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Roma
Stadio della Roma: "Caro Berdini, te lo spiego io il progetto"

di Fabio Carosi


Stadio della Roma, dopo le polemiche si apre il giallo. Non ancora assessore e dopo "non aver guardato le carte dell'assessorato", l'urbanista Paolo Berdini, annunci ai quattro venti che il dossier degli uffici è stato spedito alla Regione Lazio. Qui, Nicola Zingaretti neanche si scomoda per prendere posizione e affida al suo assessore la risposta laconica: "A noi non è arrivato nulla".

Ma davvero lo stadio di Tor di Valle è un'opera che può cambiare la città? Il quesito affaritaliani.it l'ha girato a Pasquale Calzetta, esponente di Forza Italia ma all'epoca della genesi del progetto presidente del Municipio (allora era il XII) che ha visto le prime carte e ha dato ufficialmente il via libera al progetto.

Calzetta, è passato molto tempo ma l'iter è ancora in piedi tra polemiche e dichiarazioni fuorvianti. Secondo lei, quanto vale quest'opera per la città?
"Credo che sia un'operazione importante per riqualificare l'area e dare respiro all'economia romana e rimuovere la città stessa, il tifo e accendere gli entusiasmi. Chi oggi la critica non conosce bene né il progetto né le carte e ciò che si vuole realizzare. E' una presa di posizione priva di sostengo e di argomentazioni".

Lei le carte l'ha viste per primo, giusto?
"Prima ancora che arrivasse il progetto vero e proprio ed era il 2012, il Comune ci inviò una richiesta di pre-parere in cui non c''era allegato in progetto ma una descrizione di massima per l'inserimento di un impianto sportivo con annesse infrastrutture a Tor di Valle. Ci chiedevano una risposta su eventuali problematiche per  un progetto di questo tipo. Feci così convocare una commissione urbanistica con tutte le forze politiche e sulla scorta del parere scrissi la risposta ufficiale del Municipio al Comune".

E il parere cosa diceva?
"Si indicavano tre problematiche principali. La prima era di infrastruttura, quindi di fronte a 50-60 mila persone che avrebbe attirato l'opera bisognava pensare a un sistema di mobilità e viabilità che garantisse un accesso agevole, evitando la paralisi della zona. Parlavamo della Roma-Lido che ancora oggi è una vergogna da Terzo Mondo, poi l'adeguamento della via Ostiense con una serie di sottopassi e sovrappassi di collegamento nel tratto che va da Tor di Valle verso il centro, dove si dovrebbe già intervenire già oggi. Il secondo punto era il depuratore Acea di Roma Sud Acea. Noi avevamo già chiesto da tempo di adeguarlo alle esigenze con l'aumento delle utenze e di affrontare il problema dei miasmi per i residenti di Torrino Nord obbligati a tenere in estate le finestre chiuse. Chiedevamo che venissero previsti interventi o addirittura lo spostamento. Il terzo era quello di prevedere un'area cuscinetto verde nella parte cosiddetta a rischio esondazione nella zona più vicina al Tevere. Infine, che tutte le aree sportive accessorie allo stadio fossero messe a disposizione dei ragazzi delle scuole del territorio con un'apposita convenzione del territorio, pensata soprattutto per le famiglie che hanno difficoltà economiche per far praticare sport ai figli".

E poi cosa è successo?
"Il Comune ha restituito l'input ai progettisti che poi hanno redatto il progetto vero e proprio presentato in Campidoglio. Compreso l'uso degli oneri concessori derivanti dall'intervento perché il progetto prevedeva un'area commerciali e edilizia non residenziale...".

Dove sarebbero dovuti finire i soldi?
"Nella soluzione delle tre problematiche principali. I nostri tre temi sono poi quelli su cui si è svolto il dibattito nel tempo, anche con la nuova consiliatura che mi ha sostituito nel Municipio. Anche il Nono Municipio alla fine ha espresso parere positivo dopo le soluzioni indicate alle problematiche che noi avevamo sottolineato".

Che ne pensa della uscite di Berdini?
"Mi sembra un professore che parla senza cognizione di causa. Vorrei sapere se ha visto i progetti e credo che l'assessore in pectore dovrebbe studiarsi le carte e dare un parere condiviso con il sindaco e il Consiglio Comunale. Mi sembrano fuori luogo prese di posizioni che profumano di campagna elettorale. Non ha capito che ora viene il bello e quindi il governo di processi importanti. L'urbanistica ha sempre avuto un ruolo  predominate e l'approccio mi sembra frettoloso. Io avrei aspettato intanto di essere nominato".

Chi ci guadagna con lo stadio?
"Ci guadagna la città senza dubbio, al di là delle tifoserie e detto da uno che è laziale è una grossa opportunità. E ci guadagnano anche i quartieri limitrofi. Ricordo l'apertura di Euroma 2 nel cuore dell'Eur con la rivolta dei cittadini e dei commercianti che si preoccupavano per gli effetti. E' vero che abbiamo rinviato l'apertura di un mese, ma un volta completate le opere nessuno si è più lamentato. Oggi ci sono i media 15-20 mila persone al giorno e nessuno se ne accorge.

Chi ci rimette?
"Forse qualche costruttore che voleva appropriarsi del progetto, o forse qualche proprietario terriero. Oppure ancora quelle forze della città che pensano che non si debba fare nulla se non lo fanno loro. Ritengo che sia il momento di dire basta ai "poteri" e che ci si debba occupare del bene comune".

 

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