Stipendi in ritardo, ultimatum del Comune a Roma Tpl: “Pagamenti entro 15 giorni o pronti a subentrare”.
Lavoratori di Roma Tpl nuovamente al “capolinea”, la società privata, che gestisce le linee periferiche del trasporto capitolino, tarda nei pagamenti degli stipendi ed arriva il richiamo del Campidoglio. I compensi di febbraio sembrano infatti ancora un miraggio ed il Comune scende così in campo in prima persona, “minacciando” di sostituirsi al privato e di anticipare i pagamenti. Attraverso una lettera, datata 8 marzo 2018, il Direttore del Dipartimento Mobilità Giammario Nardi concede a Roma Tpl 15 giorni ulteriori di tempo, pena l’adozione di “poteri sostitutivi”. Ovvero il pagamento da parte del Comune, che tratterrebbe la cifra dal contratto di gestione.
“L’ennesimo ritardo del pagamento degli stipendi ai Lavoratoti della Roma TPL Scarl dimostra, senza tema di smentita, che la privatizzazione dei servizi essenziali, come i trasporti locali, è un eclatante fallimento. In termini sia di qualità che di mera organizzazione – commenta Renzo Coppini, Coordinatore Regionale del SULCT-UTL-FAST – Siamo al decimo giorno di ritardo, è ora di passare dalle parole ai fatti: bene la lettera del Campidoglio, che si dice pronto ad attivare i poteri sostitutivi, ma questa, a nostro avviso, sarebbe dovuta partire l’ultimo giorno utile del mese, ovvero quando la Società avrebbe dovuto pagare gli emolumenti, in modo da accelerare i tempi”.

