Archiviata la sentenza di Cassazione, Luciano Moggi si concede a confessioni a 360°. “Sono molto dotato, mortacci. Più di 20 centimetri, mi impaurisco quando lo vedo”, ha detto l’ex dg della Juventus a La Zanzara su Radio 24. Non solo, poi aggiunge: “Mi metto paura da solo. Altro che Rocco”. Poi Moggi le… canta a tutti: “Andare a cantare a Sanremo. Non sono intonato ma mi faccio aiutare. E anche l’inno della Juve l’ho fatto fare io a Paolo Belli”. C’è spazio anche per la politica: “Forza Moggi? Se facessi una lista così alle elezioni vengo eletto subito, prenderei dieci milioni di voti, tutti i tifosi della Juventus”.
Su Calciopoli: “Non finirà mai fino a quando non cancello radiazione. Chiederò i danni per soldi che ho perso in questi anni. Radiato per Paparesta, ma lui non mi ha mai querelato. Mai rinchiuso in bagno, lui aveva paura di quello che aveva fatto. Ci fece perdere la partita a Reggio Calabria”. E ancora: “Alla sentenza ho fatto gesto ombrello, tiè. Sono come Marchese del Grillo: io so io e voi….”
La prescrizione: “Io innocente, tempo passato per colpa loro. Sentirò la mancanza dei tribunali, mi ero affezionato”. Moggi e l’Inter, frecciate alla vecchia dirigenza: “L’Inter non vinceva perché erano un po’ pippe e incapaci. Io non ho mai comprato Vampeta, Taribo West e Hakan Sukur. Moratti? Tweet sulla mano l’ho scritto io, non mi pento, era solo una battuta. La mano non l’ho lavata, non c’erano i bagni”.



