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Trivelle: la formagginizzazione dell'Italia

La Consulta boccia due referendum;IdV  continua la sua lotta contro le trivellazioni

 

 

L’Italia è sempre stata campo di bivacco da parte di spregiudicati sfruttatori delle sue bellezze naturali che fanno del nostro Paese un unicum mondiale.

Il 17 aprile prossimo ci sarà un referendum per impedire che lo sfruttamento degli idrocarburi (gas e petrolio) entro 12 miglia (22.2 Km) dalla costa non sia prorogato alla scadenza;

il governo non ha unito la consultazione referendaria con quella delle amministrative (che avrebbe permesso un notevole risparmio finanziario) perché lo impedisce una legge (decreto 98 del 2011); tuttavia,  nel 2009, un tale abbinamento fu fatto tramite una legge ad hoc.

La storia inizia nell’ ottobre 2015 quando dieci regioni - Abruzzo, Basilicata (capofila), Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise - presentano sei quesiti referendari sullo sfruttamento degli idrocarburi davanti alle loro coste.

Il referendum, che in Italia è solo abrogativo, andrebbe a cancellare la parte del comma 17 dell’articolo 6 del Codice dell’Ambiente che permette lo sfruttamento dei giacimenti fino a completo esaurimento degli stessi.

In ogni caso solo uno dei 6 quesiti viene recepito mentre gli altri vengono “annullati” dal governo tramite la legge di stabilità.

L’Abruzzo nel frattempo si ritira mentre le altre regioni presentano un quesito alla Corte Costituzionale sul conflitto di interessi (a causa dell’articolo 117 della Costituzione) sulla legislazione ambientale.

E’ di oggi la notizia che la Corte, non entrando nel merito, blocca gli altri referendum superstiti con cavilli burocratici (perché 5 di 6 regioni, tranne il Veneto, non avevano pareri per la delibera di richiesta alla Corte).

(cfr.: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/03/09/trivelle-il-comunicato-della-corte-costituzionale_35bef341-afd3-436b-99e8-60103262a67c.html)

A parte alcuni profili di incostituzionalità fatti rilevare da giuristi resta il fatto che la Corte non può entrare nel merito.Il quesito più importante tra i bocciati riguarda la possibilità delle regioni di intervenire sulla scelta delle zone di trivellazione.

Qualche tempo fa Papa Francesco ha fatto una enciclica sull’ambiente e sulla sua preservazione; il cattolico ministro dell’Ambiente Galletti ne loda continuamente il contenuto.Ci aspettiamo che allora sia politicamente conseguente e applichi misure a protezione dell’immenso e superbo patrimonio ambientale italiano che non può essere bucherellato a soli fini speculativi.

Anche il Presidente del Consiglio Renzi deve mostrare che per lui l’ambiente non è solo utile a livello internazionale quando si deve parlare magari di cambiamenti climatici con i grandi della Terra, come Obama, ma deve essere una reale scelta d’amore verso la sua nazione, la più bella del mondo.

 

Tags:
trivelle;referendum;galletti

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