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Roma
“Stadio della Roma, lo farà Pallotta da solo”. La previsione di Beatrice 241

di Beatrice 241 *

Per Luca Parnasi i domiciliari sono finiti ora, i romanisti avranno il nuovo Stadio? Quando potrà veramente realizzarsi questo sogno dei tifosi giallorossi? Questo i quesiti che, più o meno velatamente, sono sulla bocca e nella mente dei romani e che, rimbalzati dalle pagine della stampa ai siti che tengono informati i romanisti, sono arrivati fino a Beatrice 241.

Mi è stato infatti chiesto di aprire le carte per rispondere alla domanda che, se non è di tutti è sicuramente di tanti: “La Roma quando potrà giocare nel suo nuovo Stadio?” Per scrutare il destino della Roma bisogna però leggere quello del suo Presidente, James Pallotta, nato il 13 marzo 1958, sotto il segno dei Pesci. Mescolo le carte avvertendo sulla pelle tutta la rabbia dei tanti tifosi delusi e ingannati. La Roma è una fede, una fede tradita ancora una volta, solo per “trenta denari”.

Fermo il mazzo, lo spezzo e dispongo le carte

Forza, determinazione e una innata caparbietà nel procedere nella vita, sempre e comunque, sono la prima immagine che le carte mi restituiscono di James Pallotta. Per lui, raggiungere un obiettivo che si è prefissato è semplicemente una cosa “ovvia”. Non esiste avversità e non esiste ostacolo che lo possano arrestare quando lui ha deciso di fare qualcosa, e lui ora che ha deciso che la Roma avrà il suo Stadio e per questo combatterà e vincerà realizzandolo a breve. L’asso della fortuna mi conferma la sua totale vittoria.

Escono poi carte che mi parlano di amarezza; sta incontrando ostacoli che, incredibile a dirsi, non aveva preventivato nonostante la sua abitudine minuziosa nel programmare tutto. Lui non ama lasciarsi sorprendere dagli eventi e per questo non lascia mai nulla al caso. Se poi l’imprevisto arriva, nonostante tutto, questo può piegarlo ma di certo non lo spezza, anzi fa riaccendere in lui quella forza e quella determinazione a vincere che lo hanno portato ad essere ciò che è oggi e allora “scende in campo” da “vero gladiatore” per combattere….. solo per vincere.

Lui vincerà ancora e darà il nuovo Stadio alla Roma.

La vita gli ha dato tanto, ma lui è stato abile a non lasciarsi sfuggire nessuna delle occasioni che gli si sono presentate. Ci sono stati momenti in cui il destino gli ha presentato “conti salati” e, incredibile a dirsi, questo è uno di quei momenti: tutto sembra esteriormente andare per il meglio ma lui, nel suo cuore sta invece metabolizzando delle sconfitte, ancor più cocenti perché, a suo vedere, ingiuste. Dividere il personale dalla vita pubblica è stata però una delle prime lezioni che ha imparato e per questo, a prescindere da tutto e da tutti, lui non si arrende ma combatterà in prima persona e vincerà ancora. Questa è una lezione che ha imparato dalla famiglia, e per lui la famiglia è una cosa sacra.

Contatti da ritessere, spostamenti e viaggi alla ricerca di idee, di energia nuova ma anche di persone che gli permettano di disegnare un cammino rinnovato è ciò che caratterizza questi suoi giorni. Si sente però come chiuso in una gabbia anche se mantiene in sé la certezza che non esiste prigione che non si possa aprire. Ha uno spirito che lo fa apparire sempre amico di tutti ma in realtà lui ha bisogno di solitudine per dialogare con la sua anima ed è veramente difficile che arrivi a fidarsi completamente di qualcuno ed anche per questo se nel sociale appare come “l’amico” per eccellenza in privato si circonda solo di pochi amici fidati che gli sono accanto da sempre.

*Beatrice 241 è una donna fervente cattolica, appassionata di lettura delle carte

 

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