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Quarta Teoria Politica: la Weltanschauung vista da Luca Siniscalco

Weltanschauung è un termine tedesco («visione, intuizione [Anschauung] del mondo [Welt]») che così interpreta il Dizionario di filosofia Treccani: "Concezione della vita, del mondo; modo in cui singoli individui o gruppi sociali considerano l’esistenza e i fini del mondo e la posizione dell’uomo in esso". E' un termine frequente nella storia della filosofia e nella critica letteraria, per lo più riferito a pensatori, scrittori, artisti, in quanto tale concezione sia esplicitamente o implicitamente espressa nella loro opera.

I PARADIGMI DELLA STORIA

Qualunque teoria politica è definita dai paradigmi della Storia. Per capire il concetto di "Quarta Teoria Politica" meglio prendere in considerazione i suoi tre paradigmi di base:
·       Pre-Modernità (società tradizionale)
·       Modernità (società moderna)
·       Post-Modernità (un tipo di post-società dove tutti i legami sociali e tutte le forme di identità collettive  -  incluso il genere  - sono distrutti, resi “optional”).

IL LIBERALISMO

Alla fine del '900 il liberalismo ha trionfato ed è diventato il sistema universale di pensiero (pensée unique) su scala mondiale. Da qui lo sviluppo della globalizzazione e così via. Anzi, dal 1991, con la caduta del muro di Berlino, secondo il sito www.geopolitica.ru siamo entrati nel contesto dell’Impero Liberale Planetario

In uscita per NovaEuropa Edizioni segnaliamo "Il mondo verso un futuro multipolare", volume di approfondimento sui temi della geopolitica e del multipolarismo. Con un  saggio di Luca Siniscalco sulla Quarta Teoria Politica di Alexander Dugin.

"Il sistema-mondo sta cambiando. Dopo la fine della Guerra fredda l’Occidente ha risaputamente tentato di costituire un ordine mondiale unipolare, accentrato su un unico modello sociale, culturale, economico e politico, retto da una supremazia strategica e geopolitica. Il sorgere di progetti di autonomia e indipendenza a questo sistema però è la chiave di comprensione non solo del presente, ma del futuro imminente. All’interno di un’attualità conflittuale, orientata allo scontro tra due modelli principali, quello unipolare e quello multipolare, si verifica la progressiva trasformazione dei rapporti di forza che può e che deve divenire anche un cambiamento di paradigma.

Questo perché il multipolarismo non è solamente un policentrismo di fatto e una maggiore distribuzione del potere mondiale, ma una teoria in evoluzione che ha il concetto di controegemonia al centro della sua pratica. Quale economia, quali società, quali modelli di sviluppo, quali rapporti internazionali, quale diritto devono orientare la transizione al multipolarismo?

Sono queste le domande a cui i contributi di questo libro cercano di rispondere, impostando le fondamenta per uno sviluppo di una coerente teoria del multipolarismo, in nome di una superiore equità mondiale, del diritto dei Popoli alla sussistenza e all’autocentramento, del dialogo tra civiltà e – perché no? – della trasfigurazione radicale del mondo." Per prenotare la vostra copia cliccate qui - €16.00

ISLAM E QUARTA TEORIA POLITICA

"Riguardo al rapporto che può e deve intercorrere tra Islam e Quarta Teoria Politica si pongono alcuni problemi di natura teorica superabili attraverso il cammino del pensiero" secondo quanto pubblicato l'anno scorso da Daniele Perra sullo stesso sito" Tali questioni si collocano essenzialmente nella sfera del Soggetto, sul concetto di reversibilità del tempo e sulla localizzazione spazio-temporale dell’Ereignis-Evento inteso come “nuovo apparire divino”: ovvero il passaggio nell’ambito di una nuova dedizione dell’Essere attraverso la quale risplenderà ciò che realmente è. Un simile percorso speculativo dell’intelletto necessita di una premessa fondamentale.

Non va dimenticato che il filosofo russo Aleksander Dugin a più riprese ha riaffermato il valore dell’Islam come bastione della Tradizione e la necessità di una “nuova alleanza” (novyj sojuz) tra Ortodossia e Islam; due tradizioni che hanno legittimamente ereditato l’essenziale delle forme tradizionali eurasiatiche.

LA SOCIETA' DELLA POST-MODERNITA'

"Per comprendere a pieno la società della post-modernità, dobbiamo pensare ad una forma di liquidità quasi onnicomprensiva" pubblica Francesco Marotta sul suo blog. "Al giorno d’oggi, sono davvero pochi i popoli che riescono a sottrarsi da una governance in cui è mentalizzata nel profondo, l’idea che la società sia un qualcosa di diverso dal mercato (dal latino. sociětas -atis, der. di socius «socio»), senza rispettarne alla lettera il significato etimologico. Il dibattito verte sul tipo di «Comunicazione Emozionale» che intercorre tra la governance e la società: l’uomo non è più il bersaglio della programmazione della coscienza di un mercato, oppure, un consumatore famelico come negli anni ‘90". 

E a proposito della prefazione a un precedente libro, sempre per NovaEuropa Edizioni, La Quarta Teoria Politica, Marotta commentava: L’introduzione dell’editore a cura di Luca Siniscalco, invoglia a comprendere l’ispirazione ermeneutica di Dugin, i suoi studi antropologici, sociologici, filosofici, dell’economia, della geopolitica, delle civiltà e dei tempi in cui viviamo. Anche se non ci convince pienamente…

LUCA SINISCALCO

luca siniscalcoLuca Siniscalco

"Il liberalismo classico si converte nel postliberalismo, celebrato dall’avvento della “fine della storia” (Francis Fukuyama) nella liquidità della global market society, dove i conflitti sono ridotti al minimo. Un sogno di oblio e di alienazione della propria coscienza. Un sogno che la rinascita di conflitti culturali e religiosi, di cui profeta inattualissimo e inascoltato fu Samuel P. Huntington, ha spezzato. Eppure il postmodernismo, quale ideologia dell’Occidente, permane. Si manifesta, secondo Dugin, in una serie di principi, teorici e pratici: il rifiuto della ragione (Deleuze e Guattari); la rinuncia all’idea moderna dell’uomo come misura di tutte le cose (“la morte dell’uomo”); il superamento di ogni tabù sessuale e dello stesso concetto di perversione; la rinuncia a ogni identità, in una post-antropologia del “rizoma” (Deleuze); la distruzione di ogni ordine e gerarchia sociale in favore di un’anarchia controllata dai flussi di capitale.

Questi elementi, cui Dugin guarda con radicale criticismo, offrono d’altra parte, mediante lo smascheramento del modernismo, oasi, in senso jüngeriano, da cui ripartire in direzione di un paradigma alternativo. La connivenza fra le forze della sinistra “anticonformista” e il sistema postliberale è evidente: «La Quarta Teoria Politica – scrive Dugin prospettando un modello politico e culturale alternativo – deve estrarre la propria “ispirazione oscura” dalla postmodernità, dalla liquidazione del programma dell’illuminismo e dall’avvento della società dei simulacra, interpretando questo processo come un incentivo alla battaglia, piuttosto che come un destino" conclude Luca Siniscalco.

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