A- A+
Criminalmente
Letizia Lopez "Andrea Ghira è vivo"

È' morto, dice la scienza che su un cadavere ha trovato la sua impronta genetica, a causa di una overdose da eroina il 2 settembre 1994, dopo che si era arruolato nel «Tercio», la legione straniera spagnola e dalla legione era stato espulso, nel 1993, proprio per la sua tossicodipendenza. Una foto scattata dai carabinieri del Ros a Roma nord, davanti alla casa di una prostituta, il 16 novembre 1995, un anno dopo la morte di Ghira, insinua dubbi laddove i dubbi dovrebbero essere morti e sepolti con lui: tre anni di indagini su quello scatto che immortala un uomo barbuto straordinariamente somigliante a Ghira, dicono nel 1998 che si tratta proprio del latitante tanto ricercato.


Suo padre è Aldo, un imprenditore edile ed ex nuotatore di successo; sua madre una nobildonna triestina, Maria Cecilia Angelini Rota. Abitano nel quartiere più esclusivo di Roma, Parioli,  lui è Andrea Ghira , il ragazzo " per bene" che uccise Rosaria Lopez e sevizio' per 36 ore Donatella Colansanti , di 17 e 19 anni, insieme ai suoi amici pariolini Angelo Izzo e Guido il 29 settembre 1975

Letizia, la sorella di Rosaria ci racconta


"Quando vengono trovate le ragazze, chiuse nel bagagliaio di un'auto, Gianni Guido e Angelo Izzo vengono arrestati. Massimo Ghira, verrà detto, fugge su un treno di pellegrini diretto a Lourdes.  Per sei mesi vive in un kibbutz. A giugno, con il nome di Massimo Testa de Andres, si arruola nel Tercio «Duque de Alba» a Madrid. A Melilla, enclave spagnola in Marocco e diventa caporalmaggiore."


Verrà poi arrestato

" Esatto,perché scoperto a drogarsi. Nel 1993 verrà espulso  definitivamente per le sue condizioni psicofisiche. Il 9 settembre 1994 è una vicina di casa, Dolores Carmona chiama le forze dell'ordine perché dall'appartamento di Massimo-Andrea proviene un odore irrespirabile. Quando viene scoperto il cadavere, a Dolores viene fatta vedere la foto di Ghira , lei confermerà  l' identità del suo vicino defunto"


Quindi il 2 settembre 1994 muore Andrea Ghira o meglio è' la scienza che lo dice.


" È' quello che dissero a noi parenti. La genetista forense Carla Vecchiotti, allieva della zia materna di Ghira, Matilde Angelini Rota, scrisse in una sua perizia  che il dna del corpo sepolto  a Manila con una coperta addosso, era proprio di Andrea Ghira "

Invece lei non ha mai creduto a quella perizia

" Esatto . Ho sempre pensato che fosse  complotto ordito per consentire ad Andrea Ghira di iniziare una nuova vita senza l'assillo di essere inseguito dalle forze dell'ordine.


Ma anche le autorità spagnole sostennero che quel corpo era di Andrea Ghira


"Le autorità spagnole confermarono che le impronte erano quelle di Ghira. La famiglia  Ghira aveva ammesso , da sempre, di sapere da anni che Andrea era morto ma non l' avevano  detto perché volevano evitare un altro processo mediatico. Nel 2000, senza avvisare le forze dell'ordine, si erano rivolti al Tribunale per chiedere la «morte presunta» del loro congiunto. C'erano problemi di eredità , 250.000 euro più immobili, che erano congelati e rischiavano di danneggiare gli altri eredi"

La richiesta venne accettata?

" No,  la richiesta venne respinta. La tomba di Ghira venne  scoperchiata il 14 novembre 2005. Sulla lapide c'è la data della morte, 11 aprile 1994. Tomas Tomé,

ma il direttore del cimitero disse che era solo un un errore e che quel corpo era di Andrea Ghira.


Anche la procura di Roma ha nutrito dubbi sulla morte di Ghira, tanto da autorizzare la riesumazione del corpo seppellito a Melilla per effettuare nuovamente l' esame del DNA .

La novità è emersa al termine della missione medico-legale nel cimitero di Melilla, l’enclave spagnola in Marocco dove

" Esatto , venerdì scorso i professori incaricati dalla Procura ,Giuseppe Novelli e Giovanni Arcudi, il legale della famiglia Lopez Stefano Chiriatti e la genetista Marina Baldi hanno prelevato denti e frammenti di femore per i nuovi esami del Dna mirati ad accertare definitivamente se l’uomo lì sepolto dal 1994 sia effettivamente Ghira. Ci vorranno due mesi  il tempo stimato per completare i rilievi disposti presso il laboratorio di genetica forense di Tor Vergata"


 Ma  i tecnici  di parte e quelli nominati dalla procura ,giunti sul luogo della sepoltura di Ghira hanno notato un' altra incongruenza

" Si, l' epigrafe sulla tomba di Ghira riporta il nome di Maximo Testa e non Massimo Testa, nome con cui si faceva chiamare nel Tercio, e la data della morte non è' più 11 aprile 1994 ma 11 settembre 1994"

