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Alla salute
Il burro: un alimento da rivalutare in senso dimagrante

Voglio raccontarvi alcune caratteristiche del BURRO. La confusione in materia di grassi raggiunge il suo livello massimo (in maniera solidale a olio di cocco e di palma) quando si parla di grassi saturi come il burro nel contesto di una dieta salutare, antinfiammatoria e ‘dimagrante’. Personalmente, il suo uso quotidiano mi permette di restare con una percentuale di massa grassa sotto il 10 tutto l’anno. Molto importante, però, è che sia realmente ‘biologico’, in quanto il grasso dell’animale recupera e raccoglie, come quello umano, le sostanze tossiche che l’animale stesso mangia. È dunque evidente che se la vacca da cui proviene il latte viene allevata al pascolo, senza che assuma farmaci e ormoni, il suo latte darà origine ad un burro assolutamente eccezionale dal punto di vista nutrizionale. Tutti però ne sono terrorizzati. L’idea del suo consumo (di quello biologico) porta di solito con sé incubi di malattie cardiovascolari, arterie che si occludono, morti improvvise, dolori atroci. Cercherò di sfatare questo mito negativo con alcune considerazioni suffragate dalla ampia letteratura scientifica a sostegno. Il burro realmente biologico infatti:

1.  Contiene MTC, ovvero grassi a catena media, che hanno azione immuno-modulatoria e possono competere con lo zucchero in velocità nel rendere disponibile una grande quantità di energia al corpo (1). Per la presenza di MTC, il burro alza la quantità di grassi nel sangue dopo un pasto che li contiene (non che sia importante) meno di altri oli come l’olio extravergine d’oliva (2).  Come altri grassi, aiuta a mantenere la glicemia nella norma e dunque a restare magri e a non avere fame. Gli MTC sono estremamente benefici per il cervello sano e malato (3). 

2. Contiene alti livelli di un tipo particolare di grasso conosciuto col nome di CLA, cioè Acido Linoleico Coniugato che, oltre ad avere proprietà anticancro (4), stimola il dimagrimento (5), tanto è vero che sul mercato se ne trova anche di isolato come integratore, aiuta a restare magri dopo essere dimagriti (6) e riduce l’infiammazione nei pazienti con artrite reumatoide (7) e con coliti croniche (8). Protegge il fegato e rigenera il fegato cirrotico, rendendo reversibili le lesioni fibrotiche di tipo infiammatorio cronico (9,10).

3. Contiene un ideale rapporto tra le famiglie di acidi grassi note come Omega-3 e Omega-6 e per questo aiuta a mantenere normale l’infiammazione cellulare.

4. È una straordinaria fonte di Vitamina A, probabilmente la più facilmente assimilabile. Questa vitamina aiuta a mantenere sano il sistema immunitario (11).

5. È ricco di antiossidanti come Vitamina E e Selenio, che gli permettono di proteggere il corpo da malattie cardiovascolari (12) e dalle altre connesse con lo stress ossidativo.

6. È una buona fonte di colesterolo, la cui importanza per il tessuto cerebrale di bambini e adulti è straordinaria (13), nonché potente antiossidante (14).

Concludendo, possiamo ben dire che il burro di elevata qualità ha un grande valore nutrizionale e, come tutti i grassi saturi animali, nessun effetto negativo. Il vero nemico, oltre allo zucchero, va cercato altrove. Nei grassi vegetali idrogenati e nei grassi polinsaturi Omega-6.

Fonti:
1. T. Fushiki-K. Matsumoto-K. Inoue-T. Kawada-E. Sugimoto, Swimming Endurance Capacity of Mice is Increased by Chronic Consumption of Medium-chain Triglycerides in J Nutr,125 (1995) (3):531-9.
2. Expertanswer, Butter leads to lower blood fats than olive oil, study finds in ScienceDaily, www.sciencedaily.com/releases/2010/02/100209124352.htm (accessed April 19, 2016).
3. Reger M. A. et Alii, Effects of Beta-hydroxybutyrate on Cognition in Memory-impaired Adults in Neurobiol Aging, 25 (2004) (3):311-4.
4. J. I. Jung-H. J. Cho-J. Kim-D. Y. Kwon-J. H. Park JH., Trans-10,cis-12 Conjugated Linoleic Acid Inhibits Insulin-like Growth Factor-I Receptor Signaling in TSU-Pr1 Human Bladder Cancer Cells in J Med Food, 13 (2010) (1):13-9.
5. J. M Gaullier-J. Halse-H. O. Høivik-K. Høye-C. Syvertsen-M. Nurminiemi-C. Hassfeld-A. Einerhand-M. O'Shea-O. Gudmundsen, Six Months Supplementation with Conjugated Linoleic Acid Induces Regional-specific Fat Mass Decreases in Overweight and Obese in Br J Nutr, 97 (2007) (3):550-60.
6. Y. Park-K. J. Albright-J. M. Storkson-W. Liu-M. W.Pariza, Conjugated Linoleic Acid (CLA) Prevents Body Fat Accumulation and Weight Gain in an Animal Model in J Food Sci, 72 (2007) (8):S612-7.
7. N. Aryaeian-F. Shahram-M. Djalali-M. R. Eshragian-A. Djazayeri-A. Sarrafnejad-A. Salimzadeh-N. Naderi-C. Maryam, Effect of Conjugated Linoleic Acids, Vitamin E and Their Combination on the Clinical Outcome of Iranian Adults with Active Rheumatoid Arthritis in Vasc Health Risk Manag. 2008 Dec; 4(6): 1423–1432.  
8. J. Bassaganya-Riera-R. Hontecillas, CLA and n-3 PUFA Differentially Modulate Clinical Activity and Colonic PPAR-Responsive Gene Expression in a Pig Model of Experimental IBD in J Med Food, 13 (2010) (1):13-9.
9. A. Nanji-K. Jokelainen-G. L. Tipoe-A. Rahemtulla-A. J. Dannenberg, Dietary Saturated Fatty Acids Reverse Inflammatory and Fibrotic Changes in Rat Liver Despite Continued Ethanol Administration in J Pharmacol Exp Ther, 299 (2001) (2):638-44.
10. A. Nanji-K. Jokelainen-G. L. Tipoe-A. Rahemtulla-A. J. Dannenberg, Dietary Saturated Fatty Acids Down-regulate Cyclooxygenase-2 and Tumor Necrosis Factor Alfa and Reverse Fibrosis in Alcohol-induced Liver Disease in the Rat in Hepatology, 26 (1997) (6):1538-45.
11. S. S. Kilic-E. Y. Kezer-Y. O. Ilcol-T. Yakut-S. Aydin-I. H. Ulus, Vitamin A Deficiency in Patients with Common Variable Immunodeficiency in J Clin Immunol, 25 (2005) (3):275-80.
12.  J. A. Leopold, Antioxidants and Coronary Artery Disease: From Pathophysiology to Preventive Therapy in Coron Artery Dis, 26 (2015) (2): 176-183.
13.  M. G. Martín-F. Pfrieger-C. G. Dotti, Cholesterol in Brain Disease: Sometimes Determinant and Frequently Implicated in EMBO Rep, 15 (2014) (10): 1036–1052
14.  S. Casagrande-R. Pinxten-E. Zaid-M. Eens, Carotenoids, Birdsong and Oxidative Status: Administration of Dietary Lutein Is Associated with an Increase in Song Rate and Circulating Antioxidants (Albumin and Cholesterol) and a Decrease in Oxidative Damage in PLOS ONE (Impact Factor: 3.23). 12/2014; 9(12):e115899.

 

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