Partecipazione, trasparenza, lavoro. Sono queste le tre “sfide” che il neo presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha lanciato dal Tempio di Adriano, dove i suoi lo hanno accolto con applausi, strette di mano e pacche sulla spalla, incoronandolo governatore.
“Il risultato elettorale ci indica una grande responsabilità – ha detto Zingaretti alla platea – dobbiamo e vogliamo cambiare questa Regione e restituirgli grande autorevolezza”. Secondo il neo presidente della Regione, “questo voto evidenzia che c’e’ una grande voglia di discontinuità nel modo di gestire cosa pubblica e il potere, e noi abbiamo voglia di marcare questa discontinuità, non solo di voltare pagina rispetto agli scandali”. Zingaretti si pone tre obiettivi per il suo nuovo percorso. Il primo e’ la partecipazione, perché “il voto conferma che c’e’ una grande voglia di partecipare che deve essere ascoltata”. Quindi, “costruiremo una Regione aperta alle consultazione, perché la partecipazione non può concludersi col periodo elettorale”.
La seconda “sfida” e’ quella della “trasparenza, di cui vogliamo che il Lazio diventi simbolo, affinché si ricostruisca rapporto sereno tra cittadini e amministratori”. Infine, “la sfida dello sviluppo, del lavoro, dell’innovazione, della buona spesa pubblica”. “In questi mesi di campagna elettorale abbiamo ascoltato il grido di dolore dovuto alla perdita di certezze e prospettive – ha concluso Zingaretti – il nostro obiettivo e’ quello di costruire un nuovo modello di sviluppo per creare lavoro”.
Via alle sfide: partecipazione, trasparenza, lavoro
