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Roma Capitale, la legge nel caos “Il funerale della democrazia”

L’INTERVENTO. Il presidente del Consiglio della Autonomie locali, Donato Robilotta, lancia l’allarme sull’emendamento in Commissione Affari Costituzionali che cancellerebbe di fatto la legge. “Tutti i Comuni della Provincia entrerebbero a far parte dell’Area Metropolitana ma nel Consiglio sarebbero rappresentati solo 30 Comuni con più di 15 mila abitanti.. così a scegliere chi deve governare saranno gli amministratori invece che i cittadini”

di Donato Robilotta *

Il Ministro Del Rio ha annunciato in sede di commissione Affari Costituzionali della Camera, dove si sta discutendo il suo disegno di legge sulle città Metropolitane, Province e unioni dei comuni, che presenterà un emendamento proprio sulla previsione delle città Metropolitane che coinvolgerà anche Roma Capitale.
Infatti diversamente dall’attuale versione del disegno di legge che prevede che la città Metropolitana di Roma Capitale coincida con gli attuali confini del Comune, in considerazione della specialità della città di Capitale, come prevede l’articolo 114 della Costituzione, la nuova previsione ipotizza che sia come le altre e che il suo territorio coincida invece con tutti i comuni dell’attuale Provincia.
Questo significherebbe che tutti i 121 comuni della Provincia sarebbero obbligati per legge a fare parte della istituenda città Metropolitana, mentre sarebbero rappresentati nel nuovo consiglio metropolitano solo i 30 comuni sopra i 15 mila abitanti e i restanti 90 comuni ne sarebbero esclusi.

donato robilotta


Non solo ma il sindaco sarebbe per legge quello del comune capoluogo e per uscire dalla città Metropolitana un comune non potrà farlo da solo ma solo se lo decide un terzo dei comuni o un terzo della popolazione.
Insomma norme che mortificano la democrazia e la partecipazione perché a scegliere chi deve governare la nuova area vasta non saranno i cittadini ma gli stessi amministratori, e neanche tutti, perché nel caso di Roma nella gestione del nuovo ente sarebbero rappresentati solo il 75% dei comuni.
Non solo ma se lo Statuto del nuovo ente prevedesse l’elezione diretta del Sindaco metropolitano e del consiglio a suffragio universale da parte dei cittadini, il comune capoluogo, cioè Roma Capitale, dovrebbe “articolare il proprio territorio in più comuni”.
In questo modo Roma-Capitale non avrebbe nessun significato e nessun valore, e di fatto una previsione costituzionale verrebbe annullata da una norma ordinaria. Ritengo che queste decisioni non possono essere prese solo dai vertici istituzionali e dal Parlamento, ma essendo argomenti, sia quello delle Province che dell’istituzione della città metropolitana, che hanno un impatto su tutto il territorio regionale, dovrebbero essere coinvolti in un dibattito tutti i comuni e le amministrazioni locali della nostra Regione.
Per questo continuerò a chiedere al Presidente Leodori la convocazione del Consiglio Regionale insieme al Cal e allo stesso tempo chiederò al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, di convocare insieme gli stati generali delle autonomie locali del Lazio.

Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio