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Roma
Roma, No Vax sospesa senza stipendio al San Giovanni: condannato l'ospedale

L'obbligo di vaccinazione non ha un fondamento giuridico se il lavoratore non presta servizio perché in “congedo straordinario”. Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Roma, a seguito di un ricorso di una dipendente che era stata licenziata la termine di un'istruttoria interna. E la sentenza si iscrive a pieno titolo nella Giurisprudenza Covid.

Succede all'ospedale San Giovanni addolorata di Roma e la vittima di un obbligo che non può sussistere se non si è presenti al lavoro è un'impiegata del Dipartimento Formazione e Ricerca, Paola G. Contraria al vaccino, lo scorso gennaio di quest'anno riceve dall'ospedale una lettera con la quale le viene richiesto di “comprovare l'avvenuta vaccinazione”. Anche se la donna è stata in ferie arretrate per quasi tutto il mese di dicembre del 2021 e, successivamente, è stata autorizzata ad un periodo di “congedo straordinario” poiché deve assistere la madre, gravemente disabile. L'impiegata si dichiara disponibile anche al “lavoro agile”, al fine di ridurre il tempo settimanale di congedo ma l'ospedale non molla: niente smart working e avanti col “congedo” ma deve fornire la prova del vaccino.

Sospesa dal lavoro senza stipendio

Così il contenzioso diventa lite, perché Paola G. chiede di prorogare il periodo di assistenza alla madre malata e l'ospedale risponde con un atto di guerra: poiché è senza vaccino, dal primo luglio viene sospesa dal lavoro e resta senza stipendio. Quindi si va in causa, con l'ospedale che soccombe con la sentenza del 5 settembre 2022 che toglie ogni speranza au burocrati: Paola G. ha diritto alla proroga del “congedo familiare”, viene riammessa al posto di lavoro con tutti gli stipendi che non le sono stati pagati. La sentenza è del 5 settembre e la firma il Giudice Paola Lucarelli.

L'avvocato Angelo Fiumara: "Ha prevalso il diritto rispetto al formalismo"

Spiega l'avvocato Angelo Fiumara, difensore di Paola G.della lavoratrice: “Il Giudice ha voluto far prevalere il diritto al lavoro rispetto al formalismo delle norme sull'obbligo vaccinale. Il mio ricorso ha posto in luce come una lavoratrice già in congedo non abbia, in questo caso, alcun obbligo vaccinale in quanto non rappresenta fonte di rischio per l'Azienda ospedaliera e per tutti i suoi dipendenti. Il Giudice ha accolto la mia tesi e con una motivazione puntuale ed esaustiva e ha ravvisato l'illegittimità dell'azione del San Giovanni Addolorata che non poteva sospendere la lavoratrice e tantomeno negare il congedo straordinario, condannando l'Azienda alla riammissione sul posto di lavoro e al pagamento delle retribuzioni dovute”.

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