Ha istigato il figlio minorenne a colpire Shazad determinandone la volontà di uccidere. Questa la motivazione con cui il 3 dicembre il Pubblico Ministero Mario Palazzi ha chiesto 21 anni di carcere per Massimiliano B., il padre del ragazzo che la notte del 18 settembre 2014 ha ucciso con calci e pugni Muhammad Shazad Khan in via Pavoni a Torpignattara”. Lo rende noto Progetto diritti Onlus.
“Ventottenne di origine pakistana, Shazad lasciava una moglie e un figlio di appena tre mesi residenti nel Kashmir pakistano insieme ai genitori di lui. Oggi sono parte civile in questo processo, assistiti dagli avvocati Mario Angelelli e Arturo Salerni di Progetto Diritti che hanno concluso ieri affermando la responsabilità penale dell’imputato – prosegue il comunicato – I difensori di Massimiliano B. parleranno il 7 dicembre, e nella stessa giornata la Corte si riunirà per decidere. L’allora minorenne responsabile dell’omicidio è stato condannato in primo grado a 8 anni per omicidio volontario lo scorso giugno. Il Tribunale minorile ha deciso giorni fa di affidarlo in prova a una comunità di recupero per due anni, al compimento dei quali la pena potrebbe estinguersi”.
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Pena durissima per Massimiliano B., il padre del ragazzo che la notte del 18 settembre 2014 ha ucciso con calci e pugni Muhammad Shazad Khan in via Pavoni a Torpignattara
