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Roma
Usura e mazzette per gli obitori. Arrestato il dg del Sant'Andrea

Gestivano la piazza dello spaccio di San Basilio, operando anche nell’usura disponendo non solo di armi da fuoco ma di contatti nel mondo delle istituzioni pubbliche, fino a e di ingerirsi, in maniera tentacolare, nelle mondo delle istituzioni pubbliche, fino ad inserirsi nelle procedure di aggiudicazione di un importante appalto per le camere mortuarie al Sant’Andrea. Tra i nove arrestati dalla Squadra Mobile di Roma, con la collaborazione dei militari della Compagnia Carabinieri della Compagnia Montesacro, del Reparto Prevenzione Crimine “Lazio” e del Reparto Mobile di Roma, il nome “eccellente” del direttore generale dell'ospedale Sant'Andrea Egisto Bianconi, finito ai domiciliari. Per lui il reato ipotizzato è di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.
L’inchiesta è partita da un’indagine sulle procedure di aggiudicazione su un’importante commessa riguardante le camere mortuarie. Il gruppo, per gli investigatori faceva capo alla famiglia Primavera. Tra gli arrestati, in carcere, figura anche un Assistente Capo della Polizia di Stato attualmente in servizio al Commissariato Viminale e tre esponenti della famiglia Primavera, Guerino, Fabrizio e Daniele. Ai domiciliari. Tra gli altri, gli imprenditori Daniele e Luciano Giustino Taffo, della nota ditta di pompe funebri.


L’ordinanza custodiale è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia: quattro persone sono in carcere, di cui tre allo stato irreperibili, quattro ai domiciliari e uno con misura interdittiva della sospensione dal pubblico Ufficio attualmente esercitato per la durata di 12 mesi. I reati ipotizzati sono di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, porto abusivo di armi da fuoco, usura aggravata e turbata libertà degli incanti. Gli arresti e le venti perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, svolte perlopiù in zona San Basilio, hanno permesso di svelare gli interessi della famiglia Primavera nelle procedure di aggiudicazione di un appalto per le camere mortuarie all'ospedale Sant'Andrea.
Immediata la reazione del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha disposto l’immediata sospensione dalla carica di Egisto Bianconi, nominando un commissario straordinario nella persona di Lorenzo Sommella attuale direttore sanitario aziendale".

Le indagini che hanno portato ai nove arresti di persone legate alla famiglia Primavera hanno ricostruito come il gruppo abbia raggiunto in poco tempo la totale egemonìa di una lucrosa piazza di spaccio a San Basilio, spartendosi, in modo armonico sia per orari che per tipologia di stupefacente e di clientela, gli angoli di strada, i parcheggi e gli androni dei palazzi anagraficamente corrispondenti a via Mechelli, via Gigliotti e via Carlo Tranfo. L’articolata organizzazione criminale operante a San Basilio era appunto attiva nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti usura ed altri reati e faceva capo in particolare, a Guerino Primavera ed ai figli Fabrizio e Daniele. La particolare conformazione della zona, un’area di edilizia popolare racchiusa tra alcuni spazi condominiali ed accessibili unicamente da via Mechelli e via Montegiorgio - all’interno della quale i pusher avevano il compito di prendere le “ordinazioni” e di cedere la droga, dopo passaggi intermedi, ai relativi acquirenti - ha permesso ai Primavera ed agli altri indagati un completo “controllo territoriale” con predisposizione di “sentinelle” piazzate nei punti strategici, finanche sui tetti degli edifici, per rilevare l’eventuale accesso delle Forze dell’Ordine nel quartiere.

