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Cose Nostre
Governo gialloblù, anche Tria vuole “cambiare il sistema”. Prosit

Si mettano l’anima in pace i nostalgici dell’Antico Regime e le loro propaggini  in servizio permanente effettivo nei tg, gr, giornali e siti che cercano di seminare zizzania nel governo gialloverde e, all’uopo, confondendo i loro desideri politici con la realtà, inventano casi e ingigantiscono come fratture insanabili e devastanti le più piccole sottigliezze e differenze anche solo di tono, amplificando come prese di distanza  i più banali dei piccoli distinguo terminologici.

Ecco allora lo spazio in prima pagina e nei loro editoriali, scenari e retroscena ad ogni sussurro differenziato del presidente della Camera Fico, dipinto con malcelata concupiscenza come un possibile Sansone che ucciderà tutti i suoi amici grillini filistei tirando giù Di Maio e il suo governo e alleandosi infine con i vedovi inconsolabili del Pd di Renzi e dei suoi capponi. Insieme con Fico e con le sue esternazioni, un altro topos molto gettonato è stato finora il ministro dell’Economia Giovanni Tria, raccontato come un dissidente e una spina nel fianco di Di Maio e Salvini, pronto a smontare e gettare alle ortiche il contratto gialloazzurro che sta alla base del governo di Giuseppe Conte e le sue ricette economiche e fiscali, dal reddito di cittadinanza al taglio delle tasse, descritte come idiozie da campagna elettorale e paccottiglia per gonzi, incompatibile con l’Europa e i suoi diktat assunti come a priori filosofici e precetti evangelici inviolabili.

Delusione cocente, invece: non c’è trippa per gatti. Il ministro Tria oggi ha lasciato con un palmo di naso i nostalgici dell’Antico Regime annidati nel Palazzo e, in guisa di piovra, nelle sedi distaccate del Potere, annunciando: il reddito di cittadinanza e il taglio delle tasse procederanno "di pari passo" perché "sono necessari a cambiare il sistema e supportare la crescita economica".

Nessuno stop dunque alla politica economica del contratto di governo gialloblù, come ci avevano narrato i giornaloni, da parte dell’economista della Sapienza a cui i vertici di Lega e Cinquestelle hanno affidato il delicato compito di gestire i conti dello Stato.Anzi, una perfetta sintonia nelle misure concrete e nel progetto strategico e politico di “cambiamento di sistema” e supporto alla crescita.

Mettetevi l’anima in pace e cercate altrove, dunque, eventuali nuovi cavalli di Troia. Tria lasciamolo in pace e se proprio dobbiamo citarlo facciamolo come si fa in Salento dove è il nome di una pasta fresca a forma di spirale che si mangia in parte fritta e coi ceci. In dialetto Ciceri e tria, una ricetta antica, citata addirittura  da Orazio nel 35 a.c.Il ministro Tria ha ben altre ricette da gestire: deve, come da mandato discusso e accettato, accrescere il reddito dei tanti italiani indigenti e tagliare le tasse, ormai giunte a livello di guardia, la principale zavorra della nostra economia.

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governolegaministro triareddito di cittadinanzatasse

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