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Roma
Roma, disabile senza ascensore da 7 anni: prigioniero in una casa del Comune

di Enza Colagrosso 

Prigionieri da 7 anni in una casa del Comune di Roma perché senza ascensore. La storia di V.B. 74 anni, invalido è da manuale della mala burocrazia: il Comune prima sostiene che l'immobile di via dei Cappellari non è il suo, poi ammette la proprietà e alla fine confessa di non avere denaro sufficiente.

A seguire la storia di mala burocrazia è l’ufficio del Difensore Civico regionale . La storia del disabile, meglio del palazzo dove abitano diverse persone con disabilità e come un rotolo del mar morto, un faldone che inizia nel 2011 e e nel 2018 non vede ancora la parola fine.

Vivere da disabili 53 gradini in via dei Cappellari 100

Di disabili in questo stabile al secondo piano ce ne sono tre: uno con l’invalidità al 100%, uno al 90% ed uno all’80%. Per tutti e tre salire e scendere i 53 gradini che li “separano dal mondo” è divenuto quasi impossibile, anzi uno di loro sulle scale c’è proprio ruzzolato ed ora si sta curando le fratture multiple riportate dalla caduta.

Per loro, la battaglia per avere l’ascensore è iniziata nel 2011, ben 7 anni fa con una lettera a firma dai condomini. Era l’inizio dell’estate e già ad ottobre il Comune aveva dato il suo ok all'installazione di un ascensore, dopo aver verificato che lo stabile non era tra quelli in dismissione ma faceva parte del suo patrimonio edilizio.

Poi il silenzio, anzi un silenzio lungo 7 anni. Racconta V.B. 74 anni, invalido al 100%, che con dignità continua, anche a nome del condominio, questa battaglia; “Sono solo ma ciò che è peggio, è che con il passare degli anni anche i pochi amici che mi sono rimasti, non ce la fanno più neanche loro a salire le scale della mia casa e così di giorno in giorno resto sempre più solo. A volte, quando mi sento male, non riesco neanche a curarmi e a mangiare perché non posso scendere le scale”.

Ovviamente lui e gli altri due condomini, in questi anni non si sono arresi e hanno continuato a scrivere ma senza ricevere alcuna risposta, ricavandone la sensazione di indirizzare le lettere a “nessuno” quasi come i bambini quando scrivono a Babbo Natale. 7 anni di silenzio.

2 anni di lotta nel quartiere Garbatella in via degli Armatori 11 

Stessa cosa alla Garbatella, case comunali che diventano vere e proprie prigioni per gli inquilini disabili.  Case del gruppo Erp- Edilizia residenziali pubblica, che tengono “ai domiciliari” un invalido, con accompagno, 73enne, con necessità di assistenza continua.  In questo caso l’ascensore c’è, ma arriva ad un ballatoio, poi bisogna continuare a salire a piedi, cosa ormai impossibile per il signor P. 

La sua richiesta per un montacarichi lui l’ha presentata al Municipio VIII, nel dicembre 2016. E’ stato fatto un progetto ed è stata data l’autorizzazione per installarlo. Il Municipio, in bolletta, ha chiesto i soldi al Comune di Roma. Si parla di soli 10mila euro, non di una cifra stellare, eppure su questi soldi è iniziato un ping pong tra Comune e Municipio con uno scarico di responsabilità che ha visto il Comune delegare il Municipio mentre il Municipio continua a ribadire che non è compito suo impegnare fondi per mettere un montacarichi in uno stabile comunale. In mezzo il 73enne disabile schiacciato oltre che dai dolori per la sua schiena anche dalla burocrazia. Ora vive sdraiato sul suo letto in attesa che qualcuno gli restituisca almeno la sua libertà.

Nota per il Comune di Roma. Qualora fosse richiesta, tutta la documentazione già in possesso dell'amministrazione, è disponibile presso la redazione. Non viene allegata all'articolo per tutelare la privacy del signor V.B.

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