No, disse Donatella Colasanti, la romana scampata al massacro del Circeo: «Indagate meglio». Lusso e buone frequentazioni ma Ghira coltiva miti sbagliati: si fa chiamare Jacques, come Jacques Berenguer, leader della banda dei Marsigliesi. Al liceo «Giulio Cesare» fonda un gruppo che teorizza il crimine come mezzo di affermazione sociale. È detestato dagli altri studenti. Temuto, anche. Idolatrato dai suoi seguaci. Lui e tutti gli altri hanno debolezze che intendono esorcizzare con la violenza. È sempre stato legato alla Destra, ma il Fronte della Gioventù lo espelle e allora punta sul gruppo estremista «Lotta di Popolo». Coinvolto nel sequestro dell'industriale Marzano, va in galera per diciotto mesi. La festa al Circeo con le spaurite Donatella Colasanti e Rosaria Lopez è il suo modo di festeggiare la scarcerazione, avvenuta tre mesi prima, con un fine settimana dedicato alla sopraffazione, allo sfogo sessuale, alla mortificazione altrui. Andrea Ghira è uno di poche parole. Un'amica racconta: aveva una cicatrice all'altezza dell'inguine, una ferita da contatto: quello era il punto in cui portava, sotto ai pantaloni, la sua pistola.


Non aveva rimosso, digerito o dimenticato lo choc. Il libro «Tre bravi ragazzi», di Federica Sciarelli, si esprime in termini chiari: «L'esame del dna è stato effettuato da persona non imparziale». L'esame della fotografia scattata al corpo di Ghira presenta anomalie che vanno dalla corporatura dell'uomo alla posizione scomposta in cui non dovrebbe trovarsi. Ma sono chiacchiere queste, perché non si ha motivo di dubitare della correttezza delle indagini svolte. Va detto che ben prima del 1995, anno in cui uscì fuori la notizia della sua morte (accadde proprio quando polizia e carabinieri avevano ripreso la loro caccia al criminale italiano) «radio carcere» aveva diffuso la voce del suo decesso. In tempi non sospetti.

Lo descrive come un «hombre bueno», che passa le sue giornate giocando con i bambini, frequentando la fidanzata, drogandosi. Tutti i giorni. Dal 1985.

La notizia ufficiale arriva in Italia solo nel 2005, quando le indagini sulla sua latitanza hanno ripreso vigore. Le autorità spagnole confermano: le impronte sono quelle di Ghira. La famiglia dal canto suo ammette: sapevano da anni della sua morte, non l'hanno detto perché volevano evitare un altro processo mediatico. Nel 2000, senza avvisare le forze dell'ordine, si erano rivolti al Tribunale per chiedere la «morte presunta» del loro congiunto. C'erano problemi di eredità (250.000 euro più immobili) che erano congelati e rischiavano di danneggiare gli altri eredi. La richiesta viene respinta. La tomba di Ghira viene scoperchiata il 14 novembre 2005. Sulla lapide c'è la data della morte, 11 aprile 1994. Tomas Tomé, direttore del cimitero: «È solo un errore». I risultati, dodici giorni dopo: il corpo è suo.


Lusso e buone frequentazioni ma Ghira coltiva miti sbagliati: si fa chiamare Jacques, come Jacques Berenguer, leader della banda dei Marsigliesi. Al liceo «Giulio Cesare» fonda un gruppo che teorizza il crimine come mezzo di affermazione sociale. È detestato dagli altri studenti. Temuto, anche. Idolatrato dai suoi seguaci. Lui e tutti gli altri hanno debolezze che intendono esorcizzare con la violenza. È sempre stato legato alla Destra, ma il Fronte della Gioventù lo espelle e allora punta sul gruppo estremista «Lotta di Popolo». Coinvolto nel sequestro dell'industriale Marzano, va in galera per diciotto mesi. La festa al Circeo con le spaurite Donatella Colasanti e Rosaria Lopez è il suo modo di festeggiare la scarcerazione, avvenuta tre mesi prima, con un fine settimana dedicato alla sopraffazione, allo sfogo sessuale, alla mortificazione altrui. Andrea Ghira è uno di poche parole. Un'amica racconta: aveva una cicatrice all'altezza dell'inguine, una ferita da contatto: quello era il punto in cui portava, sotto ai pantaloni, la sua pistola.


Ghira, due esperti sono stati incaricati di fare il test del dna sulla presunta salma del pariolino. Stiamo parlando del ricercatore Giuseppe Novelli e della biologa Marina Baldi. Novelli è stato il primo in Italia ad effettuare un test del DNA peu un Tribunale. Si è occupato anche del caso Yara Gambirasio. Grazie al suo operato, è stato possibile risalire a Massimo Giuseppe Bossetti (45 anni) presunto assassino della ragazzina. La Baldi è invece specialistica in Genetica Medica. Assieme a Novelli esaminerà il femore che fu considerato essere quello appartenente al Ghira. Per le autorità spagnole non ci sono dubbi: il femore in questione è sicuramente quello del criminale. Il cadavere di Andrea Ghira è sepolto a Melilla, enclave spagnola in Marocco. Dopo essere fuggito dall'Italia, il "figlio di papà" si arruolò quì nella legione straniera. Il soldato identificato con il delinquente romano, morì di overdose nel 1994. Non ci sarebbero dubbi riguardo l'identificazione con Ghira. Il settimanale Giallo ha però pubblicato una foto scattata nel 1995. Su di essa vi è ritratto un uomo che fu riconosciuto proprio come il sodale di Izzo e Guido. Il mistero del Circeo continua, ma ancora per poco!

Commenti

    Tags:
    mortemedico legale

    in vetrina
    The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

    The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

    i più visti
    in evidenza
    "Dogman" candidato dell'Italia Garrone in corsa per l'Oscar 2019

    Spettacoli

    "Dogman" candidato dell'Italia
    Garrone in corsa per l'Oscar 2019

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

    Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.