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Sei Nazioni, Italia chiude travolta dal Galles all'Olimpico

Il Sei Nazioni dell'Italia finisce con un disastro. Il Galles passa per 61-20 all'Olimpico di Roma, mettendo in mostra tutti i limiti, caratteriali e tecnici di una squadra che nel torneo ha saputo vincere solo in Scozia, evitando il cucchiaio di lego, ma subendo nelle scorse settimane pesanti critiche dal Times e dagli addetti ai lavori inglesi che hanno sottolineato i mancati progressi dell'Ital-Rugby da quando è entrata nel Sei Nazioni quindici anni fa (chiedendo di istituire una sorta di playoff per l'eventuale ammissione dell'Italia nel prestigioso torneo della palla ovale).

Ad ogni modo, per quanto concerne il match, il XV di Brunel si mantiene a galla nel primo parziale ma nel secondo va a picco sotto i colpi dei 'Red Dragons', di un altro pianeta al cospetto di una Nazionale non all'altezza di un evento cosi' prestigioso.

E dire che l'entusiasmo del pubblico non era assolutamento mancato. Olimpico tutto esaurito, con 70mila spettatori in festa, a salutare Mauro Bergamasco, l'unico dei giocatori ancora in attivita' ad aver disputato il Torneo dal 2000, anno in cui fu incorporata la Nazionale. Ghiaraldini e' capitano al posto dell'infortunato Parisse. Si rivede Haimona che pero', dopo aver infilato l'acca al 1' per il momentaneo vantaggio azzurro, lascia il posto ad Orquera per un problema al polso. I Dragoni pareggiano al 3', sempre su punizione, con Halfpenny, al 6' Orquera riporta avanti l'Italia dalla piazzola. Altro piazzato di Halfpenny al 10' per il 6-6, score che resta immutato sino al 20', dopo un'occasione sprecata da Venditti. Il Galles trova una meta sin troppo semplice con Roberts, che non viene trasformata dal kicker ospite. Venditti allora si riscatta al 25': inutile il placcaggio di Roberts, gli azzurri concretizzano con una marcatura un pressing duratore nei 5 metri avversari. Preme la prima linea di casa, regalando anche spettacolo. Anche Halfpenny esce per Scott Williams ed il finale di tempo sorride agli ospiti, che proprio allo scadere tornano a condurre con una punizione dalla distanza di Biggar che manda l'Italia all'intervallo sotto 14-13.

Nella ripresa, dopo 7' inizia il tracollo azzurro. Lian Williams schiaccia in mezzo ai pali e Biggar non puo' esimersi dalla trasformazione, cosi' come al 10', quando a scardinare l'incerta difesa tricolore e' North. Il Galles e' sul 28-13, intenzionato a rimpilzare il bottino di mete per sperare ancora nella vittoria del Sei Nazioni. Iniziano i cambi e, al 13', l'Italia resta con l'uomo in meno per il giallo a Masi. North, al 15' e al 20', non si lascia scappare l'occasione di firmare una tripletta pesante, approfittando di un'Italia in totale confusione tecnico-tattica. Biggar fa sempre il suo dovere e la forbice a favore dei britannici si allarga (42-13). Rientra Masi ma e' Geldenhuys a vedersi sventolare un altro cartellino che lascia in superiorita' numerica il Galles, che dopo una meta non concordata dal Tmo, colpisce ancora al 27' con un'azione da ariete di Webb (stavolta Biggar non trasforma). Il tracollo azzurro assume proporzioni piu' vaste con le mete di Warburton (29') e ancora Scott Williams (33'), prima del sussulto d'orgoglio al 40': Venditti lancia Sarto, meta con il via libera del Tmo e trasformazione di Orquera. Finisce 61-20 per il Galles, una sconfitta pesante per un'Italia da ricostruire dopo le macerie di questo Torneo se vuol nutrire ancora un'ambizione minima agli imminenti Mondiali inglesi.

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