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Marino contro le riforme di Renzi: "Un pastrocchio antidemocratico"

di Giuseppe Vatinno

L’intervista prende lo spunto dalla pubblicazione del nuovo libro di Ignazio Marino: “Un marziano a Roma”, Giangiacomo Feltrinelli Editore, da poco uscito.

Doverosa premessa: quando ho iniziato a leggere il libro ero prevenuto nel senso che non avevo una buona impressione di quanto svolto nel suo mandato.

Pur non condividendo diversi punti del suo programma mi sono ricreduto su molto di quanto fatto perché nel libro è  ampiamente documentato con dati puntuali e precisi e non privo di gradevoli elementi propriamente letterari.

 

GV: Sindaco, il libro spiega tante cose che io, da cittadino, non avevo percepito o meglio avevo percepito in maniera diversa. Abbiamo capito male noi cittadini e giornalisti, oppure c’è stato un difetto di comunicazione istituzionale?

 

IM: In effetti ho scritto questo libro proprio perché ad un certo punto del mio mandato ho capito che quello che avevamo fatto non era stato trasmesso e cioè non c’era reale contezza dell’attività svolta.

 

GV: Ad esempio io leggendo il libro ho capito tecnicamente quale è il problema delle buche nelle strade di Roma…

 

IM: Infatti, imprenditori scaltri mettevano meno strati di bitume per risparmiare sui costi (e pagare poi tangenti) e così la qualità del manto stradale si deteriorava subito. Un esempio che ho visto con i miei occhi è quello della via Nomentana.

 

GV: Dunque lei si era accorto della corruzione dilagante; ma il Consiglio comunale istituzionalmente e la sua maggioranza politicamente che le diceva?

 

IM: Ho ricevuto pugnalate da tutti; ma se dall’opposizione è un fatto naturale di meno è riceverle dalla propria maggioranza che ti dovrebbe sostenere lealmente.

 

GV: Ma che rapporto l’ha legata al suo partito di riferimento, quel Partito Democratico di cui è stato uno dei fondatori?

 

IM: In pratica, da subito, mi sono accorto di una evidente ostilità a molti livelli. La più eclatante è stata quella di Mirko Coratti, scelto ed eletto dal Partito Democratico come presidente del Consiglio comunale, poi arrestato nell’ambito di Mafia Capitale, ma anche dal primo capogruppo del Pd al Comune Francesco D’Ausilio che commissionò addirittura un sondaggio contro di me, e dal secondo capogruppo Fabrizio Panecaldo, che arrivò a chiedere di sospendere le sedute del Consiglio quando si doveva votare su argomenti che avrebbero portato ricchezza a Roma, come oltre un miliardo di investimenti stranieri per il nuovo stadio.

 

GV: Ma su quali temi, concretamente, si opponevano?

IM: Ad esempio sulla privatizzazione delle farmacie comunali in perenne rosso e poco efficienti, oppure sulla privatizzazione delle Assicurazioni di Roma.

Nel libro, poco prima della quarta di copertina, c’è una cartina con tanti puntini: sono tutti i luoghi dove siamo intervenuti. Abbiamo salvato dal cemento 1700 ettari di agro romano pari a 21 milioni di metri cubi.

 

GV: E secondo lei perché c’erano queste resistenze?

IM: Perché io volevo risanare e rendere efficienti strutture che con gli anni svolgevano unicamente un ruolo clientelare per i partiti.

 

GV: Solo una utenza di voti?

IM: Esatto.

 

GV: Ma adesso chi appoggia per le comunali? Fassina?

IM: Io appoggio chi ha un programma, un piano urbanistico utile alla città. Meloni, Marchini, Bertolaso, Giachetti, la Raggi ancora non hanno neanche un programma.

 

GV: Allora mettiamola così: Fassina ce l’ha?

IM: Al momento è l’unico che lo ha ma alcuni punti sono in contrasto con il lavoro di risanamento condotto dalla mia giunta.

