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Diciamocelo: prospettive Pop

Su Affaritaliani.it la nuova rubrica di Alberto De Franceschi, il "fiscalista pop" che analizzerà il "fisco-focus" della settimana: un commento ai fatti e agli eventi di attualità, con attenzione particolare a un linguaggio pop (ma non popolare)

Sono 20,2 milioni i contribuenti italiani che nel 2017 hanno presentato, a stime ufficiali, il modello 730 di cui 2,3 milioni con il sistema web telematico, mentre 17,9 milioni utilizzando i CAF e gli intermediari abilitati.Quest'anno dal 16 al 20 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate (AdE) ci ha fatto sapere che ha ricevuto oltre 1 milione di accessi (stimando così un incremento del 60% rispetto al 2017), a confermare che il sistema appare “consolidato”

.L'AdE, inoltre, comunica che sono ben 925 milioni le informazioni già inserite nel modello: dalle spese sanitarie sostenute dai cittadini e comunicati da farmacie, studi medici, cliniche e ospedali, a quelle per le ristrutturazioni edilizie; dalle spese universitarie, assicurative, a quelle relative agli interessi sui mutui e ai contributi previdenziali. Ma sono inserite anche le informazioni catastali sugli immobili, le spese per le rette per asili nido, quelle veterinarie e funebri, oltre ai redditi da lavoro dipendente e da pensione. 

Apparentemente sembra tutto semplice, veloce; basta confermare con un click: ma è davvero così? No, purtroppo!

Iniziamo dicendo che nelle istruzioni è precisato che diversi dati, in particolare quelli relativi alle ristrutturazioni ed interventi per il risparmio energetico sugli immobili, non sono pre-caricati.  Questo spiegano, essendo agevolazioni dalla durata decennale a suo tempo non è stato richiesto  l'invio telematico ai contribuenti, pertanto, non si hanno i dati caricati. Replichiamo noi cinquantenni che al contrario ci ricordiamo bene le famose raccomandate al Centro Operativo di Pescare e il suo modello a lettura facilitata, indispensabili per la fruizione delle agevolazioni ed necessarie all'AdE per i controlli. Non di meno, i bonifici con la causale specifica oltre alle vari pratiche ENEA trasmesse obbligatoriamente telematicamente. Quindi è un po' incomprensibile questa esclusione ma né prendiamo atto.La cosa che oggi veramente risulta incredibile è che da giugno l'AdE sta richiedendo ai CAF (e non solo) copia delle Certificazioni Uniche 2018 (quelle consegnate dai datori di lavoro) in quanto qualcosa non va. Successivamente ritrasmette le dichiarazioni pre-compilate, quelle per essere chiari, ricevute dai CAF/professionisti abilitati grazie alle deleghe rilasciate dai propri utenti. Non ultimo, proprio in questi giorni, l'INPS sta rispedendo ai propri assistiti le Certificazioni Uniche 2018 (CU) sostitutive (poiché corrette) per chi aveva scaricato il modello telematicamente, ma agli altri no.

Il problema sorto, oltre all'errata indicazione dei giorni lavorativi (ma calcolati correttamente dal datore di lavoro/sostituto d'imposta), è anche sui carichi di famiglia dove nonostante la corretta denuncia che i figli non sono più a carico o che il coniuge abbia trovato un lavoro, o purtroppo che sia deceduto, nel precompilato e nelle CU 2018 dell'INPS al contrario risultano inseriti e calcolati.Tutto questo cosa comporta? Purtroppo oltre ai ritardi che oggi inevitabilmente si fanno sentire c’è anche il rischio errori per coloro, anche se esperti, che si sono affidati al precompilato telematico confermando quanto letto sia nella propria CU 2018 che modello precompilato proposto dall'AdE.

Questa anomalia produce crediti o debiti inesistenti, ma tengo a precisare che a quanto ho potuto verificare di persona sia nelle nuove CU 2018 che nei precompilati ritrasmessi si è sistemato il problema alla radice in quanto i datori di lavoro seppur avevano correttamente applicato le detrazioni spettanti sia quelle di lavoro dipendente che per i carichi di famiglia, nel modello  precompilato e nella CU2018 INPS cartacea il dato esposto è sbagliato.Un consiglio a chi ha già fatto/trasmesso il modello 730/2018 è quello di ricontrollare con molta attenzione i dati della CU 2018 (e non solo) relativi ai giorni lavorativi ed ai familiari a carico, visto che ai primi di maggio circa 5,7 milioni di persone fisiche risultano disporre delle credenziali di accesso ai servizi forniti dall’Agenzia delle Entrate e forse non sanno che possono aver trasmesso una dichiarazione errata non per loro colpa.

E' mia opinione che prima di dare messaggi auto-celebrativi per i risultati raggiunti, forse è più corretto verificare umilmente il sistema introdotto affinché quello che si propone sia corretto ed ineccepibile. In alternativa meglio rivalutare il meccanismo ed i costi sostenuti per mantenerlo in piedi.

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730dichiarazione dei redditialberto de franceschi

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