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Diciamocelo: prospettive Pop
Conti dormienti, ecco come recuperare i propri soldi

Su Affaritaliani.it la nuova rubrica di Alberto De Franceschi, il "fiscalista pop" che analizzerà il "fisco-focus" della settimana: un commento ai fatti e agli eventi di attualità, con attenzione particolare a un linguaggio pop (ma non popolare)

In questi giorni dopo tante polemiche è passato il decreto legge chiamato “Dignità”. Il contenuto ormai è di pubblico dominio, ovvero:

 

  • i contratti di lavoro a tempo determinato con tetto massimo di 24 mesi
  • i buoni-lavoro (Voucher) nei settori turismo e agricoltura
  • le multe a chi delocalizza dopo aver ricevuto agevolazioni statali
  • lo stop allo split payment (ovvero gli enti che non pagavano l’IVA sulle fatture di acquisto)
  • i bonus assunzioni per gli under 35
  • l’aumento degli indennizzi in caso di licenziamento
  • il divieto della pubblicità sui giochi 
  • una speciale proroga per le maestre/docenti con diplomi conseguiti ante 2001/2002 che potranno essere assunti fino al 30.06.2019 contrariamente allo stop posto in precedenza.

 

Un bel malloppone di norme ed interventi! Con dispiacere non trovo ancora alcuni punti che credo non possano passare nel dimenticatoio.

Oggi vorrei porre l’attenzione su uno in particolare che non ho ancora trattato in queste pagine. E’ quello dei cosiddetti conti dormienti dove sono confluiti ben 2 miliardi di euro dei cittadini italiani; come ha ricordato di recente il Ministro dell’Economia e Finanze Giovanni Tria, da Novembre 2018 verrà definitivamente “tolta” dalle disponibilità degli stessi di chiederne il rimborso, destinandoli così a chi? …Non si è ancora capito!

 

Il tutto ha inizio con la manovra del 2005 in cui l’allora Ministro Giulio Tremonti decise che tutti i libretti, depositi, assegni, obbligazioni e polizze sopra i 100 euro detenuti da almeno 10 anni e in custodia presso gli istituti di credito (comprese le assicurazioni senza che nessuno ne abbia mai fatto richiesta) avrebbero dovuto confluire dal 2008 in un conto ad hoc denominato Fondo dei rapporti dormienti gestito dal Consap. Questa dinamica ha messo nelle casse del Tesoro circa 2 miliardi di euro di proprietà dei cittadini italiani.

 

Vorrei evidenziare che dal 2008 al 2017 sono stati restituiti da questo Fondo soltanto 223 milioni, naturalmente solo a chi ne ha fatto richiesta.

Cosa ci faranno – oggi - con i soldi di questi cittadini “smemorati”?  Non siamo tenuti a saperlo; visto il recente decreto “Dignità”, sinceramente mi aspettavo ci fosse qualche precisa indicazione, o una proroga temporale, ancor meglio fosse dato uno stimolo al governatore Ignazio Visco a seguire l’esempio di IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). L’Istituto da qualche mese si è attivato per verificare le polizze dormienti trovandone per ben 40 milioni; successivamente, un semplice controllo incrociato tra i dati delle compagnie assicuratrici e quelli dell’Agenzia delle Entrate ha “risvegliato” 190 mila polizze riuscendo così a restituire ai cittadini ben 3,5 miliardi di euro. 

La giacenza stimata al 31.12.2017, secondo quanto pubblicato nella relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato è di 1,5 miliardi di euro.

E’ forse ora di decidere se attivarsi in qualche modo?

Per chi ha questo problema e volesse verificare o capire come fare si colleghi a questo link: www.consap.it/servizi-economia/fondo-rapporti-dormienti

 

Morale della Favola: chi dorme non piglia pesci!

 

Tags:
alberto de franceschidl dignitàdecreto dignitàconti dormienti

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