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Destinazione Sud
Laterza, la maiolica torna a casa dopo un viaggio di 4 secoli

Il viaggio è stato lungo, 4 secoli, ma il ritorno a casa rende lieve ogni fatica. “Bentornata Maiolica” non è solo il modo affettuoso per salutare l’arrivo nel neonato Museo di Laterza di 150 pezzi pregiati, sparsi per l’Italia e per il mondo e raccolti con certosina pazienza dall’imprenditore e collezionista Riccardo Tondolo, ma è anche un materno sospiro di sollievo.

Un respiro profondo che riconcilia Laterza con la sua antica tradizione ceramica, i suoi sogni fatti d’argilla, nella più singolare e fine declinazione che ne rappresenta la maiolica, e restituisce ad una comunità intera un pezzo perduto della sua storia. Albarelli, piatti, coppe e piastrelle sono “figli” di questa terra che ritornano a raccontarle le loro storie, gli occhi che li hanno ammirati, le mani che li hanno sfiorati, i desideri che hanno custodito. E dietro ogni singolo pezzo si legge anche la vicenda degli artigiani che li hanno forgiati, soprattutto nel periodo d’oro tra il XVI e XIIX secolo, quando secondo il catasto onciario del 1757, Laterza contava ben 45 fornaci e 48 botteghe figuline che davano lavoro a figuli, vasai e pittori. E “allevava” una sfilza di riconosciuti maestri come Angelo Antonio D’Alessandro - alcuni dei suoi pezzi sono custoditi al Victoria and Albert Museum di Londra -, il Gallo, il Tammorrino, il D’Aloisio, il Collocola, capaci di rivaleggiare in estro e abilità con i figuli di Faenza, Deruta, Caltagirone, Montelupo e tanti altri ancora.

Succede nella Puglia della tradizione ceramica che ha in Laterza, appunto, e in Grottaglie le sue espressioni più alte, tanto da diventare patrimonio tutelato con il marchio Ceramica Artistica Tradizionale (Cat) in forza di una legge regionale. E che ora, grazie al Museo della Maiolica (MuMa) e al Palazzo Marchesale restaurato che lo ospita, sarà anche patrimonio fruibile da parte di una comunità intera che, in fondo, qualcosa gli deve dopo quattro secoli in cui ci si è persi di vista. Un vuoto che questi 150 pezzi del ‘600 e ‘700 colmeranno, almeno per 18 mesi – tanto durerà di comodato d’uso concesso da Tondolo – per poi ritornare in giro per il mondo, testimoni di un’arte antica che nuovi interpreti stanno tenendo in vita anche a casa sua. Testimoni e interpreti, insieme, di una cultura che, contrariamente alla vulgata, può dare da mangiare e persino stimolare la “fame”, questa sì, di conoscenza. 

Per tutto questo, i 900mila euro stanziati dalla Regione Puglia per il Muma devono essere sembrati soldi spesi bene al presidente Michele Emiliano, che ha tagliato il nastro il primo dicembre scorso assieme al sindaco Gianfranco Lopane e a Riccardo Tondolo: «Sono progetti come questo – ha detto fiero - che contribuiscono a rendere la Puglia, come ha scritto il National Geographic, la regione più bella del mondo».  «Cultura è sviluppo - ha aggiunto l'assessore Loredana Capone - Questo museo lo fa vedere in maniera chiara. Parlare ai turisti del museo della maiolica significa realizzare attrazione per un centro che merita di essere visitato, grazie alla sua offerta di prodotti unici. La competizione nel turismo è tale oggi che è indispensabile suscitare emozioni, ma anche consentire a chi viene di portare con sé una parte delle emozioni vissute».

L’emozione più grande è però quella del primo cittadino: "Bentornata maiolica - ha detto il sindaco di Laterza - è il messaggio di questo viaggio di ritorno della preziosissima collezione Tondolo. Per noi questo era un momento tanto atteso. Un viaggio di scoperta, impegno e ricerca. Siamo partiti da zero e oggi tanto lavoro e sacrificio vengono premiati. Un viaggio in direzione ostinata e contraria alla ricerca di qualcosa di utile per la nostra comunità. Questo per noi non è solo un museo ma un tassello fondamentale per la programmazione culturale». ll Muma diventa così punto d’arrivo di un fermento culturale riacceso attorno alla tradizione della ceramica laertina e, domani, sarà luogo di ricerca e sperimentazione per progetti di respiro contemporaneo e laboratori artistici. Ben sapendo che l’emozione sarà forte quando, quei 150 pezzi, riprenderanno a viaggiare. E sarà il momento di dirsi addio, sperando che sia un arrivederci.

Tags:
laterzapugliamaiolicaceramicaemilianocollezione tondolo

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