 

GV: Roma è una città complessa. Stratificata nei secoli e nella politica. Il suo predecessore per un Giubileo è stato l’ex sindaco Francesco Rutelli che gestì l’evento del 2000. Che rapporto ha avuto con lui?

IM: Rutelli mi ha sempre attaccato, fin dai tempi in cui ero senatore e portavo avanti le mie leggi sui diritti civili, come ad esempio il diritto per ogni persona di poter scegliere a quali terapie mediche sottoporsi e quali rifiutare. Rutelli stava dalla parte del cardinal Ruini anche su temi come la fecondazione assistita. Inoltre, ha contribuito a lasciare a Roma diversi regali indesiderati: come il campo rom di Tor Sapienza aperto come “temporaneo” nel 1994 ed ancora lì nel 2013, e un debito che nel 2008 raggiunse la somma mostruosa di 24 miliardi di euro e che ora devono ripagare tutti gli Italiani con 500 milioni di tasse in più, ogni anno sino al 2040!

 

GV: A proposito di Chiesa cattolica, nel suo libro si legge che lei ha mostrato al Papa l’invito per il viaggio negli Usa che fu uno dei motivi per cui i media chiesero le sue dimissioni. In pratica Papa Francesco si è convinto che lei era nel giusto.

IM: E’ proprio così. Nel libro parlo dei miei incontri privati a Santa Marta, la residenza del Papa, e del fatto che quando potei parlargli gli spiegai cosa era successo ed egli mi disse di scriverlo. Cosa che io feci e gli mandai il capitolo in questione un martedì. Giovedì era già tornato senza correzioni.

 

GV: Dunque l’invito c’era. Ma allora perché il Papa non lo ha detto pubblicamente.

IM: Guardi, io a Papa Francesco ho detto: lei porta l’anello del pescatore, l’anello del successore di Pietro. Io non la posso contraddire”.

Lui, come già accennato, mi disse “lo dica” e così ho fatto nel libro.

 

GV: Alleggeriamo un po’ il dialogo con qualche aneddoto. Perchè lei usa inchiostro verde. Lo sapeva che una penna di tale colore era utilizzata da Palmiro Togliatti?

IM: L’inchiostro verde lo usai per la prima volta nel 1992 negli Usa. Entrai per comprare dell’inchiostro e vidi accanto al classico colore nero anche il verde; il verde mi ricordava la mia divisa da chirurgo, ma anche il mare, la speranza. E quindi cominciai ad usarlo. Poi anni dopo Massimo D’Alema mi raccontò l’aneddoto a cui si riferiva anche lei di Togliatti.

 

GV: Nuovo aneddoto. I quotidiani hanno riportato l’episodio che alla Feltrinelli di Roma non le hanno fatto fare la foto con il suo libro…

IM: Un falso. Nel senso che l’episodio è effettivamente avvenuto ma non si trattava di me, ma di un mio finto e simpatico sosia di Striscia la notizia; un giornale come il Corriere della Sera, dovrebbe avere giornalisti e direttore che controllano le notizie e le fonti e invece ne hanno scritto un’intera pagina…falsa.

 

GV: Sindaco Marino, ma perché i vigili sono così cagionevoli di salute?

IM: Si riferisce immagino all’epidemia che colpì il corpo della municipale il 31 dicembre 2014. Il vicesindaco Luigi Nieri conduceva da tempo una complessa trattativa per la rotazione dei vigili dei gruppi territoriali nell’ambito del piano anticorruzione. Un sindacalista, Francesco Croce, lo minacciò di ritorsioni e così i sindacati convocarono due assemblee per i giorni 31 dicembre 2014 e 1 gennaio 2015 con orari, rispettivamente, 21.00 – 24.00 e 00.00-03.00. Per i non impegnati nelle riunioni sindacali ci fu invece un virus che colpì quella notte quasi mille vigili urbani mandando in tilt il piano organizzato dal loro comandante, Raffaele Clemente.

