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Calcioscommesse, Conte accusato di frode sportiva: "Non me ne vado"

L'accusa al ct della Nazionale Antonio Conte è di frode sportiva e sta nell'avviso di chiusura delle indagini della Procura di Cremona sul Calcioscommesse per i fatti del periodo in cui era alla guida del Siena (caduta l'associazione a delinquere). Un fulmine a ciel sereno per il commissario tecnico azzurro e una pessima notizia per il calcio italiano in genere. Doveroso sottolineare che non c'è stato alcun rinvio di giudizio e che ci saranno eventualmente tutte le procedure per chiarire. Però dal punto di vista mediatico resta una brutta pubblicità per il calcio italiano già di suo in crisi economica e reduce da una lunga serie di flop sportivi (due pessimi Mondiali, i cattivi risultati dei nostri club nelle Coppe europee). Ci si abitua a tutto nell'Italia di questi giorni, ma certo che d'istinto qualcuno potrebbe anche chiedere le dimissioni di Conte. A ragione o a torto. In Figc è una prospettiva che vogliono evitare (sul mercato ci sarebbe Zaccheroni e non molto altro). Non a caso Lotito, da sempre vicinissimo a Tavecchio, è stato chiaro: "Ha un contratto, valgono o non valgono i contratti? Ha sollevato criticità, chiedendo l'inserimento degli stage, ma Roma e Juventus non erano d'accordo. Dobbiamo tener conto di quello che succede anche negli altri campionati".

Resta il fatto che è stato lo stesso tecnico salentino a dover smentire le dimissioni nei giorni scorsi, per ragioni che - va ribadito - nulla c'entrano con l'inchiesta legata al calcioscommesse. Perchè resta lo scenario di club (Juventus in primis) che non sembrano aver dato una gran mano al Conte ct. Vedi la questione degli stage saltati. Vero che poi è stato concesso un inizio anticipato del prossimo torneo di serie A (non però a ferragosto, ma il week end del 22-23) con annesso finale a metà maggio (ma resta da definire la data della finale di Coppa Italia che negli auspici della Figc dovrebbe essere prima dell'ultima di campionato). Un contentino.

In questo scenario non sono pochi gli attori che osservano l'evolversi delle varie vicende. Il Milan in primis (con Inzaghi che pare aver sorte segnata e Montella-Spalletti alternative se non ci fosse rottura nel breve periodo tra Conte e la Nazionale), visto l'apprezzamento di Silvio Berlusconi (Raiola ha rivelato nei giorni scorsi che ci provò l'anno scorso), ma anche la Roma (sono molti gli osservatori di mercato che prevedono la fine dell'era Rudy Garcia al termine del campionato). Nel caso dovesse pesare qualche clausola anti-Italia (post addio alla Juve) non va sottovalutata la pista estera visto che ci sarà un buon valzer di panchine a fine stagione (Guardiola può lasciare il Bayern e Pellegrini il City). Il Psg è in pole. A fine stagione Laurent Blanc pare destinato all'addio e sono molti i mister papabili. Diego Pablo Simeone e Roberto Mancini sono nomi caldi. Si è parlato pure di Rafa Benitez, però Conte non va sottovalutato. A Parigi troverebbe finalmente quella prospettiva di ampio respiro europeo che gli era mancata anche alla Juventus. Il mister salentino diceva che non si può entrare in ristoranti da 100 euro pensando di pagarne 10. Lo sceicco del Psg è in grado di pagare quel conto, sino... alla finale di Champions League.

Conte: "Arriverò a fine contratto, piaccia o no"
"Mi auguro che da oggi sia posta una parola fine sul fatto che 'arrivero' o meno a fine contratto'. Ci arrivero', piaccia o no a qualcuno". Lo ha garantito il ct azzurro, Antonio Conte, confermando la sua volonta' di proseguire l'avventura alla guida della Nazionale italiana fino, almeno, ad Euro 2016. "Mi ritrovo a parlare di una situazione abbastanza singolare ed 'inaspettata' - ha spiegato Conte in una dichiarazione congiunta con il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, avvenuta al termine del summit tra i due a via Allegri -, non posso fare altro che ribadire quello che ho sempre detto: ho iniziato un percorso e sono contento di stare con la Nazionale e che a norma contrattuale prevede l'arrivo all'Europeo e poi fare bene nello stesso torneo". "Questo lo ribadisco - ha quindi concluso il commissario tecnico -, ma penso che non ce ne sia bisogno, perche' spero che non ci sia piu' questo tormentone. Cerchiamo di lavorare tutti uniti, sapendo che ci sono e ci saranno difficolta', ma da parte mia e del presidente Tavecchio c'e' grande voglia di fare bene, magari qualcosa di inaspettato".

Rai, Leone, Conte a Sanremo? Non anticipiamo sentenze - Il ct azzurro Antonio Conte sara' uno degli ospiti del Festival di Sanremo ma oggi piomba la notizia che a suo carico viene mossa l'accusa di frode sportiva nell'avviso di chiusura delle indagini della Procura di Cremona per fatti del periodo in cui Conte allenava il Siena. Inizialmente l'ipotesi di reato con cui era stato iscritto nel registro degli indagati era di associazione a delinquere. E nel corso della conferenza stampa dell'organizzazione del Festival si e' parlato anche di questo, ovvero e' stato chiesto se a questo punto sia opportuno o meno continuare a prevedere Conte come ospite. Ed anche della presenza di Tiziano Ferro, domani sera, e di Gianna Nannini, sabato sera, nei guai per questioni di fisco. "La politica Rai - ha risposto Giancarlo Leone, direttore di Rai1 - e' sempre stata in generale quella di aspettare la conclusione della fase istruttoria, non sta a noi attribuire patenti o sentenze, non sta a noi anticipare giudizi di organi che devono pronunciarsi, e quindi non cambierei i nostri progetti". Leone ha poi precisato a margine della conferenza stampa che cosi' come e' politica Rai attendere la conclusione della fase istruttoria nei procedimenti penali, altrettanto dev'essere - come nel caso appunto del ct azzurro di calcio - per i procedimenti di giustizia sportiva.

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