A- A+
Paese che vai.. Affari che trovi
Elezioni Spagna, scuse e toni smorzati: coalizione anti-Podemos in vista?

Il prossimo 26 giugno la Spagna sarà chiamata nuovamente al voto per scegliere il proprio Parlamento e quindi anche il futuro governo. La decisione, presa dal Re Felipe VI, è stata presa dopo più di quattro mesi di stallo politico, causati dalla frammentazione politica all’interno del “Congreso de los Diputados”, la camera bassa del Parlamento spagnolo, e soprattutto dall’incapacità dei quattro maggiori partiti di raggiungere un accordo per un governo di unità nazionale.

Secondo gli esperti la nuova campagna elettorale dovrebbe esser contraddistinta da scontri meno duri, anche per scongiurare sul nascere possibili alleanze future. Nonostante i sondaggi siano da prendere con le molle, e molto sia destinato a cambiare da qui a giugno, è molto probabile che dalle prossime elezioni esca uno scenario non definitivo che obbligherà i partiti ad alleanze fin’ora considerate impossibili.

Sono da leggere in questo senso le scuse di Pedro Sanchez, il segretario del “Partito Socialista Operaio Spagnolo” (Psoe), rivolte al suo acerrimo rivale Mariano Rajoy chiamato «indecente» durante uno dei dibattiti della precedente campagna elettorale. Sanchez, assieme al leader di Podemos, è stato additato da molti come uno dei principali responsabili per del fallimento dell’undicesima legislatura. Tra le sue colpe ci sarebbe l’aver negato il suo appoggio all’ex premier Mariano Rajoy, il leader del principale schieramento del centrodestra spagnolo (il Partito Popolare). Rajoy si è più volte dichiarato aperto ad alleanze, sia direttamente durante la prima investitura, sia quando il re Felipe ha conferito il mandato di formare il governo al socialista Sanchez. Proprio a Sanchez alcuni rimproverano di non esser riuscito ad estendere ai radicali di Podemos il successivo “Patto dell’abbraccio” che il Psoe ha stretto con Ciudadanos (C’s) . Tra gli ostacoli principali ad un accordo politico tra Psoe-C’s e Podemos c’è la Catalogna: il partito di Rivera è contro l’indipendenza mentre Podemos ha fatto della lotta per la secessione catalana uno dei suoi baluardi. In questa intricata situazione politica il Psoe, il secondo partito più votato, ha occupato una posizione centrale e per questo è stato considerato uno dei partiti più importanti in vista di possibili accordi.

Secondo il recente sondaggio di “Sigma Dos” il Psoe non perderebbe nessun consenso rispetto alle passate consultazioni e riuscirebbe a conquistare nuovamente i 90 scranni. In generale i dati demoscopici hanno evidenziato però una lieve sterzata a destra dell’elettorato: cinque parlamentari in più per il Partito Popolare (128) e ben 12 in più per C’s (52). C’s, guidato da Albert Rivera, è considerato da molti come tra i più affidabili e versatili partiti del panorama politico iberico. Ciudadanos, di “sinistra” per quanto concerne la visione dei diritti e di “destra” per quanto concerne la concezione liberale dell’economia, potrebbe essere il futuro ago della bilancia. Più difficile appare la situazione di Podemos. Secondo quanto emerso dai sondaggi il partito guidato da Pablo Iglesias Turrion è quello che più perderebbe nelle prossime elezioni: circa 20 parlamentari in meno dei 69 conquistati a dicembre. In generale i sondaggi non sono mai stati teneri con Podemos. Alla vigilia della passata tornata elettorale pochi avevano previsto l’exploit che ha poi portato Podemos a diventare il terzo partito più votato, davanti a C’s e dietro solo a Partito Popolare e Psoe. Ma Podemos, che si è dimostrato il più intransigente nel siglare accordi, rischia oggi di pagare a caro prezzo questa strategia, che potrebbe portarlo assieme a Izquierda Unida (IU) a diventare subalterno numericamente e politicamente. Esattamente come è avvenuto durante l’elezione del socialista Patxi Lopez a presidente del Congreso de los Diputados, avvenuta tramite un accordo politico marcatamente ostile a Podemos, unica formazione “esclusa” dalla scelta. In questo scenario politico l’unica speranza che ha Podemos di incidere senza mutazioni genetiche dei propri programmi (decisamente radicali) è quella di conquistare così tanti voti da costringere in un secondo momento il Psoe a convergere verso il loro partito e a formare un governo di sinistra.

Quest’ultima ipotesi è stata giudicata possibile anche dal “Financial Times” anche se in molti sostengono che un governo Podemos-Psoe non convinca pienamente l’elettorato spagnolo. Gli altri scenari possibili tracciati dall’autorevole quotidiano britannico sono stati: lo stallo, e una coalizione di centrodestra. Perché si verifichi la vittoria del centrodestra occorre che C’s conquisti maggiori consensi e che il PP rimanga sostanzialmente invariato o guadagni qualcosa. Per ottenere la maggioranza al “Congreso de los Diputados”, l’unica camera incaricata di votare la fiducia al governo, occorrono 176 voti. Se gli scenari sondati da “Sigma Dos” venissero confermati oggi PP e C’s potrebbero allearsi e formare un nuovo governo. Per far si che avvenga, però, Rivera ha chiesto una «rigenerazione» all’interno del PP che porti in Parlamento «gente libera, pulita e preparata». Questi possibili scenari di coalizione sono risultati impensabili fino a pochi giorni fa. C’s, esattamente come il Psoe, si è infatti sempre rifiutato di scendere a patti con Rajoy, la cui immagine è a dir poco sgualcita dalle numerose indagini giudiziarie che lo hanno lambito e che hanno affossato elementi di spicco del suo partito. In Spagna, tra gli scenari probabili qualcuno aggiunge anche quello di un governo PP-Psoe-C’s, a prescindere che PP e C’s arrivino da soli alla maggioranza dei 176 scranni. Un governo “a tre teste”, il primo nella sua storia repubblicana della Spagna, che toglierebbe tutti i dubbi sulla futura stabilità politica della Spagna e che traccerebbe le basi per le riforme di cui il Paese ha bisogno.

La situazione politica spanola ricorda a molti quanto avvenuto negli ultimi governi ellenici, e anche quelli italiani (ne parlo qui). Non a caso a dicembre "El Pais" la paragonò a quella italiana: dove i governi non durano in media più di un anno. Come scrisse il quotidiano madrileno però la classe politica spagnola non ha mostrato la stessa capacità che i loro omologhi italiani hanno mostrato nel raggiungere un compromesso, che necessariamente però dopo dovranno raggiungere durante la prossima l'estate.

----------------------------------------------------------------------------------

Patacchiola Armando Michel, classe '84, ho studiato giornalismo alla Eidos e all'Università degli Studi di Perugia. Ho collaborato con “Tgcom24” e “The Post Internazionale”. Scrivo per raccontare storie del mondo, tenendo sempre a mente cosa succede in Italia.

 

 

Commenti

    Tags:
    spagnaspagna elezioni

    in vetrina
    Milan, Alessio Romagnoli: lesione al polpaccio. Out almeno 4 settimane

    Milan, Alessio Romagnoli: lesione al polpaccio. Out almeno 4 settimane

    i più visti
    in evidenza
    Il fatto della settimana Toninelli visto dall'artista

    Culture

    Il fatto della settimana
    Toninelli visto dall'artista

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Lamborghini SC18 Alston: la prima One-Off targata Squadra Corse

    Lamborghini SC18 Alston: la prima One-Off targata Squadra Corse

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.