di Fabio Carosi
“Dignità, governo, costi della politica”. Uno sguardo al passato con Marianetti e ai garofani rossi e uno al futuro. Se poi si aggiunge un’esperienza da assessore comunale e due alla Regione Lazio, il nome del socialista è quello di Daniele Fichera. Dopo due anni di silenzio, “passati a lavorare”, di nuovo in campo col garofano per accompagnare Nicola Zingaretti alla Regione Lazio. E una scelta: affaritaliani.it per spiegare cosa accadrà se il Cinque Stelle…
Fichera, perché cimentarsi con una cosa difficile come la Regione Lazio?
“E’ un mestiere difficile, ma qualcuno dovrà pur farlo, come diceva la battuta del film. Perché non si può lasciare la Regione nello stato in cui è stata trascinata. Chi conosce questo territorio sa che c’è una vitalità, ancora una forza anche economica che non può essere lasciata da sola”.
Che Lazio troveremo dopo le elezioni?
“Nel Lazio istituzionale temo troveremo delle macerie. Il Lazio sociale grandi tensioni e processi d’impoverimenti, nel Lazio produttivo grande crisi ma anche delle realtà che stanno comunque provando a lottare e ad entrare nei mercati dell’esportazione e vanno aiutate”.
Lei come socialista appoggia il candidato Zingaretti, che maggioranza vi troverete?
“Spero, anzi, sono sicuro che troveremo una maggioranza coesa, cioè delle forze che sostengono oggi Zingaretti; spero che sia abbastanza ampia da poter essere autosufficiente”.
Il movimento Cinque Stelle è un pericolo, una speranza o una risorsa?
“Un pericolo non credo, mi auguro che non faccia la fine dei precedenti movimenti nati sulla demagogia antipolitica che poi hanno prodotto i peggiori politico che si possono immaginare, compresi quelli coinvolti recentemente nello scandalo del Lazio. Per ora francamente i segnali non sono buoni”.
Lei ha iniziato a fare politica con la Giunta Carraro. Di tempo ne è passato.. Come è cambiata questa città e questa regione?
“Questa città è cambiata molto nell’ultimo decennio del secolo scorso e questo va riconosciuto a chi l’ha governata. Si è molto modernizzata, si è resa internazionale, ha avuto un insediamento di attività produttive importanti. Nel primo decennio di questo secolo mi sembra si sia un po’ seduta”.

Senta, ma la politica può essere considerata un lavoro, Insomma è giusto vivere di uno stipendio solo perché si fa il politico?
“In vita mia ho passato la maggior parte del mio tempo prendendo uno stipendio da aziende normali e lavorando normalmente. A me ha fatto piacere poter alternare nella mia vita la politica e la professione e chiedo anche sia stato utile perché mi ha aiutato ogni volta a capire: la politica il lavoro e il lavoro la politica”.
Come potrà cambiare il Lazio Zingaretti insieme alla sua coalizione?
Innanzitutto credo che possa tornare ad esistere, La verità è che la Regione negli ultimi tre anni non è esistita. Non è esistita per i Comuni, le imprese, i cittadini e questo è stato un danno. Quindi bisognerà tornare ad esistere e ricominciare a prendere delle decisioni”.
Per quale motivo dovrebbero votarla?
“Perché credo, per esperienza e perché quello che ho fatto può essere giudicato da tutti, perché credo di poter aiutare a ridare dignità”.
Tra Bongiorno e Storace?
“Tra Bongiorno e Storace… buonanotte”.
