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Quarto ko interno del Milan. Pippo: "Svegliamoci". Le pagelle

LE PAGELLE DEL MILAN
Di Giordano Brega

DIEGO LOPEZ VOTO 6 - Assiste alla sconfitta rossonera in modo incolpevole. Non poteva far miracoli sul gol e viene in precedenza graziato da una traversa.

ABATE VOTO 5,5 - Come sempre uno di quelli che hanno più 'cuore'. Nel primo tempo però non accende mai il turbo e pasticcia pure un po'. Meglio nella ripresa.

MEXES-RAMI VOTO 4,5 - Difficile poterli salavre con l'immagine di Denis che taglia la difesa rossonera come un coltello nel burro. Vero che non è solo colpa loro, anzi. Faticano anche in costruzione.

BONERA VOTO 5,5 - Mezzora prima di arrendersi a un infortunio, senza infamia e senza lode. Sulla rete atalantina pure lui non è però esente da colpe.  Al suo posto entra ARMERO  (VOTO 5,5):  un paio di cross neppure troppo precisi e poco altro.

DE JONG VOTO 4,5 - Dovrebbe arginare davanti alla difesa, ma gli manca il dinamismo dei giorni migliori (e il supporto dei compagni).

MONTOLIVO VOTO 4 - Atteso per mesi come l'uomo che avrebbbe finalmente dato un po' di qualità al centrocampo rossonero, per ora sta fallendo nella missione. E contro l'Atalanta che lo portò nel grande calcio vive un compleanno oscuro e pieno di errori.

BONAVENTURA VOTO 5,5 - Vince il premio di 'meno peggio' in un centrocampo che affonda: quantomeno corre, si inserisce e costruisce qualcosina. 

CERCI VOTO 5 - Si qualche spunticino lo dà o almeno promette di darlo quando ha la palla al piede. Però alla fine è più fumo che arrosto e sembra entrare un po' troppo timidamente nella manovra offensiva rossonera.

MENEZ VOTO 4 - Imperdonabile quando perde palla nell'azione che porta al gol dell'Atalanta. Ma non è iol peggio di un pomeriggio nero: perde troppi palloni, la sua ispirazione è ai minimi stagionali e il pubblico di San Siro si spazientisce non poco.

EL SHAARAWY VOTO 5 - Non inganni lo spunto nel primo tempo quando salta l'uomo da sinistra e poi tira da posizione angolata. Né la girata di testa nella ripresa. Sono gli unici segnali di vita del Faraone nel match.  

PAZZINI VOTO 6-  Entra nella ripresa e, pur non creando sconquassi nella retroguardia orobica, almeno ha il merito di sporcare palloni e darà profondità alla manovra rossonera. Un centravanti di ruolo è fondamentale in questa squadra che fatica a creare palle gol non da oggi.

NIANG S.V. La mossa della disperazione di Pippo nel finale: il francese dà un po' di corsa, ma quando deve mettere la palla in mezzo è sempre impreciso.

Inzaghi, "non siamo questi, diamoci una svegliata" - "Dobbiamo solo rimboccarci le maniche e lavorare, fare un esame di coscienza e capire cosa non va. L'impegno e la voglia ci sono ma non bastano piu', dobbiamo svegliarci. L'unica risposta che conosco e' il lavoro". Non e' certo tenero Filippo Inzaghi che, ai microfoni di Sky Sport, analizza il capitombolo in casa con l'Atalanta e da' una strigliata ai suoi, pur ammettendo le proprie responsabilita'. "Abbiamo preso gol su una palla nostra - ha continuato -, non dovrebbe capitare, abbiamo cercato di creare ma non accampiamo scuse, dobbiamo fare molto di piu' con una squadra con le nostre qualita'. Dobbiamo ripartire dal gioco che avevamo mostrato prima della sosta e che ora non ci riesce piu'".

Un Cerci non all'altezza e' stato sostituito nell'intervallo con Pazzini. "Giampaolo e' una soluzione, ha avuto tre giorni di febbre e l'ho rivisto solo ieri, per cui non poteva partire dall'inizio. Volevo farlo giocare solo mezzora, poi le necessita' della partita mi hanno portato a schierarlo per un tempo". Il tecnico rossonero conferma lo screzio fra Cerci e Abate. "Sono cose di campo. In quel momento ho tolto Cerci perche' avevo bisogno di Pazzini e dovevo cambiare uno degli esterni. Alessio deve stare tranquillo e continuare a impegnarsi, dopo una partita come quella di oggi e' inutile fare il nome di un giocatore". Inzaghi sa di essere sotto osservazione: "E' giusto esserlo, sono il primo a prendersi le colpe. Questi giocatori hanno giocato alla pari con Roma e Napoli, non possono essere diventati cosi' di colpo. La sconfitta col Sassuolo ha indebolito le nostre convinzioni, sta a me trasmettere nuove certezze".

Poi Inzaghi ammette che la rosa ha ancora alcuni limiti, soprattutto a centrocampo: "Non potremo mai giocare un grandissimo calcio ma migliore di questo si'. Oltre al gioco serve la voglia, non si puo' vincere solo con la voglia ne' con un buon gioco senza la giusta determinazione. Dobbiamo ritrovare queste due caratteristiche. I ragazzi ce la mettono tutta ma manca ancora qualcosa. Non voglio dare le colpe a nessuno. Dovevamo essere piu' corti, avevamo preparato la partita in 30 metri per evitare di concedere le ripartenze all'Atalanta e invece lo abbiamo fatto. Il mercato e' un discorso che devo fare con la societa', mi preme innanzitutto rianimare questa squadra".

Galliani "Sacchi potrebbe allenare le giovanili" - Sacchi verso il clamoroso ritorno al Milan. Nel giorno dell'ennesima sconfitta interna dei rossoneri in casa con l'Atalanta, Adriano Galliani parla del tecnico piu' amato in casa Milan: "E' ancora tutto da decidere, sia da parte nostra che da parte di Arrigo - dice -. Se arrivera', comunque, si occupera' del settore giovanile". Un ruolo secondario che pero' potrebbe disturbare il gia' difficile lavoro di Pippo Inzaghi. "Non mi risulta che Sacchi, nel ruolo di coordinatore e responsabile del settore giovanile abbia mai fatto ombra a Prandelli - e' l'opinione di Galliani -. Ne' mai ho letto qualcuno dire che Sacchi facesse ombra a Prandelli. Se accadra', e' esattamente la stessa situazione che c'era in Nazionale fino al 30 giugno della scorsa stagione".

L'amministratore delegato con delega all'area sportiva del Milan spiega ai microfoni di Sky Sport quale sarebbe il compito di Arrigo Sacchi se tornasse a lavorare per il Milan. Per l'ex mister rossonero, quindi nessuna intromissione con i compiti del primo allenatore Filippo Inzaghi, che non rischierebbe di perdere in sicurezza: "No, assolutamente. Se arrivera' Arrigo Sacchi, sara' solo ed esclusivamente per il settore giovanile", spiega Galliani che, sulla "temperatura" della squadra in questo avvio di 2015, esprime le sue perplessita': "La temperatura e' variabile. Abbiamo fatto un periodo prima di Natale molto buono in cui abbiamo battuto il Napoli, pareggiato con la Roma e vinto con il Real Madrid in un'amichevole di lusso. E poi siamo ripartiti con la sconfitta interna contro il Sassuolo, il pareggio soffertissimo a Torino e la vittoria in Coppa Italia col Sassuolo". E oggi la sconfitta con l'Atalanta.

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