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Il futuro in pillole
Morire di cancro..non proprio

 


Come ci insegna "Mille modi per morire" (noto programma televisivo in onda su DMAX),in fatto di morti strane e/od orribili, non c'è mai limite al peggio.
Tra chi è morto per aver sniffato delle formiche rosse e chi è riuscito a fermare i propri polmoni avendo assunto troppo elio (quando si dice morire dal ridere..), il nostro mondo offre una vasta gamma di sfighe (e non) mortali, più o meno assurde.

Come fai a non considerarti il Gastone della situazione quando scopri che nel 2009 un berlinese ha avuto la sfortuna di essere colpito da un piccolo frammento di meteorite che viaggiava a 50.000 kilometri orari?
Un istante e bam, non ci sei più.
Ma anche in confronto a questo, morire perchè i tuoi parassiti hanno il cancro sembra piuttosto improbabile.

La situazione potrebbe essere considerata più unica che rara, ma non per questo impossibile.
Questo è appunto il caso di quarantunenne colombiano, positivo al test dell'HIV, che, nel vicino 2013 è morto non per la sua condizione patologica, ma per il fatto che il suo "simpatico amico parassita" si era beccato il cancro.
Se non avete mai sentito nulla del genere, è perchè questa è la prima volta in assoluto che la medicina si trova a fronteggiare delle cellule tumorali di un corpo estraneo che attecchiscono sul corpo ospitante.
Il caso è stato descritto dal "New England Journal of Medicine" poco dopo l'accaduto.

L'uomo, arrivato all'ospedale di Medellin, in Colombia, soffriva di affaticamento, febbre, tosse ed era stato sottoposto ad una costante perdita di peso per mesi (probabilmente dovuta al verme solitario).
Inoltre, presentava dei linfonodi estremamente ingrossati, quasi delle dimensioni di una pallina da golf.
Qualche anno prima gli era stata diagnosticata l'AIDS, ma non aveva mai preso i trattamenti adeguati.
Di conseguenza il numero dei suoi leucociti era estremamente basso (sintomo tipico dell'AIDS).
HIV vuol dire immunodeficienza, e dunque, una predisposizione corporea all'essere colpito da svariate malattie.

Le analisi del sangue dell'uomo rivelarono un'abbondante presenza di virus, quelle delle feci, addirittura la presenza di un altro parassita oltre alla tenia: la"Hymenolepis nana".

h nana
 

H.Nana, delle 9.000 specie di tenie esistenti al mondo, è l'unico che può vivere e riprodursi completamente nell'intestino umano.
Con l'AIDS anche una semplice febbre può uccidere, figuriamoci cosa può succedere ad un corpo che oltre a trascurarla per interi anni è già affaticato dalla presenza di parassiti.


I medici effettuarono subito una tomografia computata a raggi-X (CT scan), che rivelò una situazione quantomai drammatica.
I polmoni dell'uomo erano pieni di tumori grandi tra gli 0.4 ed i 4.4 centimetri.
Anche il fegato e le ghiandole endocrine (responsabili per il rilascio dell'adrenalina), erano già stati intaccati dal cancro.
Il primo trattamento fu imbottire il pover'uomo sia di farmaci anti-AIDS che di medicinali anti-parassitari, ma le sue condizioni non smisero di peggiorare, anzi.

Le sue cellule erano chiaramente cancerogene, crescevano in maniera veloce e disordinata, attaccando i tessuti circostanti.
La prima stranezza riscontrata, fu che tutte le cellule in questione presentavano la stessa forma (ciò è piuttosto inusuale poichè le cellule di ogni tessuto sono differenti).
Le sopracitate, inoltre, erano troppo piccole per essere considerate cellule umane.
"Sembrava cancro, ma i tumori erano composti di cellule chiaramente non umane", dichiara Atis Muehlenbachs, patologista al centro per il controllo e la prevenzione delle malattie.
Gli scienziati, senza sapere dove sbattere la testa, iniziarono quindi a fare svariati test, che rivelarono che le cellule tumorali presentavano lo stesso DNA dell'H. nana.
Sfortunatamente, era troppo tardi per il paziente, che morì 72 ore dopo.
L'analisi delle cellule tumorali contenenti il DNA dei parassiti, venne comparata con quella delle cellule appartenenti a parassiti sani, rivelando altre stranezze.

"Tre dei geni che sono stati identificati come 'rotti' o mutati, erano già responsabili per altre forme di cancro, nell'uomo" dichiara il Dr Peter Olsen, biologo presso il museo di scienze naturali di Londra.
"Se questi geni mutano in una cellula umana, possono renderla cancerogena. La stranezza è proprio che possano portare allo sviluppo di tumori sia negli uomini che negli invertebrati".

Perchè è strano?
Semplice, perchè nonostante umani e invertebrati condividano una parte del loro DNA, la differenza è comunque enorme sul piano evoluzionistico.
"Sappiamo che gli invertebrati possono avere dei tumori, ma il fatto che uno possa invadere il corpo un uomo e disseminarlo di cellule cancerogene facendolo ammalare, è quasi impossibile da credere." aggiunge Muehlenbachs.
Questo caso lasciò, e tutt'ora lascia, gli scienziati completamente spaesati poichè H.nana è la specie di tenia più comune, ed attualmente è presente in 75 milioni di persone nel mondo, eppure non si era mai verificato nulla del genere.

Lo specifico motivo del disorientamento è imputabile al fatto che i tumori possono presentarsi in qualsiasi animale, ma non sono trasmissibili all'uomo (proprio per il fatto che le cellule sono diverse da animale ad animale).
Piuttosto ciò che è trasmissibile (almeno tra umani), sono gli agenti cancerogeni, come per esempio il papillomavirus ed il verme trematode "Schistosoma haematobium".
Normalmente gli infettati da questo verme non presentano nessun sintomo, ed il loro sistema immunitario se ne libera col tempo.
Ma quest'uomo era già compromesso dall'AIDS, che ha permesso alle cellule parassitiche di crescere liberamente ed in maniera incontrollabile, consentendo lo sviluppo dei tumori tramite errori nella divisione cellulare.

Nonostante questo caso sia attualmente considerato unico, sembra plausibile che, considerata la diffusione sia dell'AIDS che di H.nana, ci possano essere stati innumerevoli altri casi negli anni.

Questo non è un incentivo all'ipocondria, quanto una considerazione sul fatto che condizioni cliniche non troppo gravi (mi riferisco ad H.nana, non all'AIDS), possono avere complicazioni anche mortali, se trascurate.
"L'importanza è l'esserne coscienti. E' un enigma per i medici, quando guardano questi tumori: Non c'è nulla che anatomicamente possa suggerire il fatto che un tumore possa derivare dalla presenza di un parassita. Ma ora che questo report è stato pubblicato, si spera che i dottori considerino anche questa possibilità." Conclude Olson.

La morale della favola?
Non trascuratevi, ma non diventate nemmeno ipocondriaci. E' giusto curarsi e valutare la propria condizione clinica, ma sempre senza esagerare.
E se ne avete il dubbio, una capatina in ospedale non fa mai male.
Soprattutto se siete affetti dal virus dell'HIV.

 

 

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