Effettivamente noi denunciammo il fatto alla procura di Roma che credo stia attualmente indagando su molte dozzine di vigili e diversi medici…

 

GV: E la famosa vicenda della “Panda Rossa”? Per un certo periodo è stata una sorta di  forma archetipale della sua amministrazione…

IM: Io sono stato il primo sindaco a non voler utilizzare sempre l’auto blu ma spostarmi anche da solo con la mia auto personale, appunto la Panda rossa con un certificato Ztl, oppure con la bici. Qualcuno si è intromesso nel sistema informatico, come ha appurato una indagine della magistratura e mi ha annullato il permesso e così sono state fatte delle multe che poi ho comunque pagato. Ma avevo ogni diritto da sindaco a muovermi per la città dove ero stato eletto.

 

GV: Però il senatore Augello l’accusava di aver lasciato l’auto in senato…

IM: Sì, ma per motivi di sicurezza perché così fu stabilito dall’allora prefetto di Roma Pecoraro. Ancora oggi per minacce e proiettili inviatimi in seguito devo muovermi con la scorta dei carabinieri.

 

GV: Che mi dice degli scontrini?

IM: Si trattava sempre di spese di rappresentanza e istituzionali in cui non ho mai speso un euro di denaro pubblico per interessi non pubblici. Ad esempio, una delle cene elencate si svolse dopo aver firmato un protocollo con l’imprenditore uzbeko Alisher Usmanov che quel giorno ha donato due milioni di euro per l’arte e la cultura di Roma; a quella cena c’era anche Giuseppe Cerasa caporedattore della cronaca romana di Repubblica, che scelse per noi i vini. Inoltre era presente anche Giovanni Malagò, il Presidente del Coni.

 

GV: Che rapporto aveva con Marchini?

IM: Dal punto di vista imprenditoriale appartiene a una famiglia che ha avuto successo ed è stato campione mondiale di uno sport assai competitivo come il polo ma non credo abbia la preparazione per fare il sindaco di Roma.

 

GV: E veniamo a Renzi. Al referendum di domenica ha detto di aver vinto e di aver ritenuto il suo utilizzo demagogico. Che ne pensa?

IM: Renzi ha ragione: quando non si vota vince sempre. Premesso questo trovo incredibile che il Presidente del Consiglio inviti  i cittadini a non esercitare la base stessa del potere democratico: il voto.

Inoltre l’Italia, dopo la Conferenza internazionale di Parigi, è in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici e ciò confligge con l’utilizzo degli idrocarburi.

 

GV: Ma anche il Ministro dell’Ambiente l’ Udc Galletti, su questo tema peraltro sfiduciato dal suo stesso segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, ha detto dapprima di non votare e poi di votare no.

IM: Trovo incredibile che un Ministro che si dovrebbe occupare di salvaguardia ambientale di un gioiello come l’Italia sia per le trivellazioni senza limiti.

 

GV: il quorum, nonostante una robusta partecipazione al voto, non è stato raggiunto; tuttavia penso che sia utile per far tornare a discutere di un Piano Nazionale dell’Energia (PEN).Che ne pensa?

IM: Riparlare del PEN è fondamentale; l’Italia può essere un Paese sempre più libero dal petrolio, dalle lobby e dai petrolieri: occorre seguire la green economy.

 

GV: Che ne pensa del referendum di ottobre in cui Renzi ha detto di giocarsi tutto?

IM: Penso che sia un errore invece di eliminarlo aver trasformato il Senato in una struttura che costerà ai contribuenti come prima ma gli stessi contribuenti non potranno più eleggere i senatori che verranno scelti tra i consiglieri regionali con meccanismi manovrati dai partiti e avranno persino l’immunità parlamentare.

Un vero pastrocchio antidemocratico.

 

GV: Sindaco, avete tentato una rivoluzione?

IM: Sì. Ma come in tutte le rivoluzioni ci vuole tempo e determinazione. E’ un processo lungo ma poi il cambiamento arriva. Dopo il lavoro della nostra giunta su molti temi non si potrà più truccare le carte come in passato.

 

 

 

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