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Roma
Roma blindata per Erdogan: 3500 uomini in campo. Manifestazioni vietate

Saranno circa 3500 gli uomini che scenderanno in campo in occasione del viaggio a Roma del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Si tratta di una tra le visite più complesse dell'ultimo anno dal punto di vista dell'allarme terroristico.

 

Erdogan, accompagnato da moglie e ministri, arriverà a Fiumicino domenica sera e ripartirà 24 ore dopo. Tra le tappe previste per il presidente turco non mancheranno la visita al Papa, al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio.

Nel centro storico verrà istituita una Green Zone com'era già avvenuto per la celebrazione dei Trattati di Roma: qui sarà vietata qualunque manifestazione, comprese quelle già in programma, che verranno rimandate. Nella Green Zone, inoltre, i controlli della Polizia saranno capillari e sistematici per prevenire disordini o attacchi terroristici. Il Questore ha allertato tutte le forze operative sul campo e ha chiesto massimo rigore e attenzione.

Per il corteo di Erdogan sono previste diverse alternative di percorso, ma la carovana presidenziale viaggerà su corridoi pre–individuati, bonificati e sorvegliati dalle forze dell’ordine anche attraverso i sistemi di video sorveglianza cittadina o appositamente dedicati alla Polizia Scientifica.

La Digos ha aperto un focus informativo sull’evento con il preciso scopo di aggiornare, ora per ora, la valutazione del rischio. Attive anche squadre di intervento NBCR messe a disposizione dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Nei prossimi giorni sono previsti briefing operativi ed un tavolo tecnico allargato a tutti i soggetti interessati condurranno alla definitiva diffusione del piano di sicurezza.

Il rischio è che si possano risaldare frange antagoniste chiamate dai centri sociali ritenuti più attivi nella Capitale e già noti per proteste analoghe. La comunità curda in passato si è espressa in modo negativo contro il presidente, affiancata in piazza dalla sinistra antagonista romana.

Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono quindi finiti i movimenti romani che si starebbero già attivando per esprimere dissenso nei confronti del leader turco chiedendo aiuto anche alle realtà fuori dalla Capitale.

A quanto si è appreso, il bacino potenzialmente a rischio sono circa un migliaio di persone, per lo più appartenenti ai centri sociali, e alcune centinaia di curdi, in passato già protagonisti di tensioni con le forze dell'ordine.

Il livello di sicurezza individuato resta il 2, con allerta massima nella sua scala interna.

 

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