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Roma
Rifiuti, ci risiamo: o Toscana e Abruzzo la salvano, o Roma affogherà

Ripristinare a brevissimo le intese con altre Regioni, come Toscana e Abruzzo, per permettere il conferimento dei rifiuti capitolini negli impianti di trattamento e smaltimento che saranno indicati dall’Ama. Ma per sottoscrivere questi accordi serve che Ama formalizzi le quantità dei rifiuti da conferire fuori Regione e proceda con l’individuazione degli operatori privati e la conseguente stipula dei contratti. Tradotto: se non manda la spazzatura fuori, Roma affoga.

È l'esito della lunga riunione che si è svolta oggi tra rappresentanti di Regione Lazio, Campidoglio, Prefettura di Roma e Arpa Lazio. Alla base del vertice la chiusura a fine mese della discarica di Roccasecca, dove sta giungendo al termine la capacità ricettiva del quarto invaso, con il rischio di ripercussioni sulla raccolta e lo smaltimento soprattutto nella Capitale.

Già oggi la Regione scriverà a tutti gli operatori del Lazio per favorire una ripartizione dei rifiuti Ama da trattare, mentre gli uffici tecnici valuteranno il procedimento amministrativo in fase di istruttoria per l’apertura del quinto invaso della discarica di Roccasecca. Al vertice per la Regione Lazio erano presenti l’assessore ai Rifiuti Massimiliano Valeriani, il capo di gabinetto Albino Ruberti e la direttrice generale con interim al ciclo dei Rifiuti Wanda D’Ercole, mentre per il Comune di Roma hanno partecipato l’assessore Katia Ziantoni, il capo di gabinetto Stefano Castiglione, il segretario generale Gabriella Acerbi e il direttore delle politiche ambientali Nicola De Bernardini. Nel corso della riunione il Comune, riferisce la Regione, ha escluso la possibilità che l’impianto Ama di Rocca Cencia possa aumentare la propria capacità di trattamento, così come l’ampliamento dell’area di trasferenza dei rifiuti. I tecnici comunali hanno annunciato che gli uffici esprimeranno parere negativo nella Conferenza dei servizi per il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale richiesta dall’azienda Ama per il Tmb, poiché l’impianto è destinato alla chiusura nei prossimi mesi. Il Campidoglio, spiega la Regione, ha respinto tutte le richieste che l’amministratore unico di Ama ha rivolto negli ultimi giorni alla direzione regionale competente. Insomma no agli impianti mentre anche la raccolta differenziata ristagna. Roma Capitale intende essere un parassita degli altri enti territoriali italiani sui rifiuti, mentre vince il Nimby perché chi anima il Nimby vota.

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