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Roma
Stadio Roma, Raggi indagata per abuso d'ufficio: i pm chiedono l'archiviazione

Stadio Roma a Tor di Valle, chiesta dai pm l'archiviazione per la Raggi: il sindaco era indagato per abuso d'ufficio a causa di un esposto presentato dall'architetto Francesco Sanvitto.

 

Nuova richiesta di archiviazione per la sindaca di Roma Virginia Raggi, indagata per abuso d'ufficio in uno dei filoni di inchiesta legati allo stadio che dovrebbe sorgere nell'area di Tor di Valle. La richiesta è firmata dalla procura dopo il no del gip Costantino de Robbio alla prima archiviazione.

Il 20 aprile scorso, infatti, il giudice aveva restituito gli atti al pm Elena Neri per ulteriori indagini finalizzate, in particolare, a raccogliere le dichiarazioni del consigliere del IX Municipio Paolo Barros e del presidente della Commissione Urbanistica dello stesso Municipio, Paolo Mancuso, entrambi ex M5s, sentiti poi un mese fa circa. Ma il quadro probatorio nei confronti della sindaca non è cambiato e la procura ora ha sollecitato di nuovo un provvedimento di archiviazione, su cui il gip dovrà pronunciarsi entro qualche settimana. Virginia Raggi era finita sotto inchiesta a seguito di un esposto dell'architetto Francesco Sanvitto, per conto dell'associazione 'Tavolo della libera urbanistica'.

Secondo Sanvitto, il reato di abuso d'ufficio commesso dalla sindaca (e ritenuto insussistente dalla procura) sarebbe legato alle procedure con le quali il Comune ha scelto di pubblicare il progetto per il nuovo stadio della Roma, approvato dalla Regione Lazio nella Conferenza dei Servizi, prima di farlo approvare dal Consiglio Comunale.

"Vi racconto una storia, poco divertente anche se interessante: la procura ha richiesto nuovamente l’archiviazione dell’ennesima accusa infamante nei miei confronti. Secondo i magistrati che portano avanti le indagini, infatti, l’esposto che mi chiama in causa non ha alcun fondamento". Lo scrive il sindaco di Roma Virginia Raggi sul suo profilo Facebook. "Il lavoro dei giudici - prosegue - è nato per una fantasiosa denuncia presentata da un architetto. Nessuna cena carbonara nessun complotto ordito in segrete stanze, nessun reato. Soltanto la solita gogna mediatica nei confronti miei e della amministrazione di Roma: titoloni di giornale, fango e parole di fuoco da parte di una opposizione senza arte né parte. Dalla nostra parte - conclude - abbiamo la consapevolezza di perseguire sempre e soltanto gli interessi della città".

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