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Italia Atlantica
"L'altra Brexit. Geopolitica & Affari"


IL LIBRO

 

BEPI PEZZULLI

“L’altra Brexit. Geopolitica & Affari”.

Prefazione di Mark Wheatley.

I libri di Milano Finanza.

Milano, 2018 (170 pp.).

 

LA RECENSIONE

 

Con una migliore comprensione delle cose, la storia dunque era prevedibile. C’è infatti qualcuno che aveva descritto passo per passo le ragioni, le dinamiche interne, il presumibile percorso, e l’esito nella politica interna della vicenda Brexit. “L’altra Brexit. Geopolitica & Affari” di Bepi Pezzulli  è di fatto la controstoria più informata e più analitica della Brexit. Quella che dal 2013 (data in cui il Premier britannico David Cameron annunciò che avrebbe indetto un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea) viene raccontata dalla maggioranza dei media, soprattutto i media italiani, è un’allucinazione. In Europa sembra essersi intenzionalmente trascurata del tutto l’altra metà dell’operazione Brexit: quella dei vantaggi economici e delle alleanze geopolitiche che proiettano il Regno Unito nel XXII Secolo. 

Secondo l’autore, l’uscita dall’Unione Europea era inevitabile. Da un lato la tradizionale frangia euroscettica ben posizionata nelle istituzioni britanniche (preoccupata per la deriva pangermanica dell’UE), e dall’altro le trading rooms inglesi (preoccupate per gli squilibri nel bilancio commerciale dell’Ue) hanno spinto per rifocalizzare l’economia britannica e cambiarne l’asse geopolitico in direzione Commonwealth.

Pezzulli rileva anche delle suggestive simbologie: il voto “Leave” è occorso nel giorno del solstizio d’estate, a marcare l’alba di una nuova era. Lo yuan è entrato nel paniere del FMI nel giorno del 67° anniversario della Rivoluzione cinese. La nomina di David Cameron a capo del fondo infrastrutturale Anglo-cinese è avvenuta nell’anniversario della Rivoluzione gloriosa che restaurò sul trono inglese Guglielmo III d’Orange. Straordinarie queste date.

L’autore sostiene che la Brexit è stata una scelta al tempo stesso di riposizionamento e di maggiore autonomia e libertà. Il disegno, mai completamente abbandonato, di fare di Londra la nuova Singapore dell’Atlantico, rendendola così una sorta di zona franca per il transito dei grandi flussi d’investimento ha avuto un peso determinante nel “Leave”. Del resto, l’unica reazione possibile alla crescente forza della Germania, sostenuta dal suo surplus commerciale e dall’asse con i francesi, era quello di cercare nuovi sbocchi a livello globale, e riposizionarsi tra gli USA ad Occidente e la Cina ad Oriente, recuperando un ruolo centrale nel commercio internazionale. Che piaccia o no, poi, l’irrigidimento delle regole europee su banche e investimenti è stata un’ulteriore spinta a lavorare per il distacco, per poter mettere gli operatori finanziari della City nella condizione di poter perseguire i segmenti innovativi della finanza alternativa, quali shadow banking e fintech.

Il saggio racconta episodi inediti, cita testimonianze e ritrae Boris Johnson in un “visto da vicino” che ristabilisce la verità sulla caratura politica dell’ex Sindaco di Londra. Pezzulli, inoltre, promuove il disegno di associare Milano alla City di Londra, per sostenere il disegno Global Britain, dare una nuova centralità al capoluogo lombardo nell’area euro, influenzare la riforma della governance economica dell’UE e rafforzare la posizione Atlantica dell’Italia in politica estera.

 

L’AUTORE

 

Bepi Pezzulli  è un avvocato, manager e giornalista italiano e britannico. Avvocato in Italia, Attorney-at-Law in New York Solicitor in Inghilterra e Galles. Dirigente d’azienda e consigliere d’amministrazione indipendente.

 

Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’università Luiss Guido Carli di Roma; il Diploma di perfezionamento post laurea in Diritto dei mercati finanziari presso l’Università di Milano; il Master of Laws presso la New York University School of Law; e il Juris Doctor presso la Columbia University School of Law, ottenendo l’ambito titolo di Harlan Fiske Stone Scholar.

 

Ha esercitato la libera professione a New York in Sullivan & Cromwell e Shearman & Sterling;  per poi assumere ruoli manageriali a Londra in Bers, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; e BlackRock, la multinazionale degli investimenti.

 

E’ il Direttore Editoriale di Italia Atlantica. Commenta economia e finanza sul quotidiano finanziario MF-Milano Finanza e la geopolitica sul canale finanziario Class CNBC.

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