Scintille in Aula tra Tajani e opposizioni durante la replica su Board of peace
Scintille in Aula durante la replica del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo le comunicazioni sul Board of peace a Gaza. Dai banchi dell’opposizione sono partite le proteste: in particolare quando il vicepremier ha evidenziato di non aver sentito proposte da parte delle minoranze ma solo critiche a Trump. Dai banchi del centrosinistra è arrivata l’accusa di aver sottomesso il Paese al presidente statunitense Trump e Tajani ha replicato accusando: “Noi non scodinzolavamo dietro alla Merkel e non scodinzoliamo dietro a Blair“. Le contestazioni e le interruzioni sono arrivate tra gli altri da Davide Faraone di Italia viva, Laura Boldrini del Pd e dai parlamentari del M5s. Infine a chi gli chiedeva ‘serietà’, Tajani ha replicato: “Serietà e democrazia è far parlare gli altri“.
Formentini, le opposizioni si uniscono solo su odio contro Israele
“Solo sull’odio a Israele le opposizioni si uniscono e lì c’è piena unità, non sull’Ucraina e non su altro”. L’ha detto in Aula Paolo Formentini, deputato della Lega annunciando il voto favorevole alla risoluzione di maggioranza dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri, Tajani, sul Board of peace. E riferendosi alle minoranze ha aggiunto: “In quest’aula si è parlato di ‘colonialismo 5.0’. Anche questo è sintomo dell’odio all’Occidente che le opposizioni italiane provano verso l’Occidente e i valori occidentali. Noi invece siamo fieri di quei valori e non siamo colonialisti. Noi crediamo che non bisogna odiare le democrazie e seminare l’odio. Vogliamo fomentare ancora questo clima? Voi lo state facendo. Attenzione all’odio che purtroppo sta tornando”. Infine sul ruolo che avrà l’Italia al Board di Washington, ha chiarito: “Noi avremo voluto partecipare in modo completo e non solo da osservatori, ma rispettiamo la Costituzione e diamo piena attuazione alla Costituzione”.
Le parole di Schlein
“Mi rivolgo alla presidente Meloni: abbiamo presentato una risoluzione unitaria delle opposizioni, ma all’estero lei rappresenta tutto il paese, e anche noi. Le chiedo di non andare a Washington, di non far partecipare l’Italia al board of peace con cui Trump vuole sostituire le Nazioni unite e di tenere fede alla costituzione e alla storia del nostro Paese”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni del ministro Antonio Tajani sul Board of peace.
Tajani, l’Italia sarà come osservatore alla riunione del Board of peace
“L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”. Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadendo che “il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace“, “certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”.
Tajani, il governo condanna ogni tentativo di annessione della Cisgiordania
“La violenza in Terra Santa deve cessare. Questo vale anche per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in Medio Oriente. Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno all’azione dei coloni. Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania. Tentazioni che non aiutano i costruttori di pace, e che rischiano di pregiudicare la soluzione a due Stati”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni alla Camera in vista della prima riunione del Board of peace giovedì a Washington.