Ciò ha permesso l’accaparramento di un’ingente fetta di mercato illegale dello spaccio nei quartieri Tiburtina, San Basilio, Nomentana, Talenti, Tufello e Fidene e del limitrofo comune di Fonte Nuova con una ben congegnata suddivisione delle specificità criminali a seconda dello stupefacente richiesto: a Fabrizio Primavera si rivolgevano gli acquirenti di cocaina mentre al fratello Daniele gli acquirenti di marijuanae hashish. Tale spartizione territoriale è avvenuta in una sorta di “leale” e non belligerante concorrenza tra tutti i gruppi criminali coinvolti nel quartiere San Basilio producendo una rilevante disponibilità economica alla famiglia Primavera, derivante dai traffici illeciti, che è stata incrementata con il sistema dei prestiti usurari e dal forte vincolo di intimidazione in grado di suscitare sul territorio. Le investigazioni hanno, infatti, documentato che le metodologie poste in essere dai due fratelli Daniele e Fabrizio Primavera nella gestione della piazza di spaccio e nel controllo del nutrito gruppo di pusher gravitanti attorno alla “piazza” erano connotate dall’utilizzo sistematico di minacce e atti di violenza e, se necessario, con l’aggressione fisica di coloro i quali non si erano sottoposti “alle regole”. Nel corso delle indagini emerge anche la figura di Guerino Primavera che operava nel quartiere Tufello e Talenti mantenendo, per scelta, un profilo di più basso livello rispetti ai figli Daniele e Fabrizio allo scopo strategicamente preordinato di risultare “invisibile” alle Autorità commettendo, tuttavia, plurime condotte di usura e corruzione di pubblici ufficiali.

Il ruolo del "poliziotto infedele"

Acquisizione gratuita di sostanze stupefacenti, l'omessa restituzione di un prestito erogatogli da Guerino Primavera, acquisizione di somme di danaro a titolo di interessi usurari, sempre grazie al contributo di quest’ultimo, sarebbero gli “ingiusti profitti” ottenuti dall’assistente capo della polizia Diego Cardella arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla famiglia Primavera. Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso di far emergere ulteriori indici sintomatici della gravità e pericolosità della stessa famiglia non solo in relazione alla reiterazione dei fatti criminosi ma anche alla possibilità di poter disporre di armi da fuoco e di ingerirsi, in maniera tentacolare, nelle mondo delle Istituzioni pubbliche attraverso appunto l’aiuto dell’agente. Cardella, per chi indaga, violando i doveri di segretezza inerenti alle funzioni esercitate si metteva “a disposizione” di Guerino Primavera e dei figli Daniele e Fabrizio rivelando loro notizie ancora segrete, apprese grazie al servizio pubblico prestato e, segnatamente, l’esistenza di indagini preliminari e la prossima esecuzione di operazioni di polizia giudiziaria della stessa Squadra Mobile, utilizzandole appunto allo scopo di procurarsi un ingiusto profitto patrimoniale rappresentato dall’acquisizione gratuita di sostanze stupefacenti, dall’omessa restituzione di un prestito erogatogli da Guerino Primavera, dall’acquisizione di somme di danaro a titolo di interessi usurari, sempre grazie al contributo di quest’ultimo. Inoltre, Cardella e Guerino Primavera sono ritenuti responsabili del reato usura aggravata in concorso poiché erogavano un prestito in denaro facendosi promettere e dare interessi usurari, applicando quindi un tasso d’interesse su base annuale pari al 94,37%, superiore al valore soglia riferito a “altri finanziamenti alle famiglie ed alle imprese”.

I nomi degli arrestati
Ai domiciliari sono finiti: Egisto Bianconi, direttore amministrativo, prima, ed attualmente direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’ Andrea, nato a Roma il 30.01.1968, per il reato di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Fabrizio Coppola, imprenditore edile, nato a Campagnano di Roma il 29.12.1967, per il reato di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Luciano Giustino Taffo, nato a Poggio Picenze (AQ) il 13.12.1959, per il reato di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Daniele Taffo, nato a Roma il 26.6.1988, per il reato di turbata libertà degli incanti e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Gli ultimi due sono imprenditori titolari dell’omonima ditta di pompe funebri. Filippo Zanutti, nato a Roma il 21.2.1972, collaboratore del dg del Sant'Andrea Egisto Bianconi, per il reato di turbata libertà degli incanti è stato destinatario di una misura interdittiva della sospensione dal pubblico Ufficio attualmente esercitato per la durata di 12 mesi. In carcere appunto l’assistente Capo della Polizia di Stato attualmente in servizio al Commissariato Viminale Diego Cardella, nato a Roma il 13.05.1972, per il reato di usura aggravata, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Stessa misura per altri tre soggetti allo stato irreperibili: Guerino Primavera nato a Roma il 17.2.1958, per il reato di usura aggravata, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Fabrizio Primavera, nato a Roma il 29.10.1980, per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, porto abusivo di armi da fuoco e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Daniele Primavera, nato a Roma il 31.03.1983, per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.

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