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Juve ko a Napoli. Buffon onesto: "Noi in affanno"

 "Ci aspettavamo una squadra che avrebbe giocato con un grande ritmo, che avrebbe sputato l'anima pur di prendersi lo scalpo della Juventus, mentre noi siamo arrivati a questa partita un po' in affanno". Cosi' Gigi Buffon analizza alla Domenica Sportiva la sconfitta del san Paolo, contro un Napoli sicuramente piu' tonico ed in palla dei bianconeri scudettati. "Per capire il perche' di questa nostra condizione basta guardare i giornali, i bollettini medici, gli impegni dell'ultimo mese e mezzo, quando la coperta diventa corta puo' accadere" aggiunge il portiere della Juventus che pero' smentisce chi ventila un inizio di crisi della squadra di Antonio Conte. "C'e' spazio e margine per ogni genere di illazione, anche se dobbiamo ammettere che gli ultimi impegni nell'ultimo mesetto non ci ha visti brillanti, quella macchina schiacciasassi di qualche mese prima". Buffon, quindi, non teme ripercussioni da questo ko, neanche in chiave Europa League. "Bisogna preoccuparsi il giusto - dice -, ma se siamo una grande squadra e quando di tanto in tanto ci capita di perdere. Dobbiamo avere la reazione veemente da grande squadra, con grandi campioni. Di solito e' cosi e dovra' esserlo anche questa volta".

Conte "pagato dazio a emergenza. Benitez? Opinabile" - "Il nostro primo tempo non e' stato buono come approccio, personalita' e tutto. Nella ripresa, se avessimo pareggiato nessuno avrebbe detto alcunche', ma alla fine dei novanta e oltre minuti il Napoli ha meritato". Antonio Conte digerisce senza drammi la sconfitta patita al San Paolo contro il Napoli, un 2-0 che cambia poco o nulla in termini di classifica un campionato dominato dai bianconeri. "Abbiamo pagato dazio al fatto che, a causa dell'emergenza infortuni, stiamo giocando tantissimo e sempre con gli stessi - spiega il tecnico dei campioni d'Italia a Sky - E poi, di fronte, avevamo un Napoli costruito non per partecipare ma per vincere. Chi spende piu' di 100 milioni sul mercato non puo' permettersi solo di partecipare...". Il mister salentino torna sulle parole del collega Benitez, che alla vigilia aveva sottolineato come la Juve fosse in alto in classifica per via di maggiori investimenti: "Quel che ha detto e' opinabile. La Juve puo' avere anche un fatturato di 500 milioni, ma sulla squadra ne ha investiti 25 contro gli oltre 100 del Napoli 100, che in un anno ha speso quanto la Juve in tre sotto la mia gestione. Benitez dovrebbe rivedere meglio i conti e pensare che lui ha fatto spendere 100 milioni al Napoli: spero, per una volta, di averli io a disposizione... L'importante e' dire cose esatte e non far passare il messaggio che Juve puo' comprare chiunque. Noi in tre anni abbiamo fatto le cose al risparmio, non e' arrivato Messi ma ottimi giocatori".

"Noi cerchiamo di rispondere vincendo sul campo - aggiunge - come abbiamo fatto nei due anni precedenti e speriamo di fare ancora.Il Napoli e' a tanti punti dalla Juve, fuori dalla Champions e dall'Europa League, la Coppa Italia puo' essere ciambella di salvataggio...". Tornando al big-match serale, Conte ammette che l'assenza di Tevez si e' fatta sentire: "Vucinic e' stato fermo per due mesi e mezzo, Giovinco e' rientrato per questa partita, Quagliarella ha avuto problemi. Anche nel reparto avanzato abbiamo avuto emergenza e qualcuno puo' sentire la stanchezza. Llorente sta giocando sempre, Osvaldo quando chiamato in causa fa le sua parte: Carlos ha personalita' e si fa sentire nelle partite piu' calde, giovedi' rientra (per l'andata dei quarti di Europa League con il Lione, ndr) e siamo contenti". Infine, Conte non vuole rispondere alle provocazioni di Mourinho: "Non ce l'aveva con la Juve, ha parlato di Porto, Benfica e Napoli, secondo me voleva sminuire il successo di Beniret dell'anno scorso, quando ha vinto l'Europa League. Il suo obiettivo era chiaro".

Marotta: "Benitez parli di pallone, non di fatturato"  - Rafa Benitez ha detto che i 20 punti di differenza fra Juve e Napoli sono dettati dal fatturato; risponde cosi' l'amministratore delegato bianconero, Beppe Marotta: "Io credo che siano dettati dai valori delle squadre e da quello che ogni societa' riesce ad esprimere in termini di valore. Di conseguenza, si e' addentrato, forse, in un tema che piu' compete ai dirigenti che agli allenatori - dice ai microfoni di Sky Sport -. Gli allenatori dovrebbero principalmente parlare di calcio, quindi, non mi addentro, perche' se no dovrei entrare in polemica, ma assolutamente non voglio rispondere". A chi gli fa notare che le parole del tecnico spagnolo non sembravano polemiche ma quasi un elogio, Marotta dice: "Se e' un modello da seguire, e' inutile addentrarci in un confronto, perche' mi sembra che se ha fatto i complimenti li prendiamo. Ma non mi pare, leggendo i giornali di stamattina, che gli opinionisti abbiano espresso delle valutazioni come le vostre. Pero', ripeto, al di la' di questo, devo dire - continua - che la Juventus ha un brand storico di grandissimo valore e se negli ultimi anni ha incrementato il fatturato, lo si deve anche agli azionisti, al presidente, al management, ai giocatori, all'allenatore, che hanno valorizzato al massimo le proprie risorse". E sul percorso d'avvicinamento allo stadio, Marotta sottolinea che e' andata "meglio dell'anno scorso sicuramente, pero', sembrava di passare attraverso le forche caudine. Mi sembra veramente, cosi', non bello che una squadra di calcio per arrivare allo stadio debba essere scortata da blindati della polizia. Mi sembra un'esagerazione che fa male al mondo del calcio. Al di la' di questo, questa volta vetri rotti non ce ne sono stati, qualche ammaccatura, qualche uovo tirato, qualche insulto, pero', direi che questo per noi ormai rientra nella norma".

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