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Sport
Milano-Siena, per il titolo e per regolare vecchi conti
Luca Banchi

Di Fabrizio Provera

Prima contro seconda. Per una volta i pronostici non vengono sovvertiti, con le migliori della classe alla fine della stagione regolare  che si trovano a incrociare le spade per l’assegnazione del campionato italiano di basket 2014.
Milano contro Siena, EA7 contro Mps: benché non sia una prima volta, anche in finale, sarà certamente- per un po’ almeno- l’ultimo capitolo di una gloriosa e combattuta saga. Il 4 luglio prossimo, infatti, il Tribunale di Siena è chiamato ad esprimersi sull’istanza fallimentare a carico della società senese, travolta da debiti milionari, l’indagine della Gdf, l’arresto di Ferdinando Minucci e la prospettiva di sparire dal basket che conta, dopo i titoli inanellati in fila dal 2006 al 2013. La più impressionante corazzata messa in campo nella pallacanestro moderna che si sgretola, ma che sul campo ha messo tutto quel che aveva (e forse qualcosa in più): secondo posto in campionato, playoff giocati al massimo dello sforzo regolando prima una coriacea Reggio Emilia nei quarti, quindi regolando agevolmente l’Acea Roma per 4 a 1. Un capolavoro tecnico, tattico e motivazionale di coach Marco Crespi, lombardo cresciuto per anni nello staff dell’Olimpia. E che si è fatto enormemente apprezzare per infondere spirito vincente a una squadra che era stata letteralmente rivoltata come un calzino, la scorsa estate. Si gioca da domenica 15 giugno a venerdì 27 giugno (in caso di gara 7), col fattore campo a favore di Milano. Prima palla a due domenica alle 18.30, al Forum di Assago. Si attendono già altri due ‘esauriti’ per le prime partite di finale. Vediamo perciò come si presentano le due squadre, alla vigilia dell’atto finale di stagione.

EA7 MILANO
Sui ragazzi di Luca Banchi pesa il più ingombrante degli incubi: il ruolo di strafavorita, dalla prima giornata ad oggi, cucito e ritagliato controvoglia, ideale per propiziare rovinose cadute. La sconfitta in coppa Italia prima, l’addio alle Final Four di Eurolega poi hanno condito di delusione i primi due obiettivi di stagione. Adesso non resta che lo scudetto, inseguito dal lontanissimo 1996. Banchi non è Boscia Tanjevic, ma in campo c’è un capitano dallo stesso cognome e dallo stesso numero di maglia: si chiama Gentile, ha il 5, non è Nando(kan) ma Alessandro, che nel 2015 potrebbe raggiungere Belinelli, Gallinari e compagnia azzurra in Nba. Il top scorer delle 11 partite di playoff è Keith Langford, con 188 punti  segnati; forse il texano l’anno prossimo emigrerà lontano, ma la sua caratura offensiva sarà ancora determinante. Langford sta sfiorando il 60% da 2 e il 40% da tre; cifre ragguardevoli. A seguire Samardo Samuels, 144 punti, 63% da due ma soprattutto un carisma e una convinzione da autentico crack. Ale Gentile ne ha segnati 143, ma in 10 partite (contro Pistoia una giornata di squalifica); 62% da 2 e 41% da 3, ma il dato che più impressiona sono i 29 assist, a significare la leadership  e la smodata fame di vittoria del talento di origine campana, che fisicamente sta arrivando a maturazione (può giocare tre o persino quattro ruoli), e che mentalmente sta mettendo a frutto la spietatezza agonistica ricevuta in dote da papà Nando. Milano dovrà verificare la condizione di Hackett (guai alla schiena per Danny Boy) e ritrovare il miglior Moss, pedina essenziale nello scacchiere di Banchi. Nel 1991 Nando Gentile tolse lo scudetto alla Philips di Riva e Montecchi segnando canestri con traiettorie impossibili, negli ultimi due minuti: adesso toccherà a suo figlio, vero baricentro dell’assetto milanese, condurre l’assalto al fortilizio senese. Che parte con la migliore delle condizioni,  perché non ha nulla da perdere

MPS SIENA
Prima o poi crollano, mentalmente: lo dicevano tutti, riguardo la Mps ultima versione. E invece una, poi due, tre vittorie.. Siena è andata avanti nei playoff come uno schiacciasassi, guadagnando convinzione e migliorando il proprio gioco col tempo. Minucci ha portato in dono l’ultimo colpo di mercato: scambiando Hackett con l’ex Milano Marques Haynes, che al Forum era un carneade, ha rafforzato Siena con un giocatore che si è calato nei panni di leader. 173 punti in 10 gare di playoff, sfiorando il 50% sia da 2 che da 3 punti, 52 assist e una valutazione complessiva e stratosferica di 204. Carter, Green, Matt Janning, Hunter e Jeff Viggiano sono tutti o quasi on fire, mentre uno splendido Tomas Ress- 34 anni e un fisico ormai non più in perfette condizioni- è assurto a guida morale del team senese, elemento di raccordo tra passato e presente. Siena è una squadra mentalmente durissima, che negli anni ha sviluppato un orgoglio di casacca con pochi eguali. Una formazione capace di imprimere ritmi vorticosi, ma anche di giocare saggiamente in transizione offensiva. Cercherà di opporsi alla fisicità a tratti debordante di Milano, che contro Sassari ha mostrato di possedere doti eccezionali sotto quel profilo. Crespi esplorerà varianti tattiche in ogni situazione, modulando ritmo e gioco a seconda dell’andamento di ogni singola gara. La certezza è una sola: a fronte di una stanchezza ormai condivisa da entrambe le squadre, vincerà il team più continuo a livello mentale. Buona finale a tutti!

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