano a prendere il reddito senza averne diritto”.

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