Tassone contro Papagni. La demagogia del Comune di Roma che non vara il piano degli arenili, contro gli interessi garantiti dalla legge degli stabilimenti balneari. In mezzo, c’è l’estate e una battaglia tra pubblico e privato che pare in spiaggia e finisce sul lungomare.
Il nodo conteso è l’accesso alla spiaggia tra uno stabilimento e l’altro, sancito per legge e ricordato dal sindaco Marino con un’appositia ordinanza che arriva a stagione aperta. I gestori degli stabilimenti, replicano per vode del presidente di Assobalneari, Renato Papagni che sono pronti anche a smantellare l’intero lungomare degli stabilimenti, a condizione però che si faccia un piano concreto per Ostia e che il Comune di Roma, una volta per tutte, approvi il piano di utilizzazione degli arenili, lo strumento previsto dalla legge per la fruizione del lungomare e la creazione dei servizi. Così è nata la battaglia tra l’Ufficio Tecnico del Municipio e l’Assobalneari che ha tentato di imprdire l’apertura di due varchi simbolici in prossimità della rotonda.
Una specie di muro umano davanti al muro di cemento, simbolo di un lungomare dove per decenni le amminstrazioni comunali hanno latitato, ponendosi solo in clima pre-elettorale il “nodo Ostia”. Tant’è che lo stesso Pagani, severo fustigatore dell’assenza di un progetto per il Mare di Roma, si è dichiarto disponibile a demolire tutti, “purché ci sia un piano”.
Quello che, insomma, il Municipio di Tassone non ha, tant’è che nell’organizzazione dell’estate lidense – due gazebi e la chiusura del lungomare, è riusito persino a sollevare lira dei commercianti, in ginocchio per l’assenza di idee e per la crisi. La reazione è in un comunicato stampa dell’Ascom: Mercoledì 18 giugno alle 17.30 gli esercenti del centro storico di Ostia abbasseranno le saracinesche per protestare contro la scellerata pedonalizzazione del lungomare. L’abbiamo già sperimentato ad ottobre e ad aprile: la chiusura al traffico ha comportato, in definitiva, una flessione delle vendite per i commercianti. In questo caso, poi – prosegue la nota – sono anche previste attività in aperta concorrenza con gli operatori commerciali locali: i punti ristoro, in particolare, sottraggono clientela a chioschi, bar e ristoranti. Ma c’è di più. Il lungomare di Ostia è una strada di scorrimento strategica: lo dice il Piano regolatore generale e lo sa bene chi vive il territorio. Non esiste una viabilità alternativa, dunque le altre direttrici rischiano di essere paralizzate dal traffico e inghiottite dallo smog. Il lungomare è anche parcheggio: con la pedonalizzazione si perdono circa 2800 posti auto e le aree di sosta individuate dal Municipio sono molti distanti. Per collegarle al lungomare pedonalizzato non sono previsti bus-navetta, ma si parla molto genericamente di un accordo con l’ATAC per il potenziamento delle linee di trasporto pubblico senza specificare quante corse in più sono state programmate. Oltretutto, non si fa menzione dell’eventuale prolungamento dell’orario di servizio: la pedonalizzazione si spinge anche fino alle 3:30, mentre di solito l’ultima corsa degli autobus è prevista per le 00:15. L’aspetto più grave dell’intera vicenda riguarda però la mancanza di confronto e di concertazione: le associazioni di categoria e i residenti del lungomare sono stati letteralmente ignorati e la kermesse è stata autorizzata con una delibera di giunta, senza passare per le commissioni e il consiglio. E’ un’offesa alla democrazia e alla comunità. Il presidente Tassone sostiene di voler cambiare il volto della città con una terapia d’urto. ‘Se non ci riesco – dichiara da sempre – torno a fare il dipendente ACEA’. Il problema è che con i suoi esperimenti lui non rischia nulla se non la faccia, mentre le attività produttive di questo territorio rischiano di sparire. Per questi motivi, domani verrà celebrato il funerale del commercio locale, con tanto di processione e carro funebre. Il Bar Sisto di piazza Anco Marzio – una delle attività storiche di Ostia – ha annunciato che non riaprirà fino a quando il X Municipio non rivedrà le sue decisioni in merito al diritto di accesso sul lungomare”.

