A- A+
Il mondo è rotondo
Insulti a Mancini Ben vengano se è la fine dell'omertà

“Sei un frocio, sei un finocchio”, due parole che, in pochi minuti, hanno fatto il giro del mondo hanno scatenato il mondo del web e sono finite sulle prime pagine di tutti i giornali on line e, dopo poche ore, su tutti i quotidiani di carta. Perché a pronunciarle è stato  Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, all’indirizzo di Roberto Mancini, allenatore dell’Inter, a pochissimi minuti dalla fine della partita dei quarti di finale di Coppa Italia vinta dai nerazzurri per 2 a 0.
Il tecnico dei milanesi quando si è presentato davanti alle telecamere di Rai Sport 1, appariva visibilmente fuori di sé e alla domanda dell’intervistatore: partiamo dalla fine, che cosa è successo fra lei e Sarri, è sbottato: “L’allenatore del Napoli è un razzista, mi ha dato del frocio e del finocchio, uomini come lui non dovrebbero stare nel calcio. In Inghilterra non metterebbe mai più piede in campo. La partita? Non mi interessa, non voglio parlarne”.
Televisivamente parlando è stato uno di quei momenti in cui si benedice la diretta. Mancini ha lasciato attoniti sia il giornalista che lo intervistava, sia quelli che erano in studio. Attimi di silenzio pesantissimo e di imbarazzo palpabilissimo, anche perché non si conosceva ancora la versione di Sarri”.
La conferma però è arrivata quando l’allenatore del Napoli si è presentato a sua volta davanti alle telecamere: a disagio, impacciato, travolto dagli avvenimenti ha praticamente confermato gli insulti dicendo che non ricordava esattamente che cosa avesse detto a Mancini e che, comunque, gli aveva chiesto scusa. E aggiungendo: “Sono cose che in campo succedono e che non dovrebbero uscire dal campo. A me così hanno insegnato”. “Ma definirmi omofobo mi sembra un’esagerazione, ho molti amici omosessuali, la mia era solo rabbia, non ce l’ho con Mancini, mi è scappata una parola”.
Aggiungendo danno a danno. Perché non è vero che queste cose non dovrebbero uscire dal campo, certe cose non dovrebbero uscire dalla bocca perché nel 2016 non si può dare dell’omosessuale a chicchessia pensando di insultarlo. Mette a nudo una mentalità vetero maschilista, anzi biecamente machista, che, purtroppo, nel mondo del calcio è durissima a morire. Sono recenti le dichiarazione di un dirigente, poi rimosso, che parlando del calcio femminile, apostrofò le giocatrici di pallone come “quelle quattro lesbiche”. 
Lo stesso Sarri, e questa non è certo un’attenuante, non è nuovo a simili insulti visto che, nel 2014, al termine di un Varese-Empoli di serie B (lui, allora, allenava la squadra toscana) disse: “Il calcio è diventato uno sport per froci. Abbiamo subito il doppio dei falli ma abbiamo avuto più gialli noi. Il calcio è uno sport di contatto e in Italia si fischia molto più che in Inghilterra con interpretazioni da omosessuali”. 
Stupiscono queste considerazioni in bocca ad uno come Sarri, unanimemente conosciuto da tutti come uomo serio, posato, amante delle buone letture (John Fante, Mario Vargas Llosa autori che, probabilmente, dalla stragrande maggioranza di chi opera nel mondo del calcio verrebbero scambiati per un difensore e un attaccante) ma evidentemente lo stress gioca brutti, bruttissimi scherzi. Il Napoli di Sarri era imbattuto al San Paolo, l’ambiente azzurro era probabilmente straconvinto di poter superare facilmente l’Inter e così la sconfitta e la conseguente scomparsa della Coppa Italia dagli obiettivi del club partenopeo, tutto ciò può spiegare ma non certo giustificare  questo momentaneo (almeno ce lo auguriamo) blackout. Ma per allenare una grande squadra non basta avere grandi numeri e grandi conoscenze a livello tecnico. Ci vuole anche un equilibrio che, in questa circostanza, Sarri ha dimostrato di non avere. Altri allenatori, molto più esuberanti di lui, mi vengono in mente José Mourinho ed Helenio Herrera, non si sono mai spinti così avanti.
Ma lo spiacevole e sgradevole episodio del San Paolo, al di là delle conseguenze che potrà avere per Sarri (c’è chi parla di squalifica di quattro mesi) e per il Napoli ha messo in evidenza un altro aspetto, stavolta assai positivo, che riguarda il mondo del calcio: la fine dell’omertà. Ha ragione a stupirsi Sarri perché i suoi insulti sono usciti dal campo; non ricordo che fosse mai successo prima; è successo adesso, per fortuna. Perché è giusto che i protagonisti del pallone si assumano anche fuori dal campo le responsabilità di quello che fanno e dicono in campo; lo stadio e il terreno di gioco non sono territori extraterritoriali dove vigono leggi e regole particolari.
E fa ben sperare il fatto che la denuncia di Mancini segue di pochi giorni quella dell’allenatore del Genoa Gasperini che ha avuto il coraggio di fare pubblicamente i nomi di alcuni tifosi che avevano nei suoi confronti atteggiamenti intimidatori. Neanche questo era mai successo; anzi società e loro iscritti hanno sempre cercato di tenere buoni rapporti con i loro sostenitori più facinorosi, non hanno mai denunciato i loro ricatti e, addirittura, quando non esistevano gli steward, venivano inseriti fra gli uomini del cosiddetto “servizio d’ordine” così da poter entrare gratis allo stadio, tanto se c’era da menar le mani, si toglievano la fascia al braccio e menavano le mani.
Ecco se questi due episodi significano che nelle stanze del calcio sta entrando aria nuova, teniamoci pure qualche spiffero ma cerchiamo di non chiudere subito le finestre.

Commenti

    Tags:
    gay-omosessuali-mancini

    in vetrina
    The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

    The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

    i più visti
    in evidenza
    "Dogman" candidato dell'Italia Garrone in corsa per l'Oscar 2019

    Spettacoli

    "Dogman" candidato dell'Italia
    Garrone in corsa per l'Oscar 2019

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

    Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.