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Roma
Rifiuti, il dictat della Regione alla Raggi: “Nel Lazio serve una discarica”

Pagare i rifiuti per trasferirli all'esterno, dove vengono valorizzati e smaltiti, è inaccettabile. Nel Lazio un altro impianto di termovalorizzazione non serve ma una discarica di servizio sì. E' il succo del lungo intervento dell'assessore all'Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini, durante il consiglio straordinario convocato proprio sul tema dei rifiuti.

L'assessore ha spiegato che “Non è più sostenibile e anzi, è inaccettabile, che ogni anno oltre un milione di tonnellate di nostri rifiuti siano trattati, valorizzati e smaltiti fuori dai nostri confini. Non dovremo più, insomma, pagare per consegnare ad altri le nostre potenziali risorse. Valeva, questa assurdità, quando quello dei rifiuti era largamente percepito come 'problema' da allontanare da casa propria, ma non vale più oggi, quando sappiamo tutti che i rifiuti sono una potenziale risorsa”.

La produzione dei rifiuti urbani nel 2015 si stima possa attestarsi a circa 3.026.000 tonnellate. Rispetto all’anno precedente si registra un decremento dell’1,8%. Nel quinquennio 2010-2015 i rifiuti urbani, generati nella Regione Lazio, sono quindi diminuiti di oltre 400.000 tonnellate, equivalenti al meno 11%. Nel 2015, si prevede un significativo incremento della raccolta differenziata, che ha raggiunto il 34%. “Un dato ancora largamente insufficiente, rispetto agli obiettivi indicati dalle normative europee e nazionali e che stimola questo assessorato a premere ancora di più sulla crescita e diffusione della differenziata”,  ha spiegato l'assessore. “Pur sottolineando il fatto che i rifiuti raccolti per essere avviati a riciclo sono stati oltre 1.000.000 tonnellate (+1,8% rispetto all’anno precedente) e che ciò determina un incremento della differenziata apprezzabile, lo sforzo da compiere è ancora imponente. I dati in nostro possesso specificano, altresì, che le esigenze di termovalorizzazione attualmente fissate a 716.000 ton, con la crescita della differenziata che ho descritto possano passare alle 596.000 ton nel 2020 e 584.000ton nel 2026”, ha aggiunto.

Il titolare regionale dell'Ambiente ha poi dichiarato di “non ritenere indispensabile la costruzione di un nuovo impianto di recupero di energia dai rifiuti, seppure registriamo il Decreto Ministeriale di Galletti, attuativo dell’art.35 del DLgs 164/2014, come una positiva sollecitazione collaborativa”. Ma ha invece detto chiaramente che è necessaria nel Lazio una discarica di servizio, chiedendo alla Città Metropolitana di individuare un sito.

“Nella Città Metropolitana di Roma, nonostante i buoni risultati della raccolta differenziata e la tendenza a progredire nella diminuzione dei rifiuti indifferenziati, ancora nel 2016 si stima un fabbisogno di smaltimento di circa 783.000 tonnellate. Abbiamo fiducia che la Città Metropolitana, ora costituita e con i suoi Organi eletti, possa determinarsi alla individuazione di almeno un sito di discarica a servizio dei TMB presenti e operativi nel suo territorio”.

Nessuna polemica, sottolinea l'assessore. Eppure le sue parole hanno il sapore di un out out.
“Nella nostra sollecitazione verso la Città Metropolitana e Roma Capitale, affinché decidano come e dove dare allocazione ai loro rifiuti non riciclabili e trattati, non c'è alcuna vena polemica o volontà strumentale. Prova ne è che questa Amministrazione Regionale ha consentito il conferimento di rifiuti indifferenziati, raccolti a Roma, in TMB di altre province laziali, ha sottoscritto e ora rinnovato un accordo con la Regione Abruzzo per trasferire rifiuti indifferenziati di Roma fuori regione e infine ha consentito, certo con qualche opportuno approfondimento e soltanto a condizioni di temporaneità, il trasferimento all’estero di quantitativi di rifiuti indifferenziati”.

Una collaborazione che permette a Roma di “allontanare dal suo territorio circa 1.000 tonnellate al giorno di rifiuti urbani da trattare e recuperare. È evidente che questa situazione, contingente e non superabile all’istante, non può protrarsi nel tempo se non a patto che, contemporaneamente e contestualmente, Roma Capitale e la sua Città Metropolitana adottino tutte le misure necessarie a garantire l’autosufficienza entro i propri confini”.

Il Capogruppo di Forza Italia della regione Lazio Antonello Aurigemma, che aveva sollecitato la convocazione di un un consiglio straordinario sui questa materia, ha definito l'intervento fiume dell'assessore “debolissimo”.
“Il governo nazionale è stato chiaro, o la Regione Lazio si adegua ad un nuovo piano rifiuti fatto con dati reali, o l’alternativa nel Lazio è un termovalorizzatore ( come previsto nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nelle settimane scorse). Dal canto suo, la Regione continua a non fare nulla. Una pianificazione non c’è, i dati forniti oggi dall’assessore sono distanti dalla realtà, tant’ è che il ministro Galletti non ha minimamente tenuto in considerazione i numeri forniti dalla Regione. Il governatore continua a vivere in balia degli eventi: infatti più che un piano rifiuti, nel Lazio abbiamo di fronte un piano del trasporto dei rifiuti, visto che vengono spesi 180 milioni di euro dei cittadini per portare l’immondizia fuori regione, e in alcuni casi anche all’estero (si parla di Austria, Bulgaria e Romania)” ha dichiarato Aurigemma. “Questa è la modalità con cui la regione vuole chiudere il ciclo dei rifiuti, ossia portandoli fuori. Inoltre, troviamo paradossale l’ipocrisia della regione, che prima toglie alle Province alcune competenze su ambiente e rifiuti, poi però – come previsto nella delibera di giunta regionale numero 199 – dà alle Province la competenza di valutare la possibilità di aprire nuove discariche sul proprio territorio. Quindi, come sempre, Zingaretti scarica sugli altri enti le sue mancanze”.

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