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Roma
Roma, investimenti milionari dal tennis inglese: il Comune neanche risponde

di Patrizio J. Macci

La David Lloyd Leisure società inglese che che gestisce centri sportivi in Europa con 440.000 soci e 6.000 dipendenti capitanato da David Lloyd, fatturato a nove zeri, voleva rilevare la gestione del centro sportivo all’interno del Punto verde Qualità Parco della Madonnetta investendo milioni di Euro ma il Comune di Roma a trazione 5Stelle non ha mai dato una risposta.

Giardini, parchi, aree verdi: ricordate i Punti Verdi Qualità? Dovevano essere i polmoni  della Capitale, il nuovo tesoro ambientale. Oggi si sono trasformati in un debito mostruoso che pesa sulle spalle dei romani creando una voragine nel bilancio del Campidoglio.

Il Parco della Madonnetta, uno dei Punti Verdi Qualità (PVQ) del comune di Roma, è uno dei più grandi della Capitale e punto di riferimento per i residenti del X Municipio: 20 ettari con palestre, campi da tennis, decine di alberi a dimora, un polmone verde incastonato tra la Cristoforo Colombo e Casal Palocco. Da tempo il centro sportivo al suo interno è chiuso, abbandonato alla mercé di ladri e vandali. Il Comune ha revocato la concessione al gestore Andrea Ciabocco che si è opposto al provvedimento dinanzi al Consiglio di Stato oltre ad avere denunciato per usura il Credito Sportivo. Si è aperto un fronte giudiziario destinato a trascinarsi per anni.

E ora la storia dell'investimento al quale nessuno ha mai dato risposta. Nel luglio del 2016 (pochi giorni dopo che Virginia Raggi è stata eletta sindaco) arriva in Campidoglio una prima missiva di interessamento da parte del gruppo David Lloyd, un gigante nel campo della realizzazione e gestione di palestre, centri sportivi e fitness. Per chi mastica di tennis il soggetto è il fratello minore di John Lloyd (ricordate la coppia Evert-Lloyd nel doppio misto a Wimbledon negli anni Settanta-Ottanta, un cuore e due racchette?), dopo il ritiro dal tennis giocato con discreti risultati e una carriera da allenatore ha deciso di dedicarsi alla costruzione di circoli sportivi e campi da tennis in Europa.

È una richiesta di presa di contatto, a firmarla il responsabile per lo sviluppo del brand. Il destinatario è il Presidente della Commissione sport in Campidoglio Angelo Diario, quell’Angelo Diario che aveva messo a punto, in campagna elettorale, uno studio per distinguere i PVQ “virtuosi” dagli altri. Il 5 settembre parte 2016 una seconda lettera dove il mittente lamenta di non aver ancora ricevuto la documentazione richiesta sul territorio circostante il Parco e sulla durata della concessione. Il 14 febbraio 2017 l’ultima accorata richiesta, il gruppo inglese alza il tiro e si rivolge direttamente all’Assessore Sport e Politiche giovanili Daniele Frongia: anche questa missiva non troverà mai risposta.

“Il gruppo era disponibile a prendere in carico il Parco rilevando da me la gestione del centro sportivo che versa in condizioni di totale abbandono, a ristrutturarlo interamente a proprie spese” dichiara Andrea Ciabocco. “Stiamo parlando di gestione, non avrebbe acquisito nulla dal punto di vista della proprietà. Un investimento di svariati milioni di euro ammortizzabile in un arco temporale di decine di anni, per questo chiedevano garanzie. In Campidoglio sono evaporati davanti alla proposta, nessuno è stato in grado di decidere. E il Parco continua a marcire. Un’altra occasione persa in una vicenda assurda dove tutti quelli che potevano fare qualcosa si sono sempre tirati indietro lasciando spazio alla forza distruttrice della burocrazia che, come ha detto Alfonso Sabella, è mossa solo dall’AD CULUM PARANDUM”. Intanto il Parco si ammalora tra incendi, furti e vandalismi. E le Stelle stanno a guardare.

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