Succede il 30 marzo, sull’intercity notte partito da Verona e diretto a Roma Termini. Qui due agenti della Polfer in servizio di scorta vengono chiamati dal capotreno. A terra, nel corridoio, c’è una ragazza disperata in lacrime. Accanto a lei un’amica. Non parlano italiano: sono due giovani americane in vacanza in Italia. La mèta pasquale era Roma.
Raccontano di un uomo, “che non parlava italiano” che ha iniziato a molestarle sino ad arrivare ad allungare le mani con violenza. Tutto mentre nello scompartimento c’era altre persone che hanno iniziato ad urlare.
E così parte la caccia. Lo trovano seduto ma la descrizione dei testimoni coincide e così scatta l’arresto. Lui è un bulgaro di 38 anni, ora accusato di violenza sessuale.

Sempre la Polfer, in una seconda e distinta operazione, ha “bonificato” un altro intercity, il 1956 che ogni sera parte da Siracusa e arriva a Roma. Durante il viaggio sono stati rintracciati 5 siriani sprovvisti di titolo di viaggio. All’atto della loro identificazione, gli stranieri fornivano documenti d’identità, tre rilasciati dalle Autorità rumene e due dalle Autorità bulgare, che destavano sospetti negli operatori di Polizia, dubbi poi confermati dai successivi approfondimenti tecnici svolti in ufficio grazie ai quali veniva accertata la effettiva falsità dei documenti forniti. Tutti e cinque venivano dichiarati in arresto per il possesso e l’utilizzo di documenti d’identità falsi e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
