Un mercato unico dell’energia per integrare i 28 sistemi nazionali e aumentare l’efficienza attraverso la diversificazione delle fonti: l’obiettivo, delineato oggi dalla Commissione europea, è quello di arrivare a una vera e propria Unione energetica.
Nei prossimi 5 anni, ha spiegato il vicepresidente Maros Sefcovic, responsabile per il dossier energia dell’Ue, “continuerò a lavorare a questo con i 14 commissari coinvolti”. Si tratta, ha proseguito, del “progetto europeo più ambizioso in questo importante settore dai tempi della Comunità per il carbone e l’acciaio”.
“Per troppo tempo – commenta il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker – l’energia è stata esclusa dalle libertà fondamentali della nostra Unione. Gli attuali esempi mostrano la posta in gioco, visto che molti europei temono di non avere l’energia per scaldare le proprie case. Questo – ha aggiunto – riguarda l’azione comune dell’Europa a lungo termine. Per sostenere la nostra economia, voglio un’energia forte, affidabile, sicura e sempre più rinnovabile e sostenibile”.
L’Unione europea è il più grande importatore di energia nel mondo, importando il 53% del suo fabbisogno, per un costo annuale di circa 400 miliardi. Dodici stati su 28 (fra cui l’Italia) non rispettano l’obiettivo minimo di interconnessione, pari ad almeno il 10% di capacità di produzione di elettricità da poter distribuire ai vicini, fissato per il 2020.
Se saranno realizzati i 137 progetti già individuati dalla Commissione, gli stati che non rispettano il target si ridurranno a 2. Secondo Bruxelles, una rete adeguatamente interconnessa permetterebbe un risparmio per i consumatori europei fino a 40 miliardi all’anno.
L’Unione energetica sarà la “priorità del Consiglio europeo di marzo”, ha dichiarato il presidente Donald Tusk. Il vertice di marzo, quest’anno programmato per il 19 e 20 del mese prossimo, affronta tradizionalmente i temi della politica energetica Ue; in questo caso, la questione “Unione energetica” appare al primo punto dell’agenda gia’ messa a punto dagli sherpa comunitari. Al secondo ci sono le relazioni internazionali, in particolare con la Russia considerando la situazione in Ucraina, e al terzo la conclusione della prima fase del Semestre europeo.
