A- A+
Il mondo è rotondo
La guerra dell'Occidente all'Isis deve cominciare nelle nostre case

Va bene, continuiamo pure a riempire le nostre città di blu, bianco e rosso, continuiamo pure a illuminare i nostri palazzi, i nostri grattacieli, i nostri monumenti con i colori della bandiera francese, continuiamo pure ad accendere migliaia e migliaia di lumini e a mettere migliaia e migliaia di mazzi di fiori davanti alle ambasciate e ai consolati dei nostri cugini d’Oltralpe. Lo sdegno, il dolore, la commozione, l’emozione suscitati dalla strage di Parigi meritano questo ed altro. Facciamo pure echeggiare le note della Marsigliese come ha fatto Placido Domingo al Metropolitan di New York prima di mandare in scena la “Tosca”; o osserviamo un minuto di silenzio alla Scala di Milano come ha chiesto il sovrintendente Alexander Pereira prima del balletto “L’histoire de Manon” con Bolle e la Zakharova; ascoltiamo commossi Madonna che a Stoccolma ha cantato “La vie en rose”, una specie di secondo inno francese, un po’ come da noi il “Va pensiero” di Verdi.
Giusto che ognuno a modo suo abbia voluto partecipare allo sdegno, al dolore, all’umiliazione di tutto l’Occidente.

Giusto, ma non basta. Non basta che tutti proclamiamo “Je suis Paris” come, poco meno di un anno fa, all’indomani della strage al settimanale satirico “Charlie Hebdo” tutti esclamavamo “Je suis Charlie”. No, non è sufficiente. Al di là delle azioni che decideranno i governi per battere il Califfato, dobbiamo cominciare questa guerra nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre strade, nelle nostre piazze. Come? Semplicemente non rinunciando ai nostri simboli, alle nostre tradizioni, alle nostre abitudini. Fra poco più di un mese è Natale e allora sì ai presepi, dovunque e comunque, sì agli alberi di Natale e, più in generale, sì ai crocifissi nelle scuole: se a qualcuno danno fastidio si volti dall’altra parte, faccia a meno di guardarli ma non pretenda che anche noi ci rinunciamo. In nome di che, in nome di chi?

Isoliamo, anzi mettiamo da parte, quell’eccessivo buonismo, quell’intellettualistico atteggiamento di disponibilità verso le esigenze degli altri, di chi è diverso da noi (che dagli islamici non è assolutamente ricambiato), che ha rotto le scatole e che diventa sempre più pericoloso perché contribuisce a dare l’idea di un Paese, di una civiltà pronti ad abdicare, a farsi da parte, a dire “avanti, prego” a chiunque si affacci da noi e porti usi e abitudini diverse.

Sono da tempo convinto che l’intreccio di popoli e razze non possa che far crescere tutti, non possa che migliorarci sotto ogni punto di vista; insomma nella società moderna credo che il melting pot sia un inevitabile punto di arrivo. Ma questo deve avvenire in maniera naturale e, direi, inevitabile; deve essere un ineludibile incontro di civiltà, di culture, di abitudini, di religioni differenti ma che finiscono con l’integrarsi, col convivere pacificamente. E questo può e deve avvenire soltanto in un clima di reciproca fiducia, non può certo essere imposto con i Kalashnikov, con le bombe, con i kamikaze.

Così come le armi non basteranno ai terroristi dell’Isis a sconfiggere l’Occidente, le armi non basteranno a far vincere l’Occidente. Bombardiamo pure i loro covi, le loro città, i loro depositi di petrolio, i loro campi di addestramento. Ma senza combattere nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre strade, nelle nostre piazze otterremo ben poco. E qui che dobbiamo educarci e dobbiamo educare gli altri, i diversi da noi.

Ma non riusciremo certo a farlo finché ci sarà qualcuno che, come è accaduto pochi giorni fa in un istituto elementare di Firenze, annulla una gita scolastica a Palazzo Strozzi dov’è in corso la mostra “Bellezza divina” perché la “Cocifissione bianca” di Marc Chagall potrebbe “mettere a rischio la sensibilità degli studenti non cattolici”. Ma stiamo scherzando? Ma di che cosa parliamo? Qui si tratta di arte, di cultura, di civiltà. Della nostra arte, della nostra cultura, della nostra civiltà. E allora che cosa facciamo? Mettiamo i sigilli ai Musei Vaticani e a tutti i musei italiani e occidentali? Impediamo ai bambini, di qualunque fede, di qualunque religione, di godere della vista della Cappella Sistina? E non possiamo far vedere ai nostri figli il Taj Mahal, la Moschea Blu, la Moschea di Cordoba, capolavori dell’arte islamica?

E’ in questa mentalità che si annida il vero pericolo di annientamento della civiltà occidentale, della nostra civiltà: quando si comincia a dire che un’opera d’arte può offendere qualcuno vuol dire che ci stiamo avvicinando all’orlo del precipizio. 
Sì, siamo tutti “Paris”, siamo tutti “Charlie”, dipingiamoci pure sulle guance il blu, il bianco e il rosso della bandiera francese. Ma fermiamo soprattutto questo modo di pensare barbaro, questo buonismo da salotto che è l’arma più potente in mano ai terroristi islamici.

Commenti

    Tags:
    guerra-isis-occidente-case-terroristi

    in vetrina
    Grande Fratello Vip 3: "Per Lory Del Santo porta aperta, sarà.." GF VIP 3 NEWS

    Grande Fratello Vip 3: "Per Lory Del Santo porta aperta, sarà.." GF VIP 3 NEWS

    i più visti
    in evidenza
    Il fatto della settimana Tria e Di Maio visti dall'artista

    Culture

    Il fatto della settimana
    Tria e Di Maio visti dall'artista

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Debutto al Paris Motor Show,la nuova Kia e-Niro

    Debutto al Paris Motor Show,la nuova Kia e-Niro

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.