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Il Palazzo delle Meraviglie. Luoghi e genti della società
La Lucarelli e il caso Ylenia

La storia della ragazza di Messina, Ylenia, ustionata dal fidanzato (che è stato arrestato mentre lei nega ogni suo coinvolgimento) pone interessanti problemi sociologici ma anche giuridici e naturalmente giornalistici.

Dunque le prove contro il ragazzo sono abbastanza solide nel senso che è stato ripreso dalle telecamere di un benzinaio mentre faceva provvista di benzina lui dice (e Ylenia appoggia) perché era rimasto a secco con il motorino.

Ma il punto non è la veridicità o meno della storia narrata.

Il punto è la libertà delle persone.

Assumiamo pure che Ylenia voglia proteggere per una sorta di amore molto malato il suo carnefice e cioè lo abbia perdonato oppure in una sorte di delirio di negazione non voglia vedere in lui, nonostante appunto l’evidenza, alcuna responsabilità oggettiva.

Ed allora, pur andando avanti, secondo prassi di legge il processo come si suol dire “d’ufficio” questa ragazza ha diritto di voler cristianamente perdonare o anche laicamente “non vedere”?

Io credo di sì.

Perché parto dal presupposto che è un essere umano capace liberamente e scientemente di decidere cosa sia bene o male per lei. Questo non vuol dire certo che condivido l’agire del ragazzo e tantomeno la predisposizione buonista di lei ma occorre batterci comunque perché essa possa sostenere il comportamento che ritiene giusto per lei nell’ambito della sua totale libertà.

È un po’ come per il proibizionismo o sui giochi d’azzardo (oltretutto gestiti dallo stesso Stato).

Un adulto è libero di scegliere quello che vuole fare anche se contro al suo interesse.

Ugualmente per il reato fascista di plagio poi fortunatamente abolito.

In questo contesto Selvaggia Lucarelli come spesso le accade produce una sgangherata e violenta reazione mediatica e forcaiola contro la ragazza rea di voler distruggere la lotta al femminicidio.

Gente come la Lucarelli ritiene dunque che gli esseri umani e le donne in particolare siano da ritenersi soggette ad uno stato di cattività da tutelare perché non sono capaci di intendere e di volere.

Nel vocabolario dittatoriale della Lucarelli non c’è spazio per termini come “propria volontà”, “autodeterminazione”, “capacità di discernimento”. Tutti sono dementi e devono essere guidati. Da chi?

Ma naturalmente da lei e da qualche altro demagogo delle emozioni.

